CERCARE I FUNGHI È BELLO

 

di Gabriele Centorame (Num. Settembre 2019)

Nel nostro territorio abruzzese la Legge Regionale 3.3.2010, che regola il modo di cercare i funghi epigei, ha portato molti benefici e in modo particolare una diversa maniera di intendere il rapporto con i carpofori così tanto gustosi al palato e perciò molto utilizzati in campo culinario.

Prima, quando non c’era alcuna precisa regolamentazione in materia, ciascun fungaiolo si affidava, per trovare i funghi, o all’esperienza di qualche amico o al sentito dire di conoscenti e parenti. Il guaio è che molti funghi sono, per loro costituzione, velenosi come l’Entoloma lividum, altri sono allucinogeni come l’Amanita muscaria e alcuni, come il Cortinarius orellanus, sono persino mortali.

Chi non conosceva bene il mondo fungino rischiava veramente di farsi male. Qualche volta è successo. Per fortuna non di frequente, ma il pericolo era sempre dietro l’angolo.

Per ovviare a tali inconvenienti, la legge prevede un corso di 24 ore tenuto da persone abilitate e quindi competenti e in luoghi adatti, prima di poter ottenere presso gli Uffici Regionali il patentino per la libera ricerca dei funghi spontanei.

La nostra Regione è dotata di ricchi e vari habitat naturali (montagna, collina, prati e fiumi) ed è, per quasi tutto l’anno, in condizioni climatiche accettabili (caldo-umido).

Per questo chiunque può in ogni stagione trovare liberamente, con una passeggiata, ricreativa e salutare, prodotti alimentari utili e piacevoli da consumare a tavola insieme ai propri cari e familiari senza alcun timore.

A questo si aggiunge il fatto che alcuni funghi, pur essendo buoni da mangiare, hanno il gambo troppo fibroso che deve essere eliminato in cucina se non ci si vuole ritrovare con qualche fastidio fisico (pesantezza di stomaco, dopo aver consumato, per esempio, il cosiddetto porcinello).

Quando si va a funghi, bisogna avere l’attrezzatura adatta se non si vuole, oggi, ottenere multe, sanzioni stabilite dalla legge stessa, ma danni anche alla persona per qualche inconveniente.

È perciò previsto e necessario l’uso di scarponi, di contenitori, rigidi e bucherellati come i cestini, di coltellini e di un bastone in modo tale che la raccolta sia senza alcun rischio.

Il numero di fungaioli sta aumentando di anno in anno e tutti questi avvertono evidenti benefici sotto il profilo salutare. La passeggiata in ambienti salubri, si sa, fa comunque bene, ma a ciò si aggiunge anche il fatto che alcuni, anzi molti funghi, possiedono tossine “utili” alla nostra vita.

Ricordiamoci che l’antibiotico proviene dal penicellium, cioè da un fungo; e l’uso dell’antibiotico ha quasi fatto raddoppiare la vita media delle persone in tutto il mondo. Sono stati scoperti ultimamente, inoltre, alcuni funghi, come i Cordyceps, il cui uso pare che sia in grado di migliorare notevolmente le condizioni di vita di ciascuno.

Il fatto ancor più positivo per chi va a funghi è quello di prendere comunque ampia coscienza dell’importanza e del rispetto della natura.

Se si rispetta il mondo circostante, rispettiamo anche noi stessi, salvaguardiamo e difendiamo la nostra esistenza. Acquisire coscienza e sensibilità di fronte al problema dell’inquinamento del pianeta Terra, favorendo il ciclo naturale, di cui il fungo è un anello, è basilare per la nostra stessa esistenza, per cui ciascuno di noi è chiamato a fare la propria piccola parte, se si vuole che il mondo sia migliore.

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