Il Grande Sorpasso
Editoriale

Nuova Pescara

   di Mauro De Flaviis

A distanza di cinque mesi torniamo a far sentire la nostra voce stanca e indomita. La responsabilità della lunga assenza è del sottoscritto che ha attraversato un lungo periodo caratterizzato da limitatezza di risorsa tempo e di stanchezza mentale rallentando la realizzazione di questo numero. Mi scuso personalmente con i lettori e con gli amici che hanno visto non pubblicati i propri elaborati per lungo tempo.

Per questo motivo pubblichiamo in questo numero alcuni elaborati datati ma comunque sempre attuali.

In questo lungo periodo sono accadute molteplici cose, tra queste la più importante è la nascita del Comitato Montesilvano per la Nuova Pescara. Il Comitato è nato per rappresentare la parte di città che non si riconosce nella posizione di tutti gli amministratori, di maggioranza e di opposizione, compattamente ostili alla nascita della Nuova Pescara.

La Nuova Pescara esiste nei fatti da anni perché la maggioranza di chi risiede a Montesilvano vive a Pescara e Spoltore e viceversa e senza soluzione di continuità. Le città sono una unica entità nei fatti, sono compenetrate e non se ne intravede una demarcazione se non nella struttura amministrativa.

Il Comitato esprime soddisfazione per la chiara posizione espressa dal presidente del Consiglio Regionale Lorenzo Sospiri e dal presidente della Giunta Regionale Marco Marsilio che hanno fatto intendere il termine del 01 gennaio 2027 è perentorio e se le amministrazioni non procederanno a fondere i servizi entro la primavera non esiteranno a nominare un commissario.

Rimarremo vigili a controllare i buoni propositi vengano effettivamente realizzati e faremo sentire la nostra voce se eventuali incongruenze dovessero sopraggiungere. Immagino una campagna elettorale per la Nuova Pescara con i candidati sindaco e le parti che li appoggeranno che proporranno la loro idea di città per procedere ad una consiliatura costituente che definirà lo statuto e sceglierà come far decollare Nuova Pescara.

Perché mai i Consigli Comunali uscenti dovrebbero condizionare l’operato del nuovo Consiglio Comunale?

Esso avrà la piena legittimità derivante dal voto popolare e potrà scegliere quale modalità applicare coerentemente al voto. Mi piacerebbe vedere una competizione non Tizio di destra contro Caio di sinistra, ma l’idea della città di Tizio contro quella di Caio con relativi metodi di funzionamento (con o senza municipi) e valutare esclusivamente queste idee.

Siamo convinti la Nuova Pescara possa migliorare la qualità della vita delle persone che la abiteranno, ma siamo anche consapevoli il funzionamento del nuovo soggetto sarà fluido a seconda della visione e della buona volontà dei dipendenti, dei funzionari e dello strato politico.

Un importante accadimento recente è la decisione di estendere la raccolta dei rifiuti con il metodo del porta a porta a tutta la città rimuovendo tutti i cassonetti stradali. Ho ascoltato numerose polemiche soprattutto provenienti da chi, abitando in condominio, si è ritrovato gravato di un nuovo costo addizionale o per pagare chi sposta all’esterno i bidoni condominiali o per pagare l’occupazione di suolo pubblico per far ospitare nei pressi del condominio su suolo pubblico i bidoni condominiali.

Comprendo il disagio dei condomini ma va tenuto conto dell’evidente miglioramento del decoro urbano e della migliore suddivisione dei rifiuti nelle varie frazioni permettendo il notevole incremento ponderale delle frazioni differenziate destinate a recupero: carta, plastica, vetro e umido. A febbraio la frazione destinata a recupero ha rappresentato per la prima volta nella storia a Montesilvano più della metà del totale dei rifiuti raccolti, pari al 55% del totale.

