Sorrisi in città a Montesilvano

(Num. Giugno 2019)

La rassegna Sorrisi in città nata dalla collaborazione con varie associazioni di Montesilvano (Università della terza età di Montesilvano, Spazio Comune, Aternum Fotoamatori Abruzzesi, Ass. Cult. Sogni & Percorsi, Ass. Cult. Miricreo, Fatto con il cuore, libreria On the road, Collettivo Bibliodrammatica, coro Acli 2000, coro folkloristico “P. Dell’Erario”) e guidata dal Comprensivo Delfico con il secondo fine settimana ha avuto per tema: Artigiani e tradizioni in città fra libri, fotografia, performance e recupero delle abilità manuali per grandi e piccini ha visto numerose presenze rivitalizzando il centro città.

 

Enza Medina: “Sorrisi in Città la prima di una serie di manifestazioni”

Abbiamo intervistato la dirigente dell’Istituto Comprensivo Statale Troiano Delfico, vero motore della manifestazione Sorrisi in Città capace di riempire le strade del quartiere intorno alla scuola nei fine settimana di giugno. La dirigente, al suo secondo anno di attività nella scuola, è riuscita a rianimare le vie del centro nei fine settimana di giugno, quando quelle vie nei fine settimana sono non vissute facendo smarrire tra i più la sensazione di essere in centro.

 

di Mauro De Flaviis

 

  1. Come ha pensato ad organizzare la manifestazione Sorrisi in Città?

La scelta è figlia della mia formazione. Sono convinta che nella scuola non si deve offrire solo la lezione frontale ed inoltre essa non può rimanere solo nelle aule ma deve entrare in altri contesti.

Cambiata scuola ed arrivata a Montesilvano, per me una città di una certa importanza, dopo i miei primi quattro anni di dirigenza a Celano preceduti dall’insegnamento a Popoli, fondamentalmente dei paesi, pensavo di non trovare alcuni problemi. Purtroppo mi sbagliavo in quanto ho trovato un contesto molto problematico e un tessuto sociale differente da quello tipico di una città.

Dopo poco ho iniziato a frequentare la palestra Spazio Libero e conoscendo Gianni ho appreso da lui come i dintorni della scuola fossero una volta il centro, mentre ora il quartiere non si riconosce più come tale. Lui affermava che essendo Montesilvano città turistica l’intrattenimento organizzato estivo fosse tutto sul lungomare e che i vecchi edifici centrali sono stati abbandonati dalle famiglie storiche verso abitazioni più confortevoli svuotando di fatto il quartiere intorno alla scuola.

Sentito questo tipo di ragionamenti ho iniziato a ragionare su come potessi portare l’esperienza e l’energia dei ragazzi che vivono la scuola fuori dalle mura fisiche della stessa per donare linfa vitale al quartiere.

 

  1. Con quali risorse avete organizzato questi eventi?

Noi scuola non abbiamo risorse sufficienti per organizzare le attività che riteniamo opportune perché dall’alto purtroppo non ne arrivano a sufficienza. Da poco dopo in mio arrivo, il 01/09/2017, ho iniziato a cercare di stipulare convenzioni con le attività economiche che ci possono aiutare. Abbiamo firmato una convenzione con la Conad che ci garantisce dei fondi, poi ne abbiamo stipulate con la scuola di lingue, con la scuola di musica e con la scuola di informatica, garantendo ai nostri ragazzi uno sconto e alle scuole un importante bacino di utenti. Nel primo anno scolastico da dicembre 2017 a giugno 2018 ho lavorato per stipulare convenzioni su convenzioni, alcune delle quali funzionano mentre altre no. Stiamo per firmare una convenzione con il parroco della chiesa di Sant’Antonio, perché noi non abbiamo una aula magna e loro hanno il salone parrocchiale, la parrocchia ha bisogno per la festa di Sant’Antonio di un locale dove ricoverare i tavoli e noi disponiamo della De Zelis. Insomma aprendoci e connettendoci con il quartiere possiamo apportare benefici a noi e al quartiere. Alcune convenzioni porteranno risorse economiche, altre porteranno solo benefici per i ragazzi e altre porteranno benefici per il quartiere. Ad esempio durante la fiera del libro a gennaio, prima prova generale della manifestazione, abbiamo ricevuto molti accessi e molti suggerimenti. La scuola si è resa disponibile a svolgere il ruolo di connettore ed essere il motore di manifestazioni come Sorrisi in Città, ma non può essere certo l’unico organizzatore.

 

  1. La manifestazione è partita un po’ in sordina, ma già al secondo fine settimana è stata in grado si attirare una nutrita partecipazione. Quali i suoi programmi?

Questa è la prima manifestazione di una certa importanza organizzata nei fine settimana di giugno cogliendo una idea di Gianni, io sto già immaginando la seconda e poi la terza. Vorrei diventasse un appuntamento fisso dei fine settimana di giugno, in modo da rivitalizzare il quartiere quando la scuola termina le sue attività e la vita del quartiere ne risente impoverendosi. La professoressa Teresa Cilli referente dei rapporti con l’esterno per la scuola sarà il nostro braccio operativo nel trovare modi e tempi per riversare nel quartiere le energie positive della scuola. Ad esempio per anni la scuola ha organizzato una maxi sfilata per il carnevale per le vie del centro e dall’anno prossimo riattiveremo questo evento.

Nella prossima manifestazione vorrei proporre lo scambio delle cose non più utili per alcuni, ma magari utili a chi è in difficoltà economica. Tutte le risorse che siamo riusciti a reperire con le convenzioni di cui le ho parlato le abbiamo reinvestite per pagare i progetti, gli strumenti informatici e i viaggi di istruzione alle famiglie in difficoltà.

 

  1. Ha trovato terreno fertile per procedere nel percorso da lei descritto?

Guardi quando sono arrivata in questa scuola, su mia scelta, molti colleghi mi hanno preso per insana perché la nomea non era buona. Ritengo che ogni macchina ha bisogno del suo motore e ho lavorato affinché il potenziale presente si esprimesse. Oggi la maggior parte dei 125 docenti di questa scuola è attivo e partecipa con entusiasmo in questo percorso. Anche il direttore amministrativo è molto attivo e ci inonda di idee. Il parroco, Don Nando, arrivata in questa parrocchia nello stesso periodo in cui sono arrivata io partecipa attivamente a tutti i nostri progetti. È come se per qualche strana combinazione l’universo abbia deciso di far incrociare i percorsi di vita di persone affini in questo quartiere nell’attuale momento storico.

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