DAI FIORI ALLA MISERIA – 7°parte

DAI FIORI ALLA MISERIA

Il declino del Sud, il declino dell’Italia, il declino dell’Europa: come, quando ma soprattutto perché

di Gianfranco Costantini

SETTIMA PARTE (prime sei parti pubblicate sui numeri di marzo-luglio 2018 e leggibili su www.ilsorpassomts.com)

In questa ultima parte, compresi gli effetti collaterali delle unificazioni monetarie europee, capito che da esse c’è sempre chi ne trae beneficio e chi invece nocumento, descrivo alcuni aspetti che addirittura impediscono una futura maggiore integrazione europea.

Concludo evidenziando una via d’uscita possibile, e forse anche auspicabile, per riportare la piena democrazia nel continente europeo.

Oggi in Europa è veramente impossibile pensare che si possa correggere la direzione imposta dai trattati e riportarla verso binari più democratici e cooperativi.

Illustri pensatori prezzolati, accanto a utili idioti in perfetta buona fede, a piene pagine sui giornali e a gran voce nelle televisioni, chiedono di completare il processo di unificazione Europea; qualcuno addirittura si spinge a sognare gli Stati Uniti d’Europa!

Festeggiamenti per il Trattato di Lisbona

Peccato che il Trattato di Lisbona oltre ad avere un “lato A” denominato Trattato sull’Unione Europea (TUE) che ha introdotto quei “piccoli difetti” evidenziati nella sesta parte dell’articolo (61), ha un “lato B” che, se vogliamo, è ancora peggiore: Il Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea (TFUE). Tale trattato contiene norme tecniche di attuazione del TUE e ha pari valore giuridico, serve per tradurre in atti pratici i valori enunciati (62) che negli articoli 123, 124, 125, impedisce categoricamente all’Unione Europea di proseguire verso una fase di maggiore integrazione, specie dal punto di vista economico-monetario. Oggi, mentre noi ragioniamo se sia giusto o meno unire indissolubilmente il continente in una entità sovranazionale, la Germania (ma forse anche la Francia) si è assicurata preventivamente che una tale ipotesi non si verifichi mai, pena l’annullamento dei trattati stessi. Questo significa che la Germania, dopo aver lavorato sporco per ottenere un surplus commerciale con il quale ha reso debitore quasi l’intero continente, non rinuncerà mai al suo ruolo di grande creditore e lo userà con tutti fino alla morte del progetto di unificazione europea (63).

Partigiani fucilati

Stando ai fatti, emerge che i Trattati dell’Unione Europea, attraverso la competizione sfrenata hanno rafforzato le oligarchie dominanti della nazione più forte e aggressiva del continente, sfruttando il lavoro sottopagato dei suoi lavoratori (64). La nostra Costituzione all’articolo 11 consente limitazioni di sovranità e non cessioni: “L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo”.

Anche la nostra Costituzione proibisce una “maggiore integrazione europea” perché per attuarla bisognerebbe cedere porzioni importanti di sovranità e già oggi, valutando il presente, se si potesse porre direttamente alla Corte la questione di costituzionalità, anche un modesto giurista preparato in materia economica riuscirebbe a individuare facilmente più di un argomento che porterebbe all’immediata applicazione della norma costituzionale, fondamentalissima e inderogabile (65).

Brigante fucilato

Nonostante gli innumerevoli argomenti che si possono addurre a favore di una riappropriazione della sovranità nazionale, la via di fuga per noiitaliani è stretta perché l’ideologia ordoliberista, cardine dei Trattati europei, ha eminenti sostenitori nel nostro Paese ancora oggi ai vertici delle istituzioni italiane ed europee, mentre le nostre élite finanziarie e industriali, così come le vecchie nobiltà siciliane descritte nel Gattopardo, accettano lo straniero in casa con l’unico obiettivo di mantenere o ampliare il proprio status: «Se vogliamo che tutto rimanga com’è, bisogna che tutto cambi» (66). Solo la comprensione piena della trappola ideologica che sta soggiogando l’Europa può generare gli anticorpi necessari per invertire il corso degli eventi. L’ideologia liberale che anima l’odierno europeismo è feroce e foriera di sciagure economiche-sociali, e alimenta reazioni irrazionali che in passato sono sfociate nel nazismo e nel fascismo.

Aldo Moro

Il professor Stefano D’Andrea, abruzzese, inventore del termine “sovranismo” e fondatore del Fronte Sovranista Italiano (67), afferma che l’ideologia europeista è divenuta una religione e i suoi adepti si sentono portatori di una missione storica, ovvero riportare le oligarchie a governare come in una sorta di dispotismo illuminato; sarà il destino di questa generazione sposare un’ideologia opposta con la stessa forza capace di ripristinare i valori democratici costituzionali.

Aggiungo che lo dobbiamo a noi stessi ai nostri figli e, perché no, a tutti coloro che, guerriglieri nei monti dell’Abruzzo più profondo o fucilati nella pubblica piazza di un qualsiasi sconosciuto paese della provincia italiana, indomiti ci hanno consegnato gli strumenti morali per distruggere la miseria e tornare a coltivare i fiori della libertà, costi quel che costi.

61 mi riferisco al cambio di paradigma giuridico ovvero il lavoro che è il cardine fondamentale della Costituzione, viene assoggettato alla forte competizione e alla stabilità dei prezzi. Con un breve enunciato scritto all’articolo 3 del TUE, il lavoro è declassato da diritto fondamentale a subordinato.

62 Trattato di Lisbona versione consolidata al marzo 2016

63 The Economist: Perché il surplus tedesco è un problema per l’economia mondiale Tratto da voci dall’estero.it

64 O sottopagati o non pagati abbastanza per tenere basso il tasso di cambio reale così da reiterare una pratica di concorrenza sleale.

65 Già solo il differente costo di finanziamento del debito al momento della firma dei trattati avrebbe dovuto far capire che l’Italia non si poneva in condizione di parità con gli altri stati. La pace e la giustizia poi richieste dalla Costituzione per aderire mal si conciliano con un trattato libero scambista; a tal proposito sarebbe utile conoscere e analizzare la legge dei vantaggi comparati per eliminare ogni dubbio riguardo l’adesione all’UE.

66 Citazione dal celebre romanzo Il Gattopardo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa

67 Stefano D’Andrea, dichiarazione estrapolata dal secondo congresso del Fronte Sovranista Italiano FSI, Roma 24 settembre 2017.

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