La natura va osservata e poi rispettata: il ripascimento artificiale

di Franco Viteleia (num. Giugno 2019)

Siamo al dodicesimo appuntamento delle considerazioni su come funziona il sistema mare-spiaggia e su come l’uomo possa intervenire per modificarne a suo beneficio i movimenti.

In realtà tale grande unità si può suddividere in più sub-unità (più o meno chiuse in relazione al trasporto dei sedimenti) determinata dalla presenza delle foci fluviali e dei porti.

Nel litorale pescarese pertanto possiamo distinguere due sub-unità: la più settentrionale va dalla foce del Saline al porto canale di Pescara e l’altra dal porto turistico alla foce del fiume Alento.

Una volta definiti i confini della unità fisiografica, quest’area deve essere oggetto di studi approfonditi atti a determinare i parametri utili per la progettazione quali:

  1. Identificazione del moto ondoso
  2. Determinazione del settore di traversia
  3. Rilievo batimetrico
  4. Rilievo topografico
  5. Analisi sedimentologica
  6. Determinazione del trasporto litoraneo

Per concludere, mi sembra di poter dire come ultima notazione che il progettista di opere marittime deve preoccuparsi di studiare il contesto nel quale dovrà essere inserito il manufatto di progetto, al fine di assecondarlo e pianificare in qualche modo una strategia di realizzazione di opere flessibili e di limitato impatto sulla morfologia costiera.

Circa la tipologia degli interventi appare ineluttabile, nonostante notevoli costi e la difficoltà di reperibilità dei materiali adatti, la scelta del ripascimento artificiale con sedimenti prelevati o nei fondali antistanti o in cave fuori dall’alveo dei fiumi.

La funzione del ripascimento non si limita alla ricostruzione di un tratto di litorale eroso.

Il ripascimento costituisce anch’esso opera di difesa, poiché un notevole apporto di materiale artificiale provoca un allontanamento verso il largo della linea dei frangenti con notevole riduzione di pericolosità delle mareggiate più violente.

Le spiagge sono infatti parte del sistema naturale delle coste e per la loro funzione di dissipazione dell’energia dell’onda sono classificate esse stesse fra le strutture di difesa della costa.

L’alimentazione della spiaggia mediante idoneo materiale di riporto presenta il vantaggio di non provocare sfavorevoli ripercussioni sul regime dei litorali adiacenti che anzi possono trarre vantaggio da un possibile incremento degli apporti di sedimenti.

Si tratta, come detto sopra, di interventi assai onerosi e che vanno ripetuti nel tempo, ma il valore economico, ambientale e sociale delle spiagge li rende in molti casi vantaggiosi.

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