Il Grande Sorpasso
Lettere al direttore

Aiuole Corso Umberto – Marciapiedi impraticabili – Parco-Strada

Aiuole Corso Umberto

Lettera Ricevuta via whatsapp

Vi invio una foto scattata ad una aiuola di fronte la trattoria I Moccolo a Corso Umberto. La foto parla da sola perché descrive il fallimento di un progetto che ha martoriato la vita di chi abita a Corso Umberto per mesi ed ora lascia una eredità foriera di pericoli per gli automobilisti oltre che per i ciclisti. È possibile accettare supinamente tanto pressapochismo da parte di chi sceglie progettisti evidentemente non all’altezza?

Risposta del direttore

Ringraziandola per il messaggio torno a ripetere quanto ho già avuto modo di affermare sui lavori PNRR che hanno interessato il tratto di Corso Umberto che va dal sottopasso ferroviario di via Aldo Moro a viale Europa. Finalmente abbiamo realizzato uno spazio destinato alla mobilità ciclistica, ma nonostante abbiamo speso 1,5 milioni di euro non siamo riusciti a generare una separazione netta tra traffico veicolare e zona destinata alla mobilità ciclistica. Le aiuole realizzate a ridosso della strada senza protezione sono state più volte calpestate dagli pneumatici di automobilisti “distratti” mentre le piante hanno fatto difficoltà ad attecchire ed i pali a ridosso strada sono stati più volte investiti. È evidente la progettazione è stata carente e non capace di prevedere quello che sarebbe accaduto e che la maggior parte degli abitanti aveva previsto.

Ora la amministrazione si è trovata costretta ad utilizzare risorse della collettività per porre rimedio alle carenze progettuali.

Chi paga?

Noi!

Marciapiedi impraticabili

Ricevuta via whatsapp da Fabio Terrenzi

Buonasera vi chiedo gentilmente di fare un giretto zona Todis o Saline calcestruzzi. Da segnalare il marciapiede lato mare fino a raggiungere il ponte. Per percorrere quel tratto, occorre indossare un paio di scarpe da trekking.

Risposta del direttore

Ringraziando per il messaggio concordo con lei rispetto al tema della impraticabilità di molti marciapiedi, non sempre presenti, nelle strade della nostra città. Parimenti alla difficoltà a percorrere i marciapiedi di via Piceni segnalo la sostanziale impraticabilità del marciapiede di via Fosso Foreste tra via Vestina e via Lungofiume Saline per la presenza di vegetazione in diversi mesi dell’anno che ne ostruisce quasi completamente il passaggio oltre ai piloni dell’alta tensione posizionati sui marciapiedi. Oltre a questi ostacoli il marciapiede si interrompe a ridosso della zona industriale lasciando al pedone l’unica possibilità di camminare sul sedime stradale rendendo sostanzialmente inaccessibile al pedone la zona dove insiste anche una casa funeraria abbastanza frequentata. Al netto degli sforzi enunciati della amministrazione con l’adozione del PEBA (Piano di Eliminazione delle Barriere Architettoniche) nel 2023 non si intravedono sostanziali miglioramenti della accessibilità pedonale della città. I marciapiedi sono frequentemente sconnessi, saturi di vegetazione ed erbacce, occupati da pali e ostacoli vari e soprattutto non puliti adeguatamente. È complesso attraversarli per normodati, per carrozzine o carrozzelle è ancora più difficile utilizarli.

Parco-Strada

Ricevuta via mail da Marco Piselli ad ottobre 2024

Ringrazio innanzitutto tutti e tutte Coloro che contribuiscono a creare codesto Periodico gratuito che ho trovato in un Istituto scolastico statale di Montesilvano, in particolare il numero 3 di quest’anno. Tengo a farVi avere questa mia, poiché sono anni che argomento e agisco, per quel poco che posso, contro il passaggio dei mezzi T.U.A. sul Parco -Strada. Sono anche anni che io lo chiamo, appunto “Parco-Strada”, (pane al pane, vino al vino…) ovviamente per rafforzare il valore pubblico di questo spazio che non deve essere riconquistato dalle linee su ruota (da potenziare e rafforzare altrove e in altri orari), spazio inconfondibile, unico, che tutti e tutte coloro che passano per Montesilvano e Pescara ci invidiano, quasi stupefatti (“hai visto, c’è un’autostrada pedonale e ciclabile, come sono fortunati coloro che ci abitano vicini…” turista e accompagnatore di gruppo sportivo, ascoltato nell’estate 2024).

Per farla breve, chi è a favore dello snaturamento del Parco-Strada e della sua invasione, con conseguente deprivazione dei vantaggi prima goduti dalla cittadinanza e dall’utenza, è in malafede (politici e amministratori che devono accontentare aziende amiche o amichevoli) o non sa bene come stanno le cose: forse perché non lo utilizza per passeggiare, correre, pedalare, giocare, far prendere aria a grandi, piccoli e anziani in sedia a ruote. una signora senegalese poco più grande di me come età mi ha detto: “son passati trent’anni, son riusciti a spuntarla perché quelli che erano contro all’inizio, sono morti!”. Ha colto perfettamente uno dei punti chiave della questione. Da parte mia, ripeto: lotta giudiziaria, nonviolenta e disobbedienza civile; protesta civile ma ferma; campagna di opinione e di confronto, senza timore. Senza cascare nella trappola di chi, senza vergogna, finge di fare gli interessi della collettività pensando solamente al tornaconto, vergognoso e imbarazzante, della piccola (sì, siamo una piccola comunità, e periferica, rispetto a comunità come Roma, Milano, Bologna, Ravenna…) politica locale.

Ripeto, l’unica “cosa” che avrebbe senso far transitare sul tracciato del Parco-Strada è un mezzo elettrico che proceda a velocità INFERIORE alla velocità media di chi fa corsetta amatoriale come me – 8, 10 km/h – come i furgoncini del gelataio dei film e delle serie USA, per capirci, rivolto a coloro che hanno problemi di deambulazione, cronici o temporanei, come può capitare a chi ha un ginocchio, una caviglia o un piede temporaneamente offeso. Per tutto il resto: lotta dura, nonviolenta, disobbediente e senza paura.

Risposta del direttore

Ringraziandola della sua nota e scusandomi del ritardo nella sua pubblicazione per i motivi spiegati nell’editoriale sono a confermare quanto da me più volte affermato. Il Parco-Strada è la sede ideale per il trasporto collettivo in sede propria e nella valutazione dei pro e dei contro, comprendendo il suo punto di vista, il beneficio per la collettività è evidente per la riduzione delle automobili

sull’asse sud-nord.

A distanza di qualche mese dalla partenza del servizio e dell’estensione nella fascia notturna nei week end si sono superati i 7000 utenti giornalieri e tale dato conferma nella pratica quanto questa soluzione sia benefica per chi la utilizza evitando l’utilizzo di auto personale a fronte della limitazione dell’utilizzo della parco-strada a chi può utilizzare il marciapiede e la pista ciclabile della stessa strada o del lungomare a breve distanza.

Sono certo i volumi aumenteranno rapidamente soprattutto se si ridurranno i volumi delle corse concorrenti sulla ex-statale 16 e sul lungomare raggiungibili facilmente a piedi dalla parco-strada con aumento della frequenza ed estensione dell’orario coperto dal servizio.

I benefici evidenti sono maggiori degli effetti negativi che nessuno nega, ma i benefici sono oggettivamente di gran lunga superiori.

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