È un risultato figlio dell’estensione delle aree di raccolta che verrà completato con via Verrotti a maggio. Presumibilmente quando tutta la città sarà sotto totale regime di porta a porta potremo superare il 75% di rifiuti destinati a recupero. Se ciò accadesse il costo pagato con le tasse per la raccolta dei rifiuti potrebbe diminuire perché il materiale recuperato, se di buona qualità, non paga lo smaltimento ma è fonte di reddito per il Comune che lo conferisce.

Il servizio filoviario “La Verde”, che collega Pescara e Montesilvano lungo via della Liberazione attivo quotidianamente, dal 30 gennaio 2026 è attivo nel weekend (venerdì e sabato), con corse notturne che arrivano fino all’1:00 di notte da Montesilvano e a mezzanotte da Pescara.

Il servizio ha avuto un ottimo riscontro fin dal suo avvio, con migliaia di passeggeri giornalieri, candidandosi ad essere un asse portante della mobilità urbana.

Finalmente abbiamo un servizio di trasporto collettivo largamente in sede propria che permette lo spostamento frequente e rapido nella Nuova Pescara. La speranza è quella dell’aumento della frequenza a discapito delle corse residue dei bus TUA sulla Nazionale e su viale della Riviera e il prolungamento verso Silvi e Francavilla.

Un altro accadimento di rilievo è l’avvio degli incontri, a Silvi, con la cittadinanza, per discutere tra le opzioni:

fusione con Atri e Pineto passaggio alla provincia di Pescara

Il sindaco Scordella ha chiaramente affermato che il processo di scelta non sarà governato dai partiti ma dai cittadini dopo un ampio confronto con le associazioni e dopo un referendum consultivo che avrà l’ultima parola.

La imminente fusione di Pescara, Montesilvano e Spoltore ha attivato, un effetto domino con “la considerazione di intraprendere lo stesso percorso” per unirsi alla nascente città uscendo dalla provincia di Teramo. Oltretutto stesse valutazioni e riflessioni intraprendono Francavilla e San Giovanni Teatino, con la conseguente volontà di uscire dalla provincia di Chieti.

Attenzione, però, prima va realizzata la Nuova Pescara e poi potrà essere un aggregatore per chi vorrà aggiungersi; non dobbiamo correre il rischio di essere bloccati dal concetto dell’area vasta che viene spesso nominato al solo fine di insabbiare la partenza della Nuova Pescara.

Da questo numero ospitiamo le foto della Nuova Pescara, di Massimo Galeazzi, come stimolo ad osservare i dettagli della città.

Vi esorto a leggere l’approfondimento sulla realizzazione di un palazzo monstre di 6 piani tra villa Delfico e via Marinelli costruito seguendo lo “ius montesilvanensis” che tutto permette ai costruttori senza tenere in considerazione le esigenze e la qualità della vita dei cittadini che vivranno un quartiere con presenze eccessive rispetto ai servizi e sottoservizi (standard): fognature (per acque nere e bianche) inadeguate; mancanza di parcheggi, spazi verdi, piste ciclabili, scuole, e marciapiedi; energia elettrica senza interruzioni, …

Quando sento difendere la montesilvanesità penso sempre a questo tipo di interventi e alle strade rotte (via Fosso Foreste è davvero impraticabile, che si aspetta?) e ai marciapiedi inesistenti e ai soldi spesi per le inadatte e pericolose piste ciclabili su Corso Umberto e via Vestina, letteralmente massacrata con una pista ciclabile piena di salite e discese che viene il mal di mare a percorrerla.

Penso anche alla difficoltà di accedere agli atti con il Comune condannato più volte a pagare le spese legali, e ad una sorta di mafiosità nel decidere nel segreto delle stanze e non aprirsi ad un processo di revisione collettivo che permetta di evitare di fare i lavori e poi doverli correggere per le proteste dei cittadini.

Questa è la montesilvanesità che va difesa a tutti i costi?

Questa è l’identità che caratterizza la nostra città?

Ma davvero?

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