Il Grande Sorpasso
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Tempi della politica e tempo dei cittadini

di Elio Fragassi (https://www.eliofragassi.it/)

Molto spesso, ad ogni tornata elettorale sia nazionale che regionale che comunale, sento la politica rammaricarsi per la scarsa affluenza a questa espressione di democrazia trovando, ogni volta, fantasiose giustificazioni per assolversi colpevolizzando i cittadini elettori.

Penso che questo scarso riscontro tra la politica e gli elettori sia dovuto, sostanzialmente, alla diversa concezione del concetto di tempo che, per la politica, come sosteneva Einstein, è assolutamente relativo mentre per gli elettori il tempo deve essere valutato come assoluto. Per il cittadino, che vive la sua quotidianità tra problemi e preoccupazioni, il tempo è da considerarsi assoluto e finito.

Questa disparità di concezione origina la disaffezione verso la politica sentendosi l’elettore preso in giro e umiliato ogni qualvolta le sue scelte, decise attraverso il voto, vengono costantemente disattese e/o rimandate.

A chiarimento di quanto asserito propongo alcuni esempi.

1. Colonia Stella Maris

Il complesso fu costruito tra il 1938 e 1939 come colonia estiva.

Dopo varie destinazioni d’uso nel dopoguerra, dal 1984 viene abbandonata ad un continuo e costante degrado nonostante i diversi interventi finalizzanti al recupero e appalti mai portati a compimento. Un mio articolo del 2018 “Un gallo…per Stella Maris” [1] elenca tutte le proposte avanzate dalle differenti amministrazioni senza mai concretizzare alcunché spendendo milioni di euro senza portare mai nulla a compimento.

Questo è il tempo einsteiniano della politica.

Nel 2025 è partito l’ennesimo appalto dei lavori che coinvolgendo, anche, l’Università d’Annunzio mi fa sperare in un tempo assoluto che restituisca dignità e valore storico e artistico a questa struttura del territorio.

Ciò che era stato edificato in due anni (1938-1939) ha impiegato più di 40 anni (1984-2026) per tornare a vivere nei suoi aspetti sociali e culturali (si spera).

2. Viale della Liberazione ovvero strada-parco (per capirci)

Nel 1988 con l’entrata in funzione della nuova stazione di Pescara Centrale viene dismesso e abbandonato il vecchio tracciato ferroviario.

Nel 1992 viene stilato il progetto per una linea di trasporto pubblico rapido.

Nel 2002 viene predisposto un nuovo progetto filoviario finanziato nel 2009.

Nel 2024 iniziano le corse di prova per il collaudo.

Nel 2025 ad aprile inizia il trasporto passeggeri che viene sospeso il 28 maggio dello stesso anno.

Sempre nel 2025, dopo varie verifiche tecniche, con il mese di settembre riprende l’attività del filobus con passeggeri.

Dalla dismissione da parte delle ferrovie ad oggi sono passati 37 anni (1988-2025) con spese di miliardi di euro.

Nel frattempo la popolazione residente, considerando il tempo nella sua forma assoluta, aveva preso possesso del tracciato e dei differenti ambienti utilizzando l’area del tracciato come pista ciclabile, luogo di passeggio e d’intrattenimento vario per ragazzi e bambini. Rispetto all’idea iniziale, con il concetto di tempo assoluto attivato da parte dei residenti, si è verificato una specie di esproprio culturale da parte della popolazione utilizzando il tracciato per altre destinazioni d’uso.

Anche in questo caso i tempi della politica e il tempo dei residenti elettori si sono mostrati completamente distanti e incompatibili.

3. Referendum per Nuova Pescara ( 24 maggio 2014 )

Nel 2014 viene indetto il referendum popolare relativo alla creazione della “Nuova Pescara” con la fusione dei comuni di Pescara, Montesilvano e Spoltore.

Considerati i risultati della consultazione popolare positivi per i tre comuni, si avvia un processo legislativo che definisce e formalizza l’istituzione del nuovo ente inizialmente nel 2016, rinviato poi al 2019.

Sancita la fusione con la legge regionale nel 2018 ne viene fissata l’applicazione nel 2022 per essere, poi, rimandata al 2023.

Successivamente la fusione dei tre comuni viene spostata al 1 gennaio 2024.

Infine con la legge del marzo 2023 viene deciso di cambiare il nome dell’ente da “Nuova Pescara” a “Pescara” rimandando, ancora, l’istituzione al 1 gennaio 2027.

Sono passati, ormai, 11 anni e non è ancora accaduto nulla di concreto come prevede la dimensione popolare del tempo assoluto.

Anche in questo caso il tempo relativo della politica si scontra con il tempo assoluto degli abitanti elettori.

Per questo ultimo esempio c’è chi sostiene che “Il referendum del 2014 ha perso nel tempo qualsiasi valore”[2].

Viene spontaneo chiedersi allora: di chi è la colpa? perché prendere in giro gli elettori per una scelta referendaria che viene disapplicata?

Sostenendo inoltre che “Se oggi è ancora caldo il dibattito sulla fusione dei tre Comuni, se dopo undici anni si avverte ancora la necessità di costituire comitati cittadini a sostegno della nascita del nuovo comune di “Pescara” allora possiamo ben sperare affinché la fusione di Pescara, Montesilvano e Spoltore non si faccia più.“[3]

A parer mio ciò significa che per undici anni i decisori politici non hanno deciso nulla contraddicendo il volere popolare.

Se poi “L’iter si è rivelato fallimentare…”[4] come si sostiene in un articolo pubblico certamente non è colpa degli elettori ma di chi non si è impegnato a che la volontà popolare espressa 11 anni fa prendesse corpo. Lo stesso articolo conclude: ”Da qui la richiesta di uno stop definitivo e di un nuovo referendum per comprendere il reale sentire della popolazione in un quadro sociale, economico culturale ormai completamente mutato dal lontano 2014” [5]

Quindi come è accaduto per la “Colonia Stella Maris” (40 anni) per “Viale della Liberazione” (37 anni) ora, dopo 11 anni si riprende con un nuovo referendum per ricominciare daccapo e demotivare ulteriormente i residenti elettori verso la politica e le varie tornate elettorali.

Se è vero, come si sostiene, che il “… quadro sociale, economico culturale …” nel frattempo è mutato, i cittadini sono stati privati di eventuali strumenti innovativi e migliorativi del loro stato in aderenza all’evoluzione sociale che ha investito e investe la società proprio in considerazione di quel concetto relativistico del tempo della politica che cozza con il concetto di tempo assoluto dei normali cittadini chiamati ad una espressione di volontà poi tradita.

A che serve, quindi, impegnarsi con un voto se questo viene, poi, disatteso ?

Quindi alcuni disconoscendo il concetto che “L’unione fa la forza” preferiscono la nozione del “Divide et impera”.

È necessario allora dar vita ad un “…comitato come un’associazione civica trasversale ai partiti, che vuole sia dare voce alla volontà popolare, troppo a lungo disattesa dalla politica, sia rivendicare la grande città del medio Adriatico come una necessità organizzativa e infrastrutturale di tutto l’Abruzzo, anche quello interno, per aprirsi a una dimensione europea.” [6]

Intanto i tempi della politica continuano a scorrere per “Villa Delfico” e “Villa Falini”.

Testo del quesito referendario del 25 maggio 2014
«Ritiene l’elettore che debba essere istituito il Comune di “Nuova Pescara”,
comprendente i Comuni di Pescara, Montesilvano (Pe)
e Spoltore (Pe) che vengono contestualmente soppressi?».

 

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