L’esercizio fisico nella prevenzione delle malattie cardiovascolari

Io ti darò intelligenza, e t’insegnerò la via, per cui tu hai da camminare (Salmo 31,8)

dei Prof. Vincenzo Ostilio Palmieri*, Dr. Francesca Passerini**, Dr. Vittorio de Feo***

Si fa un gran parlare fra esperti e meno esperti, sui giornali e sui media, dei benefici fisici e psichici dell’attività fisica per lo stato di salute della popolazione generale.

Dobbiamo allora chiederci:

  • Che cosa intendiamo realmente per attività fisica?

  • Gli italiani svolgono attività fisica?

  • È vero che l’attività fisica svolge un ruolo importante nella prevenzione di alcune malattie, ad esempio di quelle cardiovascolari?

  • Quali tipi di attività fisica sono più efficaci e in soggetti affetti da quali malattie?

Faremo riferimento ampiamente all’ottimo documento del 2019 “Linee di Indirizzo del Ministero della Salute (2019) sull’attività fisica per le differenti fasce di età e con riferimento a situazioni fisiologiche e fisiopatologiche e a sottogruppi specifici di popolazione”.

Che cosa è l’attività fisica

Il concetto di attività fisica è molto ampio; comprende, infatti, tutte le forme di movimento realizzate nei vari ambiti di vita. Secondo l’OMS, per “attività fisica” si intende “qualunque movimento determinato dal sistema muscolo-scheletrico che si traduce in un dispendio energetico superiore a quello delle condizioni di riposo”.

In questa definizione rientrano non solo le attività sportive, ma anche semplici movimenti come camminare, andare in bicicletta, ballare, giocare, fare giardinaggio e lavori domestici, che fanno parte della “attività motoria spontanea”.

L’espressione “attività motoria” è sostanzialmente sinonimo di attività fisica.

Con il termine di “esercizio fisico” si intende invece l’attività fisica in forma strutturata, pianificata ed eseguita regolarmente.

Lo sport, quindi, comprende situazioni competitive strutturate e sottoposte a regole ben precise. È un gioco istituzionalizzato, codificato in modo tale da essere riconosciuto e riconoscibile da tutti per regole e meccanismi, ai quali si fa riferimento per la sua pratica in contesti ufficiali o non ufficiali.

Le attività sedentarie sono quelle caratterizzate da un dispendio energetico inferiore a quello di riposo, esemplificate dallo stare seduto o in posizione reclinata (guardare la televisione, guidare l’auto, leggere, stare seduti alla scrivania etc.).

Gli italiani fanno attività fisica?

I dati epidemiologici a disposizione sono piuttosto sconfortanti da questo punto di vista per tutte le fasce di età. Nell’ambito del progetto OKKIO alla SALUTE, infatti, l’Istituto Superiore di Sanità (ISS) ci fa sapere che nel 2019 (cioè prima della pandemia da Covid), i bambini in sovrappeso sono il 20,4% e gli obesi il 9,4. Le Regioni del Sud hanno valori più elevati di eccesso ponderale in entrambi i generi. Prevalenze di obesità più elevate si osservano anche in famiglie in condizione socioeconomica più svantaggiata e tra i bambini che sono stati allattati al seno per meno di 1 mese o mai. Il 20,3% dei bambini nel 2019 non ha svolto alcuna attività fisica il giorno precedente l’indagine, il 43,5% ha ancora la TV nella propria camera da letto e il 44,5% dei bambini trascorre più di 2 ore al giorno davanti a TV/Tablet/Cellulare. La situazione negli adulti non migliora affatto (vedi figura 1): nell’ambito del Progetto PASSI, l’ISS ci fa sapere che un terzo circa della popolazione adulta è completamente sedentaria e che ci sono Regioni, fra cui la Valle d’Aosta, Campania, Sicilia, Basilicata, Puglia e Lazio in cui il dato è decisamente peggiore rispetto alla media nazionale, alcune, fra cui Abruzzo, Calabria e Molise con un dato simile alla media nazionale, e le altre infine con una media decisamente più bassa rispetto alla media nazionale. Inoltre è anche chiaro che analizzando le caratteristiche socio-demografiche dei soggetti sedentari, le donne sono più numerose degli uomini, l’età di maggior frequenza è fra i 50 e i 69 anni, la bassa scolarità è più frequente nei sedentari, chi ha difficoltà economiche fa meno attività fisica, la macro area geografica con maggior presenza di sedentari è il Sud e la Sicilia. Passando agli anziani (cioè agli ultra65enni), infine, il progetto PASSI d’Argento, condotto utilizzando un questionario che quantifica i livelli di attività fisica raggiunta da questi soggetti considerando le attività comunemente svolte da persone di questa età (come passeggiare, fare giardinaggio, curare l’orto, fare attività domestiche o piccole riparazioni e prendersi cura di altre persone) senza enfatizzare le sole attività sportive o ricreative, conferma questo trend con una percentuale media di sedentari pari a circa il 40% degli intervistati.

