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di Il Grande Sorpasso AI

Nuova città di Pescara: Il Commissario frena. Richiesta proroga di sei mesi

PESCARA 30 novembre 2026 – Il traguardo della Nuova Pescara si sposta di nuovo? A un mese esatto dalla scadenza del 1° gennaio 2027, il commissario ad acta nominato dalla Regione Abruzzo ha rotto gli indugi, chiedendo formalmente una proroga di sei mesi per completare l’iter di fusione tra Pescara, Montesilvano e Spoltore.

Il nodo tecnico: banche dati e bilanci

Nonostante il crono-programma serrato e i checkpoint intermedi dell’11 giugno e del 30 settembre, il lavoro di integrazione non è concluso. Nella sua relazione, il commissario ad acta certifica un recupero importante sul fronte amministrativo, ma evidenzia la necessità di ulteriore tempo per blindare tre pilastri fondamentali:
* Unificazione dei sistemi informatici (Anagrafe, Tributi e Stato Civile).
* Approvazione dello Statuto provvisorio, con la messa a punto delle municipalità.
* Bilancio di previsione 2027 del nuovo ente.

Dal commissariamento alla nuova scadenza
Il passaggio di consegne tecnico è scattato a ottobre, in applicazione della legge regionale 13/2023, dopo che la Regione aveva rilevato il mancato rispetto dei termini da parte dei tre Comuni. Attualmente, il commissario opera in affiancamento alle amministrazioni in carica con l’obiettivo di ultimare le funzioni associate residue.
La richiesta di slittamento a luglio 2027 punta a garantire un avvio fluido e una gestione ordinaria impeccabile sin dal primo giorno. Senza questo tempo supplementare, il completamento tecnico degli adempimenti obbligatori risulterebbe materialmente impossibile.

La reazione della Regione
Il Presidente del Consiglio regionale, Lorenzo Sospiri, si trova ora a dover mediare tra il rigore della legge e il realismo tecnico. L’ipotesi più accreditata è quella di una proroga tecnica, giustificata dalla corposa documentazione prodotta dalla struttura commissariale.
“Il lavoro svolto è ingente, ma la complessità dell’integrazione richiede un ultimo sforzo temporale per un avvio realmente efficace”, si legge nella relazione.
La parola passa ora al Consiglio regionale. L’Aula dovrà decidere a stretto giro se ratificare lo spostamento della data di nascita della Nuova Città, rendendo ufficiale quella che, a oggi, appare come una scelta obbligata per garantire un’impalcatura solida.
L’alternativa sarebbe stata quella di accantonare la pretesa, forse poco realistica, di predisporre ogni dettaglio in via preliminare, lasciando invece che fosse il nuovo ente — con un Sindaco, una Giunta e un Consiglio democraticamente eletti — ad autodeterminarsi attraverso una vera fase costituente per il completamento dello Statuto e dell’assetto burocratico.
Se questa strada fosse stata intrapresa sin dall’inizio, la nuova città sarebbe realtà già da dieci anni. Considerando la velocità con cui corre il mondo oggi, aver perso un decennio in attesa della “perfezione tecnica” non è solo un ritardo: è un delitto amministrativo!

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