Taucci : “Montesilvano? La porta a Nord della Nuova Pescara”

Taucci : “Montesilvano? La porta a Nord della Nuova Pescara”

di Gianfranco Costantini

Abbiamo ascoltato il Direttore Confesercenti Pescara Giovanni Taucci sulla sua visione del commercio a Montesilvano, delle potenzialità della città e del futuro prossimo. La chiosa dell’intervista è un distillato di verità che ritengo racchiuda in sé le motivazioni per le quali la maggioranza dei cittadini di Montesilvano ha scelto per la fusione nella Nuova Pescara: “Sarà disponibile un politico ad assumersi l’onere di progettare per il futuro senza ottenere il consenso nel presente?”

D. Gentile Direttore Taucci lei rappresenta i commercianti in tutta la città di Montesilvano: ha letto il nostro articolo sui nuovi palazzi in piazza Trisi e Muzii? Se sì, cosa ne pensa?

R. Ho letto l’articolo e mi ritrovo in tutte le perplessità esposte. Purtroppo le situazioni che di volta in volta accadono, non sono altro che il frutto di un Piano regolatore che in ogni rivisitazione cambia senza una progettualità né una visione del futuro, ma solo con obiettivi di riqualificazione della città scollegati tra di loro, creando di conseguenza grandi danni alla città e alle imprese che decidono i loro investimenti in funzione dei cambiamenti urbanistici. Una classe dirigente politica non può più permettersi tali errori e i dirigenti non possono più fare solo i burocrati; la mancata assunzione di responsabilità da parte di chi percepisce lauti compensi non è tollerabile e non può più essere l’ago della bilancia del futuro delle città. Quello che più mi preoccupa però è che mai nessuno ha messo in discussione queste dinamiche.

D. Cosa ha fatto fino a oggi la Confesercenti a Montesilvano?

R. Innanzitutto è stata presente: sono circa sette anni che lavoriamo su Montesilvano assistendo le aziende del commercio e del turismo; abbiamo iniziato la nostra esperienza creando una associazione “Mare Adriatico in terra d’Abruzzo”, utile alla promozione turistica del territorio, intercettando finanziamenti pubblici per le azioni di promozione, fiere, realizzazione di materiale informativo etc., oltre a effettuare la prima azione di gruppo d’acquisto. Fatta questa esperienza con quasi tutti gli hotel di Montesilvano, abbiamo iniziato un percorso di unione e partecipazione con i commercianti del centro urbano di Montesilvano; da lì un percorso lungo e importante che ci ha portato a creare format di rivitalizzazione del centro urbano. Da questa esperienza, i commercianti di Montesilvano hanno ritenuto importante creare l’Associazione “Montesilvano nel cuore”, con la quale oggi si riescono a organizzare diverse azioni. La Confesercenti è l’unica Associazione che ha investito sul territorio montesilvanese e grazie ai nostri associati del comparto commerciale e turistico presenti in città continueremo a investire su Montesilvano. Stiamo già prevedendo nuove azioni e soluzioni per assistere le imprese con i nostri servizi innovativi.

D. Come giudica l’operato dell’Amministrazione per il comparto commerciale e turistico?

R. Purtroppo sono anni che gli assessorati al commercio e turismo sono considerati di serie B; sono passate diverse amministrazioni ma la risposta è sempre la stessa, nonostante il turismo e il commercio siano i settori di maggiore sviluppo economico e quelli che offrono maggiore occupazione e indotto.

Si affrontano i problemi sempre alla giornata, quando ve ne sono le capacità e competenze, ma non vi è stata mai un’azione di progetto né una visone strategica della città con riferimento a questi comparti economici.

Purtroppo ad oggi è difficile giudicare l’operato dell’Amministrazione, perché realmente non c’è.

L’Assessorato al commercio, ha cambiato, in dieci anni, sei o sette assessori; quello al turismo rimane nascosto, dietro l’appannaggio di Consiglieri comunali, che hanno di fatto reso immobile tale delega.

Non bastano le bandiere verdi o l’obiettivo della bandiera blu, quando non vi è un progetto strategico per la città, perché tutte le azioni diventerebbero vane.

D. Cosa pensa che debbano fare gli imprenditori del commercio e del turismo di Montesilvano?

R. I consumi hanno subìto una profonda mutazione, la crisi ha obbligato il consumatore a rivedere le priorità, il web e la rete hanno innescato un processo che, se non gestito, rischia di diventare un grande problema (Confesercenti ha iniziato a esercitare pressing nei confronti del Governo per far tassare i profitti del web), ma ad oggi il Governo non è in grado di organizzarsi per rispondere ai rapidi cambiamenti.

La parola d’ordine è “fare rete”, stare insieme è una opportunità per rispondere ad attacchi che solo in gruppo si riescono ad arginare. Ad esempio, se quello che oggi spende un’azienda per la sua promozione e pubblicità, venisse unito a quello che spendono tutti, si riuscirebbero a mettere in atto azioni così importanti da contrastare anche le azioni dei grandi e del web.

Quello che accade con le notti estive dedicate al commercio è un piccolo esempio: con pochi euro a testa si riescono a portare in centro più di trentamila persone.

Alla base di tutto, quindi, occorre fare un salto di qualità culturale, per iniziare un percorso dove gli imprenditori, se veramente vogliono salvaguardare i loro investimenti fatti nelle imprese, devono fare un passo importante, svincolarsi dal concetto “dell’orticello” e iniziare una fase nuova, di partecipazione e sviluppo di reti che dovranno mettere in atto le azioni per lo sviluppo economico delle loro attività.

D. Come s’immagina Montesilvano tra dieci anni?

R. Me la immagino come la Nuova Pescara, mantenendo quelle poche ma importanti caratterizzazioni e i legami tra la gente e il territorio. Me la immagino come la porta a Nord della città.

Me la immagino come un territorio fortemente caratterizzato, un distretto commerciale nell’attuale centro, un distretto turistico che dai grandi alberghi camminerà fino alla zona sud di Pescara e un distretto enogastronomico principalmente lungo la Vestina, corso Umberto e via Verrotti.

Naturalmente i distretti devono avere una visione d’insieme, devono prevedere piani urbanistici, di mobilità urbana, di traffico e parcheggi tali da dialogare tra di loro e con i comuni limitrofi per raggiungere gli obiettivi prefissi dagli stessi.

Una Pubblica Amministrazione ha il dovere di progettare il futuro: limitarsi a governare il presente non ha nessun significato. Per veder cambiare una città occorre avere una visone d’insieme e una corretta fotografia del presente, bisogna impegnarsi per attivare fin da subito progetti di tale genere.

Il grande problema è tutto legato alla volontà politica: sarà disponibile un politico ad assumersi l’onere di progettare per il futuro senza ottenere il consenso nel presente?

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