Occorre una nuova Umanità: autentica, solidale, responsabile e meritevole

di Gabriella Toritto

 

Diversi mesi fa, fra i vari articoli, ne ho scritto uno su “La vera bellezza” e un altro “Per riflettere sulla Sanità”.

In questi giorni, come tanti di voi, seguo attraverso i Media le drammatiche notizie che arrivano dalle regioni del nostro Paese e del mondo, e non posso che riflettere.

Rifletto su quanto l’uomo sia capace di dimenticare, su quanto sia capace di essere ingordo, su quanto non impari dalla Storia dei suoi Padri ed antenati, di come certi talenti e geni non esistano più. E constato come non tutti gli uomini abbiano voglia di maturare e di migliorare … In un passo evangelico di Luca, Lc. 2,14, è scritto: “beati gli uomini di buona volontà”.

Sull’articolo di maggio 2019, “Per riflettere sulla Sanità”, scrivevo: “Le condizioni di lavoro nei reparti ospedalieri e nei servizi territoriali stanno rapidamente degradando. Il blocco del turnover, introdotto con la Legge n. 296 del 2006, ha determinato una carenza nelle dotazioni organiche di circa 10 mila medici. I piani di lavoro, i turni di guardia e di reperibilità vengono coperti con crescenti difficoltà. […] Nelle corsie ospedaliere mancano siringhe, medicinali a fronte dei “bonus” percepiti, oltre al proprio elevato reddito, dagli alti dirigenti per la produttività aziendale. […] il Codacons di Catania ha annunciato un esposto alla Procura e alla Corte dei Conti: «Perché premiarli, visti i disservizi negli ospedali?» […] L’articolo 32, comma 1, della Costituzione italiana recita: La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti.” Nella realizzazione del dettato costituzionale, tuttavia, i legislatori, i politici devono contemperare gli interessi connessi alla salute con quelli legati alla sostenibilità finanziaria del Sistema Italia. Il diritto alla salute, quindi, deve essere bilanciato con il principio della regolarità dei conti pubblici, anch’esso costituzionalmente previsto nell’art. 81 e implicito nell’art. 97. È chiaro che lo Stato deve mirare ad avere i conti in ordine per potersi “permettere” di spendere nei settori di rilievo sociale […] E i conti sono legati alle entrate. E fra le entrate vi sono le imposte, le tasse, che vanno pagate. Molti cittadini purtroppo non ottemperano ai propri doveri. […] Con il gettito delle entrate lo Stato finanzia servizi pubblici di cui beneficiamo: il Sistema Sanitario Nazionale, l’Istruzione, le Forze dell’Ordine, la Giustizia ed altri servizi”.

 

Nel periodo nefasto che attraversiamo è sotto gli occhi di tutti che cosa significhi non avere pagato giustamente le tasse, non avere contribuito regolarmente al Bene Comune: ospedali inadeguati a proteggere gli affetti a noi più cari (un figlio, una madre, un padre, un fratello). Oggi la casa è in fiamme e non ci sono “pompieri” che possano spegnere l’incendio. Non ci sono “pompieri” poiché non ci sono soldi per pagarli, per investire. Tutti si ostinano ad ostentare, a far festa. Ma quale festa, se non riusciamo a difendere i nostri affetti? Fenomeni di evasione o elusione fiscale hanno ridotto il gettito a danno dello Stato, quindi a danno di tutti, della nostra intera Comunità Nazionale. E ora? Ora attendiamo aiuti. Già gli aiuti … Da parte di chi? Attendiamo aiuti da parte di chi ha dimenticato di essere stato graziato più di una volta. Sia dopo la Prima sia dopo la Seconda Guerra mondiale. Aspettiamo aiuti da parte di coloro che hanno cancellato ogni memoria, forti della propria tracotanza. E che cosa potevamo/possiamo aspettarci da chi ha negato i forni crematori ad Auschwitz Birkenau? Da chi ha rifiutato di citare la comune matrice cristiana nella redazione della Costituzione dell’Europa Unita? Ora, invece, l’invisibile “Coronavirus” pone sotto la lente di ingrandimento non solo un’Europa dal respiro culturale modesto e mediocre, quanto un’Europa fatta da mercanti e banchieri avidi e corrotti. È un’Europa ipocrita quella in cui viviamo, che grida allo scandalo se si “addita” qualche personaggio ebreo ma poi decide nuovi “campi di sterminio”. È questa la verità e va gridata! Poco più di un anno fa l’allora Presidente della Commissione europea Junker si rammaricava di aver “dato troppa importanza all’influenza del Fondo monetario internazionale” ed esprimeva il suo rincrescimento per non essere stati solidali con la Grecia, ridotta al fallimento! In Grecia chi potrà dimenticare l’umiliazione e le ferite sofferte? Uomini privi di coscienza e consapevolezza!

Poi seguo la Celebrazione della Pasqua dalla Cattedra Sacra di San Pietro e la benedizione “Urbi et Orbi” di Papa Francesco in diretta televisiva e le mie riflessioni si spostano in un altro mondo. Mi tornano alla mente i miei studi in Storia: il vuoto di potere alla fine dell’Impero Romano d’Occidente e il vecchio Papa Leone I, detto Leone Magno, che fermò con il simbolo della Croce l’avanzata del “flagello di Dio”, Attila, assieme a Simone Pietro e Paolo di Tarso, che apparvero in sogno al re degli Unni dissuadendolo dall’attaccare la Città Eterna.

Ora il “flagello”, versione XXI secolo, è un virus.

Benedette siano le parole del Santo Padre rivolte ad un’Europa indifferente ed egoista! Dovrebbero interrogarsi in molti dopo l’ascolto di Papa Francesco! Benedetto sia quell’anziano Pastore che non demorde, che arranca faticosamente sotto i colpi degli anni e della Storia e che da solo, per strada, osa sfidare il virus, forte della sua fede in Cristo, radicato nel suo Credo. È più autentico, lucido e lungimirante Lui, che tutti i potenti Leaders del mondo insieme! Benedetto sia quel Vescovo di Roma che inizia le liturgie con affanno respiratorio e rinvigorisce dopo la Consacrazione del Pane e del Vino, tanto che