Distopia portami via! (Part TWO) di Mika

 

L’ESERCITO DELLE 12 SCIMMIE (USA, 1995) Regia di Terry Gilliam, con Brad Pitt, Madeleine Stowe, Christopher Plummer, Bruce Willis, Jon Seda, Frank Gorshin. Riconoscimenti: Golden Globe 1996 per miglior attore non protagonista a Brad Pitt. Note: ispirato dal mediometraggio di Chris Marker del 1962 intitolato La jetée. Nel 2035 la popolazione è stata decimata da un virus sconosciuto, i sopravvissuti vivono relegati nel sottosuolo. James Cole, ex detenuto, deve trovare viaggiando nel tempo la chiave e l’antidoto per strappare l’umanità da quest’incubo innescato dall’Esercito delle 12 scimmie, gruppo ambientalista che vuole estirpare dalla terra il cancro che l’affligge: l’uomo. Davanti ad un film di Gilliam è sempre difficile restare indifferenti, nel bene e nel male. Con 30 milioni di dollari di budget lo spettatore viene gettato in un vortice di angosce, paranoie, salti temporali, dove il ritmo accelerato degli eventi e delle immagini lo trasporta sul confine di un incubo, in equilibrio tra il potere visivo delle ambientazioni, azione e intelligenza dei contenuti. La storia è suggestiva, affascinate, complicata e profonda come poche. Un cult visionario degli anni ’90.

 

 

WALL-E (USA, 2008) regia di Andrew Stanton, soggetto di Andrew Stanton e Pete Docter, musiche di Thomas Newman. Riconoscimenti: Oscar, Golden Globe e Bafta nel 2009 per miglior film d’animazione, nomination Oscar 2009 per miglior colonna sonora. Note: Wall-E è stato inserito al 4° posto tra i migliori 50 personaggi d’animazione nella classifica stilata da Empire. Wall-E, piccolo robot compattatore di rifiuti, è solo -ormai da 700 anni- sul pianeta Terra diventato una palla di rifiuti gigante, una discarica interplanetaria, dove svolge la sua quotidiana routine in compagnia di uno scarafaggio e di una videocassetta di Hello Dolly. Nel frattempo, il genere umano, sostituito dai robot in ogni tipo di mansione, iperconnesso, obeso e incapace di staccare le chiappe dalla poltrona, orbita attorno alla terra in un’arca spaziale, nell’attesa di trovare un luogo dove tornare ad abitare. Quando sulla terra arriva EVE –robot sonda tutta curve in cerca di tracce di vita- per Wall-E è subito amore a prima vista. Da qui si innescheranno le dinamiche che cambieranno le sorti dei personaggi. La storia di questo piccolo robot, capace di comunicare una vasta gamma di emozioni pur senza dire una parola è indimenticabile. Difficile incasellare questo film in un genere: ricco di trovate, citazioni e rimandi al grande cinema è uno dei film Pixar più maturi ed adulti, intriso di poesia e di contenuti, una storia d’amore “universale”, che fa riflettere sulla nostra diffusissima convinzione di essere al centro del creato e che bacchetta le consolidate logiche politico/economiche che vanno a discapito della salvaguardia del nostro habitat.

THE ROAD (USA, 2009) regia di John Hillcoat, con Viggo Mortensen, Kodi Smit-McPhee, Charlize Theron, Robert Duvall, Guy Pearce. Note: adattamento cinematografico del romanzo di Cormac McCarthy La strada, pubblicato nel 2006 e vincitore del Premio Pulitzer nel 2007. Padre e figlio, all’inseguimento della speranza di ritrovare un luminoso sorriso, attraversano una terra desolata, senza nome, resa inabitabile da un’indefinita catastrofe. Niente cibo, solo animali morti, vegetazione incenerita e la civiltà distrutta, l’umanità annichilita, desertificata nell’animo e nel corpo, ridotta succube dell’istinto di sopravvivenza che ha reso le poche persone ancora vive predatori senza scrupoli che cacciano e mangiano i propri simili. La strada che lo spettatore percorre assieme ai protagonisti è asfaltata di paura, di morte, di angoscia in questo percorso dove “ogni giorno è più grigio di quello precedente”, caratteristica che la fotografia di Javier Aguirresarobe racconta desaturando e offuscando i toni della pellicola man mano che il viaggio va avanti e la speranza si affievolisce. Solo nei flashback, quando affiorano i ricordi, i colori tornano vivi, raccontando prima della catastrofe, quando ancora c’era qualcosa che colorava la vita. The road è un film duro, che colpisce a fondo l’immaginario, senza mezze misure, travolgendo e sopraffacendo lo spettatore, compagno di viaggio dei protagonisti che fino all’ultimo tengono acceso dentro di loro il fuoco della speranza di sopravvivere.

THE LOBSTER ( GRE, UK, IR, NED, FRA, 2015) scritto e diretto da Yorgos Lanthimos, con Colin Farrell, Rachel Weisz, Jessica Barden, Olivia Colman, Ashley Jensen. Riconoscimenti: ha ottenuto 1 candidatura a Premi Oscar, è stato premiato al Festival di Cannes, 1 candidatura a Golden Globes, 1 candidatura a BAFTA, 6 candidature e 3 premi European Film Awards. Scoppiati di una certa età, datevi da fare!!! In un mondo totalitario e diversissimo da quello che conosciamo, essere single è una maledizione. Se attorno ai 40 anni non hai ancora trovato la tua anima gemella sarai costretto a farlo, soggiornando in una struttura, dove entro 45 giorni dovrai trovare la “metà della mela” con cui passare la vita e dimostrartene innamorato, per essere libero. Al contrario, se fallirai, sarai trasformato nell’animale da te prescelto all’inizio del soggiorno nell’hotel/lager. A questo sistema si contrappongono i solitari: uomini e donne soli che vivono da fuggiaschi nei boschi, convinti che l’amore sia da bandire. La forza del film è nel soggetto e nell’universo grottesco e paradossale che viene generato sullo schermo da Lanthimos che gioca con le convenzioni e le ipocrisie della società moderna. Si colgono delle evidenti e molteplici analogie con il mondo distopico di Fahrenheit 451 di Ray Bradbury e quello di 1984 di George Orwell. Nonostante ciò, il focus del soggetto resta originale sia per il tema dell’amore come scelta anarchica e ribelle, sia per il punto di vista satirico sulla società che ci vuole, coscienti o meno, della diffusa convinzione che l’amore tra due soggetti sia fondato sulle cose che abbiamo in comune che garantiscono la riuscita e la felicità della coppia.

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