Don Bruno Cicconetti “il prete del sorriso”.

Don Bruno Cicconetti “il prete del sorriso”.

di Pasquale Criniti

Don Bruno Cicconetti, nato a Poggiofiorito nel 1923, dal 1965 è stato sacerdote in varie parrocchie cittadine.

Fu collaboratore nella parrocchia di Sant’Antonio di Padova per poi divenire Assistente Diocesano della Gioventù Italiana Cattolica.

Dal 1977 fu parroco della chiesa della Beata Vergine Maria Madre della Chiesa, che fondò su invito (27-3 1971) del vescovo Iannucci e che contribuì a costruire non solo spiritualmente ma anche letteralmente, facendola realizzare, su progetto di Pierluigi Nervi, grazie anche alla sua mediazione burocratica.

Sorta alla fine degli anni ’60 come succursale della parrocchia di Santa Filomena, la chiesetta allestita in un garage di via Dora Baltea si è subito trovata a fronteggiare il sostenuto sviluppo demografico che ha caratterizzato la zona negli ultimi decenni.

Sotto la guida di don Bruno Cicconetti, la piccola comunità, dedicata al culto della B.V. Maria Madre della Chiesa, fu costituita parrocchia a tutti gli effetti, con l’assegnazione dei quartieri di Mazzocco e Villa Verlengia, per un territorio che si estende da via Vomano a via Adda.

Il continuo incremento abitativo della zona ha comportato, nel 1973, il trasferimento della sede parrocchiale in una piccola chiesa in legno a via Sangro, dov’è rimasta per venticinque anni.

Il popolamento del quartiere, però, non si è certo arrestato in quel periodo, per cui fu necessario provvedere alla costruzione di una chiesa ancora più grande e accogliente.

Con grandi sacrifici da parte del parroco e di tutta la comunità parrocchiale, nel 1992 la parrocchia ottenne il sito ove sorge l’attuale chiesa e il 28 marzo 1993 avvenne la posa della prima pietra, benedetta dal cardinale Giuseppe Caprio.

Finalmente, il 19 aprile 1998, è stata inaugurata e solennemente dedicata la nuova chiesa.

Nella parrocchia don Bruno mise in evidenza tutte le sue capacità umane e sacerdotali, infondendo gioia ed entusiasmo sul fondamento della dottrina, stimolando i fedeli all’aggregazione con una continua disponibilità all’ascolto e rappresentando un sicuro punto di riferimento per tutti.

Numerose, nel corso degli anni, sono state le attività promosse dalla sua parrocchia sia in ambito pastorale che assistenziale, prima tra tutte la “Sagra Sapori d’Abruzzo” che, nata come espediente per sovvenire ai gravosi impegni economici derivanti dalla costruzione del nuovo complesso parrocchiale, si è subito rivelata non solo un punto d’incontro per l’intera città e il suo circondario, ma anche un’occasione di accoglienza per i numerosi turisti.

Nella nuova chiesa, edificata sul progetto dello Studio Nervi di Roma, sono da notare le vetrate a contenuto mariano, realizzate dallo Studio Camper di Atri, le porte in bronzo e gli altari, realizzati dallo scultore Ubaldo Ferretti di Grottammare.

Proprio nella sua parrocchia nacque il primo nucleo di boy scout del territorio.

A don Bruno Cicconetti venne affidato l’incarico di Vicario Episcopale per l’Apostolato dei Laici.

Il sindaco Renzo Gallerati il 29 novembre 1999 lo nominò , servizio che lui rese a titolo esclusivamente gratuito.

Don Bruno nel ruolo di cappellano della P.M. di Montesilvano ha sempre speso parole di conforto per il duro lavoro degli agenti.

Gli agenti della Polizia Municipale di Pescara ricordano ancora quando dal pulpito della Chiesa dello Spirito Santo, in occasione della celebrazione di San Sebastiano patrono dei vigili, don Bruno pronunciò parole di elogio e di apprezzamento per il loro operato esortando l’Amministrazione Comunale a dotarli di arma come strumento di difesa per garantire la loro incolumità e assicurare una maggiore sicurezza urbana.

Alla sua morte, il 29 aprile 2009, il Consiglio Comunale di Montesilvano propose di onorarlo con una dedica.

A lui e alle sue doti venne dedicato un libro dal titolo “Il prete della gioia”.

I giovani dell’Azione Cattolica degli Anni ’50, provenienti da tutta Italia, si sono ritrovati il 3 settembre 2011 a Pescopennataro aderendo all’iniziativa promossa proprio nell’incantevole centro dell’Alto Molise, “il paese degli abeti e della pietra”, dove, nel dopoguerra, l’Azione Cattolica organizzava i Campi Giac, e in quell’occasione hanno partecipato alla cerimonia di scopertura di due lapidi commemorative, una delle quali in ricordo dell’assistente ecclesiastico don Bruno Cicconetti che per anni aveva preso parte ai Campi Giac.

L’Amministrazione Comunale guidata dal sindaco Francesco Maragno ha scelto di dedicare a don Bruno Cicconetti la scuola primaria di via Tordino, oggi identificata come Mazzocco, nei pressi di via Adige, dell’Istituto Comprensivo Villa Verrocchio, con una toccante cerimonia l’11 novembre 2016.

La proposta di omaggiare il nome di don Bruno Cicconetti, deliberata dalla Giunta, era stata avanzata dal consigliere comunale Gabriele Di Stefano.

“Sono oltremodo felice di essere tra voi oggi. Ho conosciuto don Bruno 11 anni fa”- ha ricordato durante la cerimonia mons. Tommaso Valentinetti -“Abbiamo immediatamente trovato una grandissima intesa, tanto che poco dopo averlo conosciuto divenne il mio confessore. Vi assicuro che grazie alla sua esperienza presbiterale, spirituale e soprattutto umana, tutte le volte che mi accostavo al sacramento della confessione, riusciva a lasciare il segno”.

“Don Bruno è stato un grande precursore dei tempi” – ha dichiarato il sindaco Maragno -. È stato un parroco che ha rappresentato moltissimo per tutta la città di Montesilvano. Il nostro è stato un atto doveroso per dare il giusto riconoscimento ad una persona che ha lasciato un segno indelebile in chiunque abbia avuto la fortuna di conoscerlo e di parlare con lui anche solo per pochi istanti”.

La cerimonia si è conclusa con la scopertura della targa di intitolazione a don Bruno, “il prete del sorriso”, a opera del sindaco Maragno, di Renato Cicconetti e del vescovo Valentinetti, che ha benedetto l’effigie del “prete del sorriso” alla presenza di diverse autorità politiche e militari e di tantissimi montesilvanesi.

La festa è stata allietata dal canto del maestro Claudio Roncone.

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