Un bicchiere dopo l’altro – Racconto a puntate 3/6

Episodio tre di sei – Il segreto del sussesso
di Emilio Pirraglia

I raggi di sole trapelarono dal vetro del balcone e le illuminarono il viso, lei arricciò il naso e si svegliò. Si guardò intorno spaesata, poi riconobbe una serie di schizzi colorati su una tela appesa alla parete di fronte il letto, che avrebbero dovuto comporre un quadro, e si ricordò di essere da Alex. Si alzò indolenzita e andò in cucina, dove trovò l’uomo ad inzuppare biscotti nel caffè. «Ehi buongiorno Alex».

Lui ricambiò alzando la testa, sorridendole. Lei si diresse alla macchinetta del caffè e se ne versò una tazza. «Stanotte mi hai massacrata, mi sento tutta indolenzita ai piani bassi, faccio fatica a camminare». Lui ingollò un boccone e le sorrise di nuovo: «se ti ricordi mi hai chiesto tu di darci dentro». Lei gli si sedette davanti: «veramente non mi ricordo molto. Ci siamo ricascati un’altra volta, avevamo detto due settimane fa che sarebbe stata l’ultima». Alex continuava ad inzuppare biscotti e a ficcarseli in bocca, alzò le spalle: «ieri sera sembravi una tigre nel locale, abbiamo perso la testa tutti e due e a proposito, abbiamo anche piantato in asso le tue amiche».

La ragazza si mise una mano sulla fronte: «Adele e Veronica me ne diranno di tutti i colori. Ti va bene se faccio la doccia qui e me ne vado?». Alex alzò le spalle, Giada gli sorrise, gli accarezzò il viso, ingollò la tazza di caffè e se andò in bagno. L’uomo sparecchiò mettendo le stoviglie nel lavello e si diresse a fatica sul divano, i biscotti avevano calmato il bruciore di stomaco, ma la testa gli faceva male, chiuse gli occhi. Quando si svegliò il sole stava calando, accese la tv, la casa era vuota. Rispose allo squillo del telefono: «Ehi ciao Max!» «Dove cazzo sei finito Alex? Siamo qui al Tonybì a fare un aperitivo con Adele e Veronica». «Buon per voi». Rispose Alex sbadigliando. «Ci stavamo facendo due risate sul fatto che Giada non si è vista in giro oggi, ne sai qualcosa?» «Fai poco lo spiritoso, tanto già so che Giada ha chiamato Adele e Veronica avvisandole di aver passato la notte con me». Dall’altro capo una risata, poi: «sei una volpe vecchio mio. Ha fatto molto di più, è scesa nei dettagli, da quello che ha raccontato ad Adele e Veronica, sembra che in mezzo alle gambe tu ci abbia una barra di acciaio». Altre risate. Alex sorrise compiaciuto, sapeva che una fama del genere gli sarebbe stata utile. Si ricompose: «Giada non sa star zitta neanche con i fatti suoi». «Dai ci raggiungi?» L’uomo si mise a sedere sul divano: «no grazie Max, ma la domenica mi riposo». La sera stessa gli arrivò un messaggio di Adele, dopo qualche scambio lei gli propose di vedersi in settimana perché suo marito era via per lavoro e il figlio doveva andare in gita scolastica. La donna non aveva perso tempo, la storia della barra di acciaio doveva averla incuriosita pensò Alex. Si erano dati appuntamento per il prossimo mercoledì sera, una cena. Quel giorno l’uomo rientrò dal lavoro prima del solito. Andò a fare la pipì e aprì l’armadietto a specchio per prendere del filo interdentale, qualcosa gli aveva dato fastidio tra i denti tutto il pomeriggio. Prese il filo e l’occhio gli cadde nell’armadietto, un sudore freddo iniziò a corrergli lungo la schiena. Cercò con gli occhi il telefono, scorse la rubrica, provò a chiamare, nessuna risposta. Non perse tempo, corse in macchina, senza neanche assicurarsi di chiudere a chiave la porta di casa, destinazione medico. Il cartello recitava che non riceveva il mercoledì pomeriggio e per giunta non rispondeva al telefono provò a chiamarlo almeno sedici volte.

Scoraggiato, con le mani strette sul volante, in auto, nel parcheggio, pronto a tornare a casa senza aver risolto il problema, lo sguardo gli cadde sull’insegna della croce verde della farmacia lì vicino. Conosceva bene il farmacista, decise di tentare. Scese dall’auto, entrò nel negozio, prese il numeretto, sei o sette persone in fila. Sperava che nessuno si accodasse a lui, ma in breve tempo aveva quattro persone dietro, arrivò il suo turno, si era tormentato il labbro inferiore con i denti tutto il tempo. «Ciao Alex». Gli fece cordiale l’uomo in camice bianco. «Salve dottore». Rispose con un sorriso forzato l’uomo, avvicinandosi. Il farmacista cambiò espressione, accigliandosi: «che succede, tutto bene?» «Avrei bisogno di un farmaco con ricetta, ma il dottore non riceve il mercoledì, se per lei va bene prenderei subito il farmaco e domani le porto la ricetta». Il dottore lo guardò severo: «spero niente di grave, si può fare, di cosa hai bisogno?». «Viagra» gli fece in un soffio Alex.

Fine
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