È qui la festa

#jovabeachparty
di Pierluigi Lido

Sì, è qui la festa, a Montesilvano.
Per tutto il mese di agosto on e offline non si è parlato d’altro se non del #JovaBeachParty.
E dire che nel mese di Giugno non ci avrebbe mai creduto nessuno che una città senza uno straccio di eventi e con il Pala Dean Martin a secco di manifestazioni si potesse ritrovare tra le mani l’evento dell’estate, un concerto in spiaggia capace di smuovere una intera area metropolitana.
Un mix di scaltrezza, rapidità ed opportunismo ha permesso all’amministrazione locale di accaparrarsi l’approdo in città di un grande evento, il più grande in assoluto nella storia della Regione Abruzzo, secondo solo alle 60.000 presenze registrate da Sting nell’area di risulta di Pescara nel 1996.
Il mese di Agosto ha registrato un’atmosfera frenetica e febbricitante in città e come sempre non sono mancate le polemiche, a partire dalle lamentele sulla chiusura della riviera, sino al taglio delle tamerici, sino ai dubbi sugli importi da destinare al pagamento del suolo pubblico, alla sicurezza, all’eccessivo numero di persone che invaderanno Montesilvano ecc ecc ecc.
Tra i detrattori del Jova c’è chi ha messo in gioco eventuali danni causati dal concerto alla flora e alla fauna di mezza Italia, critiche così numerose ed aspre tali da portare Jovanotti ad un pubblico sfogo corredato da una invettiva durissima contro alcuni di coloro che ha definito “pseudo-ambientalisti da tastiera” e “scappati di casa” sulla sua pagefan.
Ne aveva tutte le ragioni di fare il pazzo sui social, Lorenzo. Ma adesso ti voglio scrivere in prima persona Lorè e capisci a me, lo sai bene che oggi va un po’ così. Lo sai che una connessione a internet e il diritto di voto non si negano a nessuno, né ai tuoi detrattori caro Lorenzo e nemmeno a te – Cherubì – che quando schiacci le dita sui tasti hai dalla tua migliaia di fan e proseliti di assessori, comuni e Regioni che sembrano assecondarti su tutte le friccomagie che ti saltano in mente sulle note di “è per te ogni cosa che c’è ninna na ninna eee”. Ah Lorè, na calmata te la potevi pure dare sui social. E che cazzo: pensa positivo, e che si tratta così #laggente?
Ciò detto – per onore di completezza – Jovanotti ha messo in piedi un evento unico ed irripetibile in Italia collezionando una carriera di continui riconoscimenti e successi. L’essere riuscito a realizzare- nel ginepraio della burocrazia italica – una batteria di concerti in spiaggia sembrava una missione impossibile, l’ennesima ciambella col buco di un artista che in carriera può dire di averle azzeccate praticamente tutte.
Aldilà di come sia andato e al netto delle diverse opinioni personali, il Jova Beach Party rappresenta il simbolo di una vittoria su tutta la linea di questo territorio. Portare Jovanotti a Montesilvano non è stato scontato e il lavoro degli assessori è risultato centrale nel raggiungimento dell’obiettivo, un grande passo in avanti in termini di qualità del lavoro politico svolto.
Passi da gigante rispetto a quando alcuni di questi assessori giravano armati di telefonino a fare retate in diretta su facebook a caccia di extracomunitari e prostitute da sgomberare. Ma oggi va così: una connessione a internet e il diritto di voto non si negano a nessuno. C’è però una speranza di miglioramento per tutti – evidentemente – anche perché era dalla merda che nascevano i fiori, no?
Di certo l’aver portato a casa questo grande evento riaprirà delle sterili polemiche politiche interne alla Nuova Pescara e ad una rinnovata e presunta autonomia di Montesilvano, rinominata da alcuni patrioti con lo pseudonimo di Grande Montesilvano.
La Grande Montesilvano: e fa ridere già così.
La Grande Montesilvano: un pensiero piccolo di pensatori piccoli in una città mentalmente piccola, gente che fa i summit nelle pizzerie sotto casa e al bar del quartierino.
Per dirla alla Caparezza:“fanno il g8 nei bar, col biscotto e il cherry muffin”.
Gente che ha l’onore ed il merito di aver portato un big della musica a Montesilvano ma che non avrà il diritto di strumentalizzare la partita della nuova area metropolitana che sorgerà.
Perché la città nuova nascerà anche a discapito della perdita di potere di qualcuno.
È qui la festa: nella Nuova Pescara.

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