Commiato allo sposo

COMMIATO ALLO SPOSO

di Davide Canonico

A tutti gli sposi presenti, futuri e passati, nella speranza che questo insano gesto dettato dal cuore possa sempre rivelarsi un felice colpo di fulmine e non un prematuro accenno di demenza senile.

Ragazzi, andiamo a bere stasera: devo dirvi una cosa”. Inizia sempre così il preludio a quelle sciagure che fanno tremare le ginocchia anche agli animi più impavidi ma nessuno immagina mai una catastrofe di tale portata: l’amico di una vita, il compagno di mille disavventure abbandona il celibato per dedicarsi anima e corpo alla vita coniugale. Sorrisi tirati ed incerte congratulazioni accolgono la notizia, mentre sonore pacche sulle spalle in stile Cannavacciuolo cercano di mascherare la preoccupazione che traspare dagli sguardi degli amici, i quali si cercano complici nella disperata speranza che qualcuno possa farlo rinsavire, con tatto sì ma anche con fermezza.

Certo non è facile affrontare la situazione di petto, per questo si cerca una soluzione con discrezione ma con zelo perché, per quanto disperato possa essere il tentativo, gli amici non possono essere abbandonati nel momento del bisogno. C’è chi chiama il reparto di psichiatria per richiedere un intervento d’urgenza; c’è chi chiama l’avvocato per verificare la validità legale di un matrimonio contratto in evidente stato di incapacità di intendere e volere; c’è chi chiama per prenotare un weekend nei migliori locali dell’Est Europa sperando di fargli recuperare il senno con la f…orza. Niente. Sembra che questo desiderio di convolare a nozze sia una malattia incurabile e per di più legale.

Nel frattempo, la notizia si sparge perdendo di bocca in bocca la sua discrezione e nell’universo femminile si scatena il panico. Fanciulle di ogni età si strappano letteralmente i capelli vedendosi scippare cotanto partito. Le più audaci e restie a rassegnarsi sembra vogliano organizzare una manifestazione davanti alle porte della chiesa. Si mormora che pulmini colmi di procaci donzelle arriveranno da ogni parte d’Italia per prenderne parte. Certo non vorremmo essere nei panni del prete nel momento fatidico in cui dovrà dare la parola a quanti sono contrari a questa unione. Ad assicurarsi che l’officiante della madre chiesa non si tiri indietro come Don Abbondio di fronte alla minaccia dei Bravi c’è la madre dello sposo: “Dovranno passare sul mio corpo prima di annullare questo matrimonio. Ci ho messo una vita intera a fargli trovare qualcuna che se l’incollasse! Se lo volevano così tanto potevano prenderselo prima invece di lasciarmelo tra i piedi fino ad oggi”.

Nonostante tutto, lo sposo sembra lucido e convinto della sua scelta: “Sono innamorato: voglio sposarmi! Rinuncio a vivere liberamente la mia vita. Rinuncio a poter avere anche solo lontanamente ragione nella pur minima disputa e prendo atto che la mia opinione è di fatto irrilevante su ogni decisione finale. D’ora in avanti, voglio passare la domenica al centro commerciale e all’Ikea invece che a guardare le partite allo stadio”. Forse non sono le sue testuali parole ma vi assicuriamo che ne abbiamo riassunto efficacemente il contenuto. Ad ogni modo, la situazione è chiara: come l’Orlando di Ariosto, anche il futuro sposo ha perduto il senno e non c’è modo di farglielo recuperare, né sulla luna né altrove. Amici e amanti hanno le mani legate.

È però innegabile come tutto sia più bello quando a trionfare è l’amore. Per questo anche noi della redazione, al di là di ogni ironia, ci teniamo sinceramente a fare i nostri migliori auguri a tutti gli sposi e, come Mastrota, vogliamo partecipare alla lista nozze regalando a ciascuno un set di pentole ed una mountain bike con cambio shimano per ricordare che, voluta la bicicletta, ora tocca pedalare.

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