Echi da Pineto

Pineto: zona industriale sempre più deserta

di Domenico Forcella (num.Novembre 2018)

La zona industriale di Scerne di Pineto si svuota sempre di più. Girando tra le varie intersezioni di vie dove insistono le realtà produttive della città fa una certa impressione vedere sempre più capannoni chiusi con i cancelli serrati. I cartelli affissi davanti i recinti, che prima evidenziavano la parola “affittasi”, ora si sono trasformati in “vendesi”. Davanti le ditte chiuse si vedono attrezzature vecchie dismesse, rifiuti, calcinacci. Tutto, dimostra il termine di un’attività che prima pulsava ed ora è morta.

Un imprenditore della zona che ha per così dire mollato la presa racconta che il problema è da ricercare a livello nazionale, dove non ci sono politiche a favore delle imprese e dei giovani che vogliono mettersi in proprio”. La sua attività è durata 3 anni. Ha lottato contro la congiuntura negativa e gli elevati costi per il personale ma alla fine ha desistito. La storia è simile anche ad altri che ci hanno provato e non ci sono riusciti.

Il Comune di Pineto sul problema mesi fa aveva avviato un percorso per poter conoscere le varie realtà produttive al fine di fare un censimento e costituire una rete di solidarietà. Il primo cittadino Robert Verrocchio proprio per contrastare la fuga delle ditte aveva predisposto uno stanziamento di 90 mila euro da destinare alle politiche del lavoro, a progetti di occupazione ed alla nuova imprenditoria. Il Comune di Pineto inoltre ha recentemente anche stimolato lo studio preliminare per il progetto del ponte di collegamento tra la zona industriale di Roseto, in prossimità del casello autostradale, e quella di Pineto. L’opera, forse, darebbe ossigeno alle aziende in difficoltà oltreché ridurre il traffico sulla statale 16.

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