La fontana di piazza “Le Naiadi”

La fontana di piazza “Le Naiadi”

di Pasquale Criniti

In prossimità del confine della riviera nord di Pescara con Montesilvano si trova la nuova Piazza intitolata “Le Naiadi”, le ninfe che secondo la mitologia greca abitavano tutte le acque dolci della terra e possedevano facoltà guaritrici e profetiche; erano esseri di sesso femminile, la maggior parte delle quali venivano considerate immortali, mentre alcune erano ritenute mortali però dotate di una vita longeva.
Omero si riferiva a loro chiamandole “figlie di Zeus”, per altri erano legate alla stirpe di Oceano, più comunemente erano semplicemente figlie del dio del fiume in cui abitavano.
Ogni corso d’acqua aveva almeno una Naiade associata, ma questi personaggi femminili venivano molto spesso anche usati nell’immaginazione popolare per spiegare alcuni fenomeni naturali, acquistando così una funzione molto importante nelle leggende locali.
Si credeva che avessero poteri curativi: i malati bevevano l’acqua delle loro fonti o vi si immergevano, anche se più raramente; quest’atto era, infatti, considerato sacrilego e si poteva rischiare di incorrere nella collera e nella vendetta delle divinità, che si manifestavano sotto forma di malattie particolari. A Roma, lo stesso Nerone, dopo essersi immerso nella fonte dell’Acqua Marcia, fu colto da una paralisi ed una febbre che lo fecero star male per alcuni giorni.
Il culto delle Naiadi, che erano considerate benefiche divinità della salute, ebbe maggior diffusione fra i contadini, i quali le onoravano con offerte di fiori, frutta e latte.
IL 7 luglio 2015, sulla fontana al centro della nuova Piazza Le Naiadi è stata posizionata una statua in bronzo “Naiade danzante”.
Si tratta di una ninfa in bronzo, che risorge dall’acqua e che si proietta verso il cielo, realizzata dall’artista Alessandro Mangia. Quest’ultimo è anche l’autore del busto monumentale commemorativo raffigurante l’effigie in marmo bianco statuario del Vice Questore Boris Giuliano di altezza naturale poggiante su un piedistallo alto circa un metro in pietra lavica (basalto etneo) realizzato per la caserma di Polizia di Stato e Polizia Stradale “Boris Giuliano” della città di Enna.
La statua della “Naiade danzante” è stata scelta con un concorso avviato dalla amministrazione di centrodestra del sindaco di Pescara Arbore Mascia alcuni mesi prima delle elezioni comunali del 2014 vinte dal centrosinistra e portato a termine dall’amministrazione successiva del sindaco Alessandrini.
Il bozzetto presentato dallo scultore leccese Alessandro Mangia si è classificato al primo posto fra quelli pervenuti al concorso.
L’opera è in bronzo (tecnica fusione a cera persa) ed è alta 2,30 metri con una base di un metro e 40 centimetri.
La sua esecuzione ha richiesto circa tre mesi di lavoro.
La statua è collegata a tutto l’impianto della piazza: l’ingegnere Simona D’Intino autrice dell’architettura della fontana ha realizzato un enorme Nautilus marino, uno scenografico mollusco, con spirali concentriche in mezzo a cui si erge la Naiade, attorniata dalle acque che le fanno da contorno.
Il progetto e la realizzazione della fontana sono costati 40 mila euro.
Il 20 ottobre 2015 la fontana è stata ufficialmente presentata al pubblico dall’assessore alla Cultura Giovanni Di Iacovo che così ha dichiarato:
“Si tratta di un’opera che si è conclusa nel passaggio fra un’amministrazione e l’altra, commissionata da chi ci ha preceduto, e che fino ad oggi, pur completata la scorsa estate, non aveva avuto una pubblica presentazione. Ci è sembrato giusto presentarla, cogliendo l’occasione della presenza dello scultore che l’ha realizzata in città”.
Così ha illustrato la sua opera Alessandro Mangia:
“Ho studiato il bozzetto e ho voluto proporre una figura della mitologia classica.
La fontana deve esprimere e raffigurare una figura mitologica che oltre a presiedere tutte le acque dolci della terra, aveva la facoltà di elargire fecondità e prosperità agli uomini.
La figura delle Naiadi, personaggi che arrivano dalla mitologia, mi ha fatto pensare ad una ninfa.
L’ho immaginata leggiadra, mentre gioca con l’acqua che zampilla dalla fontana, disegnando una vera e propria danza durante la sua vita, lunghissima e piena di poteri, ma mortale.
Per la realizzazione della statua, che doveva rappresentare una figura mitologica, mi sono ispirato all’acqua e alla verticalità dell’opera; dovevo unire i due elementi.
Il movimento e la vibrazione dell’acqua che zampilla mi hanno ispirato, uniti alla forma plastica della Ninfa, ed hanno creato il profilo di un’opera classicistica, che enfatizza l’immagine dell’acqua che danza e delle sue vibrazioni.
Sono contento che questa figura si erga qui, a veglia di uno dei confini di questa bellissima riviera di cui Pescara è dotata, una passeggiata lunga a contatto con il mare, arricchita da questa presenza mitica”.

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