Il brunch e come servirlo.

Il brunch e come servirlo

di Maria Letizia Santomo

” Brunch ” è una di quelle “parole macedonia”: unisce infatti i due termini inglesi breakfast (colazione) e lunch (pranzo) e va a indicare un pasto che è una via di mezzo tra la colazione e il pranzo, sia per l’orario a cui viene servito, sia per la commistione tra cibi dolci e salati che lo contraddistingue.
Particolarmente diffusa nei paesi anglosassoni, ma ormai conosciutissima anche nell’Europa continentale, la consuetudine del brunch ha origini controverse: per qualcuno nasce a metà ‘800 nelle ville inglesi in cui venivano organizzati grandi buffet dopo le battute di caccia, per altri, invece, nasce a cavallo tra gli anni ’60 e ’70 nei prestigiosi alberghi americani, per venire incontro alle esigenze degli ospiti più viziati e viziosi che tiravano tardi nel weekend e si svegliavano la domenica a quell’orario in cui è ormai tardi per la colazione ma ancora presto per il pranzo. Il room service serviva quindi in camera di questi ospiti un piccolo pasto composto sia di preparazioni dolci (muffin, pancake, frutta, etc) sia di salato (uova e bacon, salmone, sandwich, bagel, salsicce, etc), il tutto annaffiato da massicce dosi di caffè fumante, tè, cappuccino e succhi di frutta.


Oggi il brunch è ormai “sdoganato” anche in Italia e sempre di più sono i locali che lo servono, soprattutto nei weekend, quando le persone hanno più tempo a disposizione per rilassarsi e magari si svegliano più tardi.
Rispetto al pranzo, il brunch inizia un po’ prima (di solito tra le 11:30 e le 13:00) ed è caratterizzato da un contesto più informale. Soprattutto la formula a buffet dà infatti modo ai partecipanti di servirsi da soli secondo i propri gusti e tempi e di scegliere nella massima libertà il proprio percorso gustativo.  Se state cercando un’idea diversa per celebrare un’occasione in maniera originale, il brunch potrebbe essere ciò che fa al caso vostro.
Ispiratevi ai buffet della colazione negli alberghi e mixate dolce e salato: i pancake, accanto alle uova strapazzate, i muffin e subito dopo i bagel col salmone, ciotole di yogurt vicino ai sandwich, salumi e formaggi a fare da contraltare ai brownies, le frittatine, la cheesecake e via dicendo secondo ciò che più vi piace e che i vostri ospiti apprezzano. 
Il mio consiglio è quello di puntare principalmente su ricette di provenienza anglosassone, ma potete anche italianizzare il tutto inserendo pizzette, arrosti e piatti della tradizione. Trovo molto comode, nelle occasioni “in piedi”, le monoporzioni ma si può anche inserire un grande piatto centrale con una pietanza da sporzionare al momento: potrebbe essere uno sformato o una lasagna, ad esempio.
Per ciò che concerne lo styling, vista la ricchezza del buffet, io rimarrei sul semplice per quanto riguarda la decorazione, basta solo un vaso di fiori freschi, e userei piatti di carta colorati o anche di ceramica ma non tutti dello stesso servizio, per creare un effetto mix&match che richiama un po’ quello del buffet dolce e salato.
Infine, evitate di mettere sul buffet i cartoni in tetra pack dei succhi di frutta e scaraffate tutto per avere un colpo d’occhio più ordinato. 
Il resto, vedrete, lo farà l’atmosfera conviviale e rilassata che si creerà tra i partecipanti.

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