Vasi comunicanti

 

ricevuta via mail dal Cav. Enrico Gambacorta

 

Gentile Direttore,

ho letto il numero di luglio de IL SORPASSO che è stato ed è sempre interessante: “vox clamantis in deserto”. Vi si scrive, tra l’altro, dell’emigrazione. Vorrei aggiungere alcune considerazioni che potrebbero aiutare ad affrontare questo epocale problema.

Un punto di partenza sarebbe tener presente il principio dei vasi comunicanti che tendono a raggiungere lo stesso livello.

I due vasi comunicanti sono il vaso contenente i paesi ricchi e quello contenente i paesi poveri. Una volta questi vasi non erano comunicanti e, quindi, il livellamento era impossibile.

Sono passati i tempi del giornalista Barzini (padre) e dei Boxer (primi del ‘900) in Cina quando per convincere il popolo ad andare a fare la guerra colà fecero credere agli Italiani che era stato accoltellato Salvago Raggi, il capo della Legazione italiana a Pechino. In realtà, l’ “accoltellato”, completamente indenne da qualsiasi attentato, in seguito raccontò la sua storiella. Continuò la sua carriera di diplomatico in Africa.

Oggi questo non è più possibile poiché la tecnologia permette la conoscenza a costo zero ed in tempo reale di tutto e di tutti. Per cui l’africano sa che, mentre lui è costretto a cercare di sopravvivere, i ricchi sono afflitti dal mangiar troppo. Sa che i paesi industrializzati si sono arricchiti a sue spese succhiando il sangue, rosso e nero, dell’Africa.

A questo punto, se l’Africa conoscesse Cicerone e il latino, di ragione, esclamerebbe: “mutatis mutandis”, “Quousque tandem Catilina abutere patientia mea?”.

Ai paesi occidentali che hanno e continuano a depauperare le risorse minerarie ed a sfruttare il capitale umano dell’Africa, oggi si sono aggiunti anche la Cina e l’India.

L’isola di Gorea, in Africa, era il principale luogo di raccolta dove la selezione degli schiavi cominciava dall’esame della dentatura, come si fa con i cavalli. E si legge che, a volte, anche le bambine più carine, come bambole, venivano inviate a Parigi per il sollazzo delle “dames de qualité”.

Dall’Isola di Curazao, nei Caraibi, gli schiavi venivano dirottati verso il Nord America. In questa isola c’è un museo che raccoglie documenti autentici riferiti alle vessazioni che subivano gli schiavi. Cose orribili! “Horribile dictu”. Ne ho copiato alcuni.

Un documento avvisa l’arrivo di un vapore con 150 schiavi da vendere all’asta. Il manifesto precisa il nome del notaio che si incaricherà dell’asta, i nomi e cognomi dei malcapitati con le relative base d’asta.

In un altro documento, sempre copiato dallo stesso museo e consistente in un diario di bordo di una nave che trasporta esseri umani, lo scrivano riflette e annota testualmente: “Si parla tanto male degli schiavi ma questi, in realtà, sono veramente utili.”

A questo punto, chi di dovere veda il da farsi tenendo conto anche di un possibile risarcimento per il secolare sfruttamento del capitale umano e minerario dell’Africa.

I due vasi, quello dei poveri e quello dei ricchi, ora sono comunicanti e la legge fisica, cioè della Natura, non prevede e non concede deroghe. Quindi, la tendenza al livellamento sarà inevitabile.

Trattasi, ripeto, di una legge fisica e, quindi, cogente e non di una legge scritta da uno scribacchino di turno.

P.S. I fatti di cui scrivo sono stati, personalmente, da me verificati e vissuti. A Curazao ho dimorato due mesi. Per lavoro ho vissuto all’estero 25 anni, e, per diletto, ho circumnavigato il globo terraqueo due volte e su diversi paralleli. Ciò mi ha consentito di perlustrare il globo terracqueo. E, confesso, che dovendo sopravvivere con l’infinita stupidità umana (Einstein) ho deciso di ritirarmi a Montesilvano, ritenendo la città e l’Italia, dove alberga il meno peggio.

 

La risposta del direttore

Gentilissimo Cav. Gambacorta,

innanzitutto la ringrazio per la sua costanza nel seguire il nostro argomentare, spero non futile, e mi compiaccio di aver sostenuto in passato il concetto dei vasi comunicanti applicato alla mobilità dei migranti. Sono convinto che, per quanto vogliamo erigere barricate e apporre controlli alle frontiere, il differenziale di pressione tra i due lati delle frontiere permetterà l’apertura di varchi sempre nuovi nelle stesse. Ciò comporterà una rincorsa senza fine ad incrementare il presidio delle stesse facendo emergere nuove rotte che renderanno comunque vani gli sforzi nel controllo delle stesse.

Parimenti sono felice della sua chiosa, che mi rincuora nella scelta di Montesilvano come città dove vivere e dove spendere le mie energie. Sono un convinto sostenitore del teorema secondo il quale, tutto sommato, il territorio da noi vissuto sia uno dei migliori al mondo per tanti motivi. Provo ad elencarne alcuni: usi e costumi, alimentazione, clima, cultura, fratellanza e senso della comunità, fierezza, bellezza e tranquillità dei luoghi, facilità di relazione, ..

Un caro saluto. A presto!

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