Banco farmaceutico con la Fondazione Francesca Rava

Come da richiesta della Farmacia Vestina siamo a pubblicare integralmente articolo pubblicato da Vortici Magazine, a seguito di autorizzazione della direttrice responsabile Dott.ssa Annapaola Di Ienno.

 

Non è certo la prima volta che, tra le pagine online del nostro giornale, vi raccontiamo iniziative belle, che mettono in mostra la capacità di stare accanto alle persone. La chiamano “gente comune”, ma in effetti a volte capita di pensare che non siano tanto “comuni” i sentimenti con cui alcune persone, che incontriamo nelle nostre strade, in chiesa, alle poste o mentre facciamo la spesa al supermercato, è capace. Capita anche che, in un pomeriggio apparentemente qualunque, stando all’interno di una farmacia, si possa essere testimoni di qualcosa che invece è semplicemente straordinario. È accaduto esattamente questo martedì 20 novembre 2018, data da ricordare perché, in quella giornata, in tutta Italia, si è svolta l’iniziativa In farmacia per i bambini, organizzata dalla Fondazione Francesca Rava è giunta ormai alla sua sesta edizione. In quella giornata, andando nelle farmacie italiane aderenti, era possibile acquistare uno o più prodotti da destinare alle associazioni partner della Rava che, su tutto il territorio nazionale, si occupano di assistere i bambini più bisognosi.

Potremmo raccontarvi delle 1745 farmacie italiane che hanno aderito, come dimostra la pagina dedicata del sito della Fondazione Rava. Potremmo parlarvi del fatto che tanti prodotti sono stati raccolti o dirvi della 536 tra Case Famiglia, Comunità per minori ed Enti che hanno aderito e collaborato e che ora riceveranno gli aiuti per darli a chi ne ha davvero tanto bisogno. Ma noi di Vortici.it abbiamo deciso di non essere solo spettatori e comunicatori di un evento vissuto da altri, magari con la nostra partecipazione intellettuale ed emotiva. Noi siamo stati partecipi di quest’evento, nel senso che il sottoscritto e la nostra direttrice Annapaola Di Ienno, volontari del Movimento per la Vita, abbiamo vissuto la giornata essendo operativi sul campo. Non ve lo raccontiamo per vantarci, ma per almeno due ragioni: la prima è che, quando si racconta un fatto, inevitabilmente si finisce con l’essere influenzati dalla prospettiva da cui a quel fatto si guarda. Come diceva il grande Indro Montanelli, “non abbiamo che due occhi per guardare le cose che accadono”. La seconda è che, in realtà, proprio il fatto di essere coinvolti in prima persona, ci ha dato la possibilità di osservare certi particolari e vivere certe emozioni che, dall’esterno, non sempre si riesce a cogliere. L’esperienza vissuta nella Farmacia Vestina dr. Massimo Gangemi di Montesilvano, come quella che ci è stata raccontata da tanti altri volontari nella nostra provincia di Pescara e nel resto della nostra Italia, è stata davvero un trionfo dell’accoglienza e della solidarietà.

Già al mio arrivo, la sig.ra Milena, facendo da perfetta padrona di casa, mi ha fatto capire di essere in famiglia, come del resto accade sempre. Lei e tutti coloro che lavorano in quella farmacia si danno da fare come una squadra ben organizzata. La sensazione che si ha è quella di essere in una casa in cui gli adulti danno consigli e attenzione ai più piccoli, bisognosi della loro protezione e del loro aiuto. Ma è anche quella di una squadra molto unita, il cui goal (che poi significa obiettivo) era rappresentato, in quel pomeriggio, dalla necessità di informare le persone sulla possibilità di far del bene a chi ne ha bisogno, a chi non può permettersi di dare da mangiare ai propri figli, o di farli lavare, curare e persino lavarsi i denti come, per molti di noi, è assolutamente normale. Vedere il personale accompagnare le persone tra gli scaffali alla ricerca di cose da donare ai bambini, sentire le persone chiederci cosa potesse servire, vederle arrivare al solo scopo di contribuire dopo essere state opportunamente avvertite, essere letteralmente e fisicamente quasi travolti dalle cose che le persone hanno comprato per i più bisognosi ci ha riempito il cuore di gioia e di gratitudine. Ma ci sono alcune scene che resteranno impresse nella nostra mente e nel nostro cuore. Una di queste si è verificata a metà pomeriggio, quando una mamma è entrata in farmacia, seguita dai suoi bambini. Mentre parlava con una farmacista che, tra l’altro, le spiegava cosa noi ci facessimo lì, la ascoltava con grandissima attenzione. La signora ha fatto il suo regalo con l’espressione tipica di chi ti dice: “Faccio quello che posso, ma, se potessi, farei davvero molto di più!”. Cogliere quell’espressione e ringraziare nella maniera più giusta è stato un tutt’uno. Sono corso a prendere uno dei volantini che avevamo con noi, gliel’ho dato e l’ho ringraziata con tutto il cuore per poi condividere quel gesto con Annapaola. La voglia di fare del bene non ha colore né della pelle, né politico. Non ha differenze di cultura o di età. Non ha nemmeno differenze di sesso tra uomini e donne. Sembrano frasi banali queste, ma vedere questi concetti in gesti concreti che ne dimostrano l’esistenza è un’altra cosa. Erano circa le 19,30 quando abbiamo visto un signore entrare in farmacia insieme a suo figlio. Milena ci ha spiegato subito che loro erano venuti apposta per i bambini. In un attimo abbiamo deciso che sarebbe stato il ragazzo a scegliere i prodotti da donare. Lo abbiamo portato alla scelta e, mentre gli spiegavamo la nostra iniziativa e i prodotti che potevano servire di più, abbiamo notato il suo interesse sincero e ci siamo scoperti ammirati da quel padre che ha voluto insegnare al figlio la solidarietà e la fratellanza non con grandi discorsi filosofici o moralistici, ma con un fatto concreto: portarlo lì e fargli pensare che quel pacco di pasta o di omogeneizzato o di pannolini che aveva tra le mani e davanti a sé sarebbe stato usato da qualcuno a cui lui e suo padre avevano dato la possibilità di farlo.

In questo clima la foto, che vedete all’inizio di quest’articolo, è parsa quasi scattarsi da sola: non vi fareste una foto con le persone che vi fanno sentire a casa, con chi vive non a chiacchiere, ma nel concreto e nel quotidiano la solidarietà e la fratellanza? Noi francamente non aspettavamo altro che poter sorridere con tutti noi stessi in quell’immagine.

Quando, a fine giornata, abbiamo parlato con il dott. Massimo Gangemi, titolare della farmacia, che con entusiasmo ha aderito all’iniziativa, il suo sorriso ci ha detto più di mille parole. Ci ha ringraziato e dato disponibilità a tutto campo. Quello della Farmacia Vestina a Montesilvano non è stato l’unico teatro di un’umanità così bella e profonda. In tutta la provincia di Pescara e in tutta Italia si sono verificate scene come quelle che vi abbiamo raccontato e si è potuto toccare con mano il cuore grande della cosiddetta “gente comune”. Eppure vivere un’esperienza come quella che abbiamo vissuto noi è davvero poco “comune”. È un fatto bellissimo di cui siamo immensamente grati e che raccontiamo, anzi condividiamo con voi con una gioia davvero grandissima!

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