   prof. Vincenzo Palmieri

Le linee Guida ministeriali sull’attività fisica

A fronte di questa scarsa distribuzione dell’abitudine al movimento nella popolazione generale, le Linee Guida ministeriali, in coerenza con gli orientamenti di medici e scienziati specialisti di tutto il mondo, spingono a promuovere l’attività fisica al fine di conseguire risultati positivi sullo stato di salute della popolazione. In effetti, movimento e sport costituiscono un’occasione di crescita per tutti e sono importanti fattori non solo per migliorare la salute e la qualità della vita, ma anche per favorire i processi di inclusione e di coesione nella società. I livelli di attività fisica consigliati sono raggiungibili svolgendo le normali occupazioni della vita quotidiana e attraverso lo sport. A seconda dell’età, quindi, il contesto per la pratica dell’attività fisica può essere diverso: la scuola, la famiglia, la comunità, l’ambiente lavorativo o sportivo.

alternanza

Frequenza dei soggetti sedentari in Italia nella popolazione adulta (dati dell Istituto Superiore di Sanita)

Le attuali raccomandazioni OMS sull’attività fisica per la salute della popolazione adulta consigliano di svolgere nel corso della settimana un minimo di 150 minuti di attività fisica aerobica d’intensità moderata oppure un minimo di 75 minuti di attività vigorosa più esercizi di rafforzamento dei maggiori gruppi muscolari 2 o più volte a settimana.

Ciò può essere realizzato, ad esempio, attraverso 5 sessioni di esercizio a settimana della durata minima di 30 minuti oppure svolgendo almeno 25 minuti di esercizio di intensità vigorosa per 3 volte a settimana.

Le linee guida dicono: “Poco è meglio di niente” e “Muoversi di più e stare meno seduti”.

Il principio guida è che anche con quantità di attività fisica minime (es. 60 minuti a settimana) gli adulti sedentari ottengono benefici per la salute. Quantità di attività fisica superiori a quella minima raccomandata apportano però maggiori vantaggi per la salute e la prevenzione delle malattie croniche. È necessario interrompere frequentemente i periodi nei quali si sta in posizione seduta o reclinata; almeno ogni 30 minuti, con periodi anche brevi (2-3 minuti) di attività (pause attive) come brevi camminate, piegamenti sulle gambe, alternanza della posizione seduta con quella in piedi.

Secondo l’OMS, inoltre, al fine di migliorare la salute cardiorespiratoria e muscolare, ridurre il rischio di malattie croniche non trasmissibili, depressione e declino cognitivo, gli adulti over65 anni dovrebbero svolgere almeno 150 minuti alla settimana di attività fisica aerobica di moderata intensità o almeno 75 minuti di attività fisica aerobica a intensità vigorosa ogni settimana o una combinazione equivalente di attività con intensità moderata e vigorosa.

E per i cosiddetti anziani fragili, possiamo dare indicazioni sull’attività fisica?

L’anziano fragile è definito come un soggetto di età avanzata o molto avanzata, affetto da multiple patologie croniche, nel quale sono spesso coesistenti problematiche di tipo socio-economico, quali soprattutto solitudine e povertà. I dati scientifici e clinici ci dicono che un basso livello di attività fisica è fortemente predittivo di fragilità e che tale condizione può essere reversibile aumentando i livelli di attività fisica. In particolare, nuoto, esercizi in acqua, stretching, sono attività raccomandate per coloro che hanno problemi di mobilità o disabilità. Un’attività fisica regolare è un intervento efficace per ridurre la sarcopenia (ossia la riduzione della massa muscolare corporea), una delle principali cause di cadute. Camminare, salire le scale o alzarsi dalla sedia sono semplici azioni che migliorano lo svolgimento delle normali attività della vita quotidiana, favorendo l’autonomia e l’indipendenza. Infine, i programmi di attività motoria domiciliare oltre alla riattivazione sul piano fisico facilitano l’uscita dall’isolamento e la risocializzazione.

