IL DIFFICILE PERCORSO DELLA NUOVA PESCARA

Lettere al Direttore

IL DIFFICILE PERCORSO DELLA NUOVA PESCARA

Ricevuto via mail da Ermanno FALCO

Egregio Direttore,

il 19 settembre sulle colonne de “Il Centro” la Dott.ssa Carmen Ranalli del Dipartimento Regionale Presidenza e Rapporti con l’Europa ha compiutamente illustrato le caratteristiche della proposta di legge n° 206/2016 che in sostanza fissa a gennaio 2019 il perfezionamento del processo di unificazione dei comuni di Pescara, Montesilvano e Spoltore in ossequio alla volontà popolare espressa nel referendum del 25 maggio 2014.

Del tutto comprensibili appaiono le premure volte a dissipare i rischi di illegittimità e inefficacia di una rivoluzione che si annuncia epocale nella storia dell’intero Abruzzo; tuttavia dall’impianto della legge traspare una certa farraginosità del processo di fusione che per fare un esempio prevede la costituzione di una assemblea congiunta dei tre comuni col compito di redigere lo statuto provvisorio del nuovo Ente.

Ora, non è difficile attendersi confusione e tempi lunghi da parte di un consesso tanto ridondante e soprattutto notoriamente contrario o quanto meno poco sensibile all’unificazione.

Parimenti complicato appare altresì l’iter finalizzato al varo del programma generale di fusione, che il comitato ristretto composto dal Presidente della Regione e dai tre sindaci dovrà sottoporre al vaglio di ciascuno dei consigli comunali, dei quali almeno due sono orientati verso un no secco all’unione, come dimostrato dalla desolante decisione del consiglio comunale di Montesilvano che il 28 gennaio 2016 negò ogni valore alla consultazione popolare, per non parlare dei reiterati proclami del sindaco di Spoltore contro la stessa volontà della maggioranza dei suoi cittadini.

La varietà e complessità dei temi da trattare nell’ambito di tale documento è tale, infatti, che non è difficile prevedere lo sforamento del cronoprogramma stabilito dalla norma regionale, in quanto è davvero improbabile che un procedimento tanto costipato, unitamente alla mancanza di volontà politica dei suoi protagonisti designati, possa concludersi prima del 31 marzo 2018, data entro cui l’Osservatorio Regionale Tecnico dovrebbe trasmettere la relazione finale agli stessi consigli comunali interessati.

Nondimeno, si fa sempre più pressante la richiesta, espressa dagli ambienti più lungimiranti della nostra imprenditoria, di poter finalmente contare su di un plafond istituzionale che sia in grado di affrontare al meglio gli impellenti problemi della nostra comunità che da almeno un quarantennio considera insufficienti e di corto respiro gli strumenti messi a disposizione dai singoli comuni. Questi ultimi, infatti, sono caratterizzati da vocazioni economiche tra loro diverse e spesso divergenti ed esprimono spinte centrifughe che costituiscono grave danno per i cittadini, i quali sanno che solo unendosi potranno ottenere una macchina amministrativa efficiente e rapida nel dare risposte concrete alla propria domanda di progettualità e servizi.

L’esempio più calzante è dato dal trasporto pubblico locale, ove non da ieri si registrano difficoltà e frizioni che ostacolano l’integrazione dei sistemi di trasporto urbano, costituite dal fatto che la società gestrice del servizio (oggi T.U.A., ieri G.T.M. ed ARPA), nell’organizzare un programma che giocoforza deve interessare l’intera area metropolitana, è costretta ad interloquire e a confrontarsi con varie realtà territoriali che sono portatrici di filosofie trasportistiche differenti e a volte inconciliabili.

La stessa vicenda del nuovo stadio dimostra, inoltre, la ormai assoluta improcrastinabilità di un piano urbanistico unico, che concili l’esigenza di allocazione razionale delle strutture sportive con la necessità del recupero e valorizzazione di terreni ed aree oggi abbandonate a seguito di progetti tramontati, e tutto ciò senza ulteriore consumo di un territorio già troppo segnato dal sovradimensionamento edilizio.

Ci sarebbe stato bisogno, io credo, di una migliore cultura politica di governo del territorio, e invece ci è toccato perfino di sentir parlare i contrari all’unificazione di “difficoltà ad amministrare un ente così grande”, esplicita ammissione della propria inadeguatezza sbandierata insensatamente nel più assoluto dispregio della democrazia e della volontà di quel popolo che si è dimostrato migliore di molti dei propri amministratori.

Resta comunque l’auspicio che la neo costituita associazione “Nuova Pescara”, nata con l’obiettivo di garantire dopo anni di ingiustificati ritardi la rapida e corretta realizzazione della volontà popolare, vigili e si attivi per non far perdere alle nostre comunità ulteriore tempo e denaro, con buona pace di chi, per poter continuare a coltivare il proprio angusto orticello elettorale, minaccia ricorsi e si mette di traverso irridendo sprezzantemente la democrazia partecipata.

Risposta del direttore:

Caro sig. Falco, in qualità di ex consigliere del Comune di Montesilvano, della sua missiva mi ha intrigato la riflessione che riporto di seguito: esplicita ammissione della propria inadeguatezza sbandierata insensatamente nel più assoluto dispregio della democrazia e della volontà di quel popolo che si è dimostrato migliore di molti dei propri amministratori. Vorrei aggiungere che probabilmente gli elettori di Montesilvano non avrebbero accettato la proposta della Grande Pescara, se gli amministratori e la struttura tecnico amministrativa avessero bene governato negli ultimi 30-40 anni la crescita tumultuosa della città. Forse la Grande Pescara è parsa la possibile soluzione ai mali cronici e apparentemente irrisolvibili della nostra amata città. Ecco perché la maggioranza dei votanti ha preferito il salto nel buio all’indigesto status quo. Se ne facciano una ragione i difensori dello status quo. Concordo con lei nel giudicare irrealistico l’obiettivo della fusione nel 2019 a causa della probabile voluta farraginosità del processo definita dalla Giunta Regionale. Sinceramente ritengo che la Giunta Regionale abbia agito come se avesse deciso di mettere una volpe a guardia di un pollaio.

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