Volando alto di Gennaro Passerini

“Quando il saccheggio diventa uno stile di vita per un sottogruppo della società, nel tempo costoro creano per se un sistema legale che lo autorizza, ed un codice etico che lo glorifica” Sandro Pertini

Cedo volentieri il mio spazio alla nostra amica Miriam nell’articolo che segue dove definisce il fenomeno del cambio di casacca, abitudine storicamente consolidata a Montesilvano, andando a ritroso nel tempo.

Storie antiche e fatti moderni

di Miriam Severini

Voglio parlar di cose antiche e abbracciarvi tutti quanti miei vecchi decrepiti amici che ancora pensate che la politica sia una cosa seria. E per far questo vi racconto un po’ di storie, anch’esse antiche e un po’ complesse, di transfughi, trasformisti, folgorati sulla via di Damasco cosi come storia e cultura li ricorda e perché̀ niente di più vicino a queste memorie mi fa pensare questo paese pur bello dove vivo.

I TRASFORMISTI
“Se qualcheduno vuole entrare nelle nostre file, se vuole accettare il mio modesto programma, se vuole trasformarsi e diventare progressista, come posso io respingerlo?” (Agostino Depretis, discorso tenuto a Stradella, 8 ottobre 1882).
Nel gergo parlamentare, il trasformismo indica una pratica politica che consiste nella sostituzione del confronto aperto tra la maggioranza che governa e l’opposizione che controlla con la cooptazione nella maggioranza di elementi dell’opposizione per esigenze tipicamente utilitaristiche.
Nella storia della politica italiana il trasformismo emerse dopo il 1880 nel Regno d’Italia, come prassi comune ai gruppi parlamentari, di Destra e Sinistra, di variare le maggioranze in base a convergenze d’intenti su problemi circoscritti anziché́ su programmi politici a lungo termine. Il singolo parlamentare non era legato a un partito, per il semplice motivo che nell’Italia dell’Ottocento i partiti organizzati non esistevano. La candidatura alle elezioni era personale e ciò̀ favoriva l’individualismo del singolo deputato. La base elettorale era ristretta: il deputato rispondeva del proprio operato alla propria base clientelare. Il passaggio di un parlamentare da uno schieramento all’altro era segno della conclusione di una trattativa nella quale il deputato aveva mercanteggiato il proprio voto in cambio della soddisfazione di certi interessi privati. Durante il periodo in cui il trasformismo fu prassi politica, le maggioranze parlamentari che di volta in volta si costituirono poggiarono su singole personalità politiche che, manovrando il costituirsi delle varie combinazioni di gruppi parlamentari, risultarono l’unico elemento di stabilità politica.
Nella politica moderna, il termine trasformismo viene infatti attribuito: a) ad azioni chiaramente dettate dallo scopo di mantenere il potere o di rafforzare il proprio schieramento politico; 2) alla consuetudine di evitare il confronto e ricorrere a compromessi, clientelismi e sotterfugi politici, senza tenere conto dell’apparente incoerenza ideologica di certi connubi o consociazioni.
Conseguenze negative in tal senso sono: lo scadimento del dibattito politico (viene a mancare una vera alternanza al potere), l’allontanamento del sistema politico dall’interesse collettivo verso il sistema paese (poiché́ il sistema politico obbedisce a logiche interne di proprio interesse, con spregio della responsabilità̀ verso gli elettori) e, in ultimo ma non per ultimo, la dimostrazione di scarsa moralità̀ da parte dei trasformisti stessi agli occhi dei cittadini elettori.
Anche nella Divina Commedia Dante Alighieri prende in giro il trasformismo politico, fatto di cambi continui di “pelle”. Al Dante pellegrino era noto fossero confidate profezie, fatte da santi e da dannati, Forse, però, non tutti sanno che da alcuni versi del canto XXXIV dell’Inferno è possibile trarre rivelazioni. Basti rileggere con consapevolezza nuova la descrizione di Lucifero fatta dal Poeta:

Oh quanto parve a me gran maraviglia
quand’io vidi tre facce alla sua testa!
L’una dinanzi, e quella era VERDOGNOLA (all’origine vermiglia)
(Inf. XXXIV, 37-39)
Dante sembra riferirsi all’uso tipico di molti politici di “cambiare faccia” e colore.

I FULMINATI SULLA VIA DI DAMASCO
“Frattanto, sempre fremente minaccia e strage contro i discepoli del Signore, si presentò al sommo sacerdote e gli chiese lettere per le sinagoghe di Damasco al fine di essere autorizzato a condurre in catene a Gerusalemme uomini e donne, seguaci della dottrina di Cristo, che avesse trovati. E avvenne che, mentre era in viaggio e stava per avvicinarsi a Damasco, all’improvviso lo avvolse una luce dal cielo e cadendo a terra udì̀ una voce che gli diceva: Saulo, Saulo, perché́ mi perseguiti?. Rispose: Chi sei, o Signore?. E la voce: Io sono Gesù̀, che tu perseguiti! Orsù̀, alzati ed entra nella città e ti sarà̀ detto ciò̀ che devi fare. Gli uomini che facevano il cammino con lui si erano fermati ammutoliti, sentendo la voce ma non vedendo nessuno. Saulo si alzò da terra ma, aperti gli occhi, non vedeva nulla. Così, guidandolo per mano, lo condussero a Damasco, dove rimase tre giorni senza vedere e senza prendere né cibo né bevanda” (Atti 9,1- 9).
I TRANSFUGHI
Disertore, persona che abbandona il suo posto di combattimento per passare al nemico. Chi abbandona e rinnega le proprie convinzioni e posizioni ideologiche, politiche o culturali e artistiche, passando a movimenti opposti.
E se potessi riflettere con ognuno di loro rammenterei ad ognuno un’antica massima attribuita da Plutone a Giulio Cesare:” Amo il tradimento, ma odio il traditore”.

La lotta per il potere può essere terribile, ma la lotta per le briciole del potere è sempre patetica.

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