Frequenza dei soggetti sedentari in Italia nella popolazione di età superiore a 65 anni (dati dell Istituto Superiore di Sanita)

Perché fare attività fisica?

Lo svolgimento di un’attività fisica costante provoca una lunga serie di effetti positivi:

Incremento della spesa energetica

Calo ponderale

Ridistribuzione del tessuto adiposo

Miglioramento dell’assetto glicidico e lipidico

Riduzione del rischio di obesità e diabete mellito e di sindrome metabolica

Riduzione della mortalità totale da qualsiasi causa

Riduzione della morbilità e mortalità cardiovascolare.

Migliora il benessere psicologico, riducendo ansia, depressione e senso di solitudine.

Per i bambini e i ragazzi la partecipazione ai giochi e ad altre attività fisiche è essenziale per:

un sano sviluppo dell’apparato scheletrico e muscolare

il benessere psichico e sociale

controllare il peso corporeo

favorire il funzionamento degli apparati cardiovascolare e respiratorio.

contribuire ad evitare l’instaurarsi di comportamenti sbagliati, quali l’abitudine a fumo e alcol e l’uso di droghe.

Anche per gli anziani l’esercizio fisico è particolarmente utile in quanto:

ritarda l’invecchiamento

previene l’osteoporosi

contribuisce a prevenire la disabilità

contribuisce a prevenire la depressione e la riduzione delle facoltà mentali

contribuisce a ridurre il rischio di cadute accidentali migliorando l’equilibrio e la coordinazione.

Per tali ragioni, numerosi studi confermano che lo svolgimento di attività fisica regolare è un elemento fondamentale non solo per prevenire l’insorgenza di diabete mellito ed obesità nei soggetti a rischio per queste malattie, ma migliora in modo determinante gli esiti benefici del trattamento dietetico e farmacologico di queste condizioni cliniche ad alto rischio per malattie cerebro- e cardio-vascolari. Diversi studi, infine, documentano l’importanza sul piano fisico e psicologico dei piani di attività fisica in condizioni molto particolari come le malattie oncologiche e le malattie nervose degenerative.

Conclusioni

L’attività fisica svolta con regolarità ha benefici eccezionali sullo stato di salute della popolazione. Tutti possono e dovrebbero svolgere un minimo di attività fisica (Tabella 1). I soggetti affetti da malattie dovrebbero eseguire una valutazione clinica specialistica preliminare al fine di definire con sicurezza modalità e durata dell’esercizio fisico. Non restiamo fermi, muoviamoci, così come ci dicono le parole semplici del Salmo biblico, millenaria espressione della saggezza e dell’intelligenza dell’uomo.

  1. Ricorda che il movimento è essenziale per prevenire molte patologie
  1. Cerca di essere meno sedentario, infatti la sedentarietà predispone all’obesità
  1. Bambini e ragazzi devono potersi muovere sia a scuola sia nel tempo libero, meglio se all’aria aperta
  1. L’esercizio fisico è fondamentale anche per gli anziani
  1. Muoversi significa camminare, giocare, ballare andare in bici
  1. Se possibile, vai al lavoro o a scuola a piedi
  1. Se puoi evita l’uso dell’ascensore e fai le scale
  1. Cerca di camminare almeno 30 minuti al giorno, tutti i giorni, a passo svelto
  1. Sfrutta ogni occasione per essere attivo (lavori domestici, giardinaggio, portare a spasso il cane, parcheggiare l’auto più lontano)
  1. Pratica un’attività sportiva almeno 2 volte a settimana (o in alternativa usa il fine settimana per passeggiare, andare in bici, nuotare, ballare)

Tabella 1. Dieci consigli degli esperti sull’attività fisica

*Direttore della Scuola di Specializzazione di Medicina dello Sport e dell’Esercizio Fisico (Università degli Studi di Bari)

**Dirigente Medico (Medicina Interna – Policlinico di Bari)

***Specialista in Medicina dello Sport (MdS Pescara)

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