LA STAGIONE INFLUENZALE 2018-2019

LA STAGIONE INFLUENZALE 2018-2019

dott.ssa Adriana Agostinone

Il persistere di giornate con temperature miti, talora estive, ha temporaneamente allontanato dalla nostra vita quotidiana la coscienza che siamo in pieno autunno, presto in inverno, stagione nella quale assistiamo ogni anno al ricorrere per milioni di italiani, ma anche di europei, dell’infezione virale più nota, l’influenza stagionale umana. Questa infezione è tra le poche che l’uomo può accusare più volte nella propria vita: la diffusione di numerosi casi realizza quella che viene chiamata epidemia, mentre l’interessamento di milioni di persone genera una cosiddetta pandemia. Nel secolo scorso si sono verificate 3 pandemie influenzali, la prima nota come “spagnola” nel 1918-19, la seconda “asiatica” nel 1957-58, la terza nel 1968-69 “Hong-Kong”, a cui ha fatto seguito la prima pandemia del nuovo millennio “A/H1N1” nel 2009.

Le epidemie influenzali annuali colpiscono numerose persone e sono responsabili di numerosi casi di decesso. Il Centro Europeo per il Controllo delle Malattie (ECDC) stima che ogni anno, in Europa, si verifichino dai 4 ai 50 milioni di casi sintomatici di influenza e che 15.000/70.000 cittadini europei muoiano ogni anno per complicanze di questa malattia virale, il 90% dei quali soggetti di età superiore ai 65 anni, specie con malattie croniche di base.

Esistono due tipi principali di virus dell’influenza, A e B.

Alla base dell’epidemiologia dell’influenza vi è la spiccata tendenza dei due virus a variare parte della propria costituzione, così che possano essere solo in parte riconosciuti dal sistema immunitario. Per tale ragione i vaccini antinfluenzali stagionali vengono riformulati ogni anno. Il virus influenzale umano si trasmette da uomo a uomo per inalazione di droplet infetti (particelle maggiori di 5 micron di diametro), emessi tramite la tosse, gli starnuti, la fonazione che raggiungono le prime vie aeree del soggetto suscettibile a distanza di un metro circa. Altre modalità di trasmissione sono l’inalazione di aerosol infetti (particelle minori di 5 micron) che rimangono sospesi a lungo negli spazi aerei contaminati, e il contagio diretto dovuto alla contaminazione delle mani oppure di oggetti che poi vengono portati alla bocca, come i fazzoletti.

L’influenza si manifesta con febbre, artromialgie diffuse, mal di gola, tosse e talora, nei pazienti a rischio, complicanze, per esempio la polmonite, la miocardite, fino al decesso nei casi gravi. Nei pazienti con malattia virale influenzale grave e complicata sono disponibili farmaci antivirali.

Nel programma di prevenzione della diffusione, accanto al ruolo integrante del lavaggio delle mani, abbiamo quello cardine della vaccinazione. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e le autorità internazionali raccomandano la vaccinazione per tutti i soggetti a partire dai sei mesi di età. Il ministero della Salute italiano offre attivamente e gratuitamente la vaccinazione antinfluenzale ai soggetti a rischio di complicanze, ovvero:

  • soggetti dai 6 mesi ai 65 anni di età, con patologie a rischio di complicanze da influenza (essenzialmente diabetici, persone affette da tumori o malattie croniche, da malattie ematologiche, neurologiche o epatiche; pazienti in attesa di interventi chirurgici);

  • donne al II e III trimestre di gravidanza; anziani di età pari o superiore a 65 anni;

  • bambini e adolescenti a rischio;

  • ricoverati presso strutture per lungodegenti;

  • donatori di sangue;

  • personale sanitario e caregiver (aiutanti) di pazienti a rischio;

  • lavoratori di comparti essenziali per la società come poliziotti, vigili del fuoco;

  • lavoratori a contatto con animali.

È importante segnalare che negli studi scientifici condotti la vaccinazione antinfluenzale è associata a un rischio ridotto di eventi avversi maggiori cardiovascolari e morte nei pazienti ad alto rischio cardiovascolare, in particolare quelli con storia recente di sindrome coronarica acuta, che sono quindi candidati ideali all’immunizzazione.

In Italia sono al momento disponibili:

  • vaccini antinfluenzali inattivati, trivalenti che contengono due virus di tipo A e un virus di tipo B e quadrivalenti che contengono due virus di tipo A e due virus di tipo B; esiste anche un vaccino trivalente contenente un adiuvante per l’immunizzazione degli over64 anni, poiché gli adiuvanti potenziano la risposta immunitaria, notoriamente poco efficiente negli anziani, anche se in questa fascia di età possono essere utilizzati anche i non adiuvati; nelle donne in gravidanza è possibile somministrare sia il trivalente sia quadrivalente.

  • vaccino antinfluenzale vivo attenuato quadrivalente, somministrato con spray nasale e autorizzato fra 2 e 59 anni, utile in particolare alle persone che non si vaccinano per paura delle iniezioni. Questi tipi di vaccino non devono essere somministrati ai pazienti immunocompromessi.

Il vaccino antinfluenzale ha una controindicazione assoluta nei lattanti e in chi ha una storia di allergia grave (anafilassi) a precedente dose di vaccino o a qualsiasi componente del vaccino. Negli studi praticati l’allergia all’uovo, secondo linee guida americane, non rappresenta una controindicazione alla vaccinazione con vaccini inattivati coltivati su uova. Si ricorda tuttavia che nei casi di grave allergia all’uovo è meglio somministrare il vaccino in ambiente sanitario e non a domicilio. Sono controindicazioni relative le malattie acute di media e grave entità, con o senza febbre.

Gli eventi avversi più frequenti della vaccinazione con vaccini inattivati sono il dolore, l’arrossamento e il gonfiore in sede di iniezione.

La vaccinazione antinfluenzale è stata associata a sindrome di Guillain-Barré, ma il rischio assoluto è piuttosto basso. Si tratta di una neuropatia periferica acuta, da segnalare tempestivamente ai sanitari per le terapie opportune, caratterizzata nella sua tipica presentazione da rapido sviluppo di debolezza muscolare e mancanza di riflessi. Tuttavia va precisato che la stessa influenza può complicarsi con questa sindrome in modo più significativo della vaccinazione.

A conclusione, le raccomandazioni del Ministero della Sanità tendono a estendere la copertura vaccinale nella popolazione a rischio mantenendo l’attenzione della sicurezza attraverso attivi sistemi di sorveglianza sugli eventi avversi da vaccinazione.

BIBLIOGRAFIA

Prevenzione e controllo: raccomandazioni per la stagione 2018-2019. Ministero della Salute

Guillan-Barre syndrome, influenza, and influenza vaccination: the epidemiologic evidence. Vellozzi C. CID 2014

Influenza Pandemica A H1N1. Position Paper SIMIT, novembre 2009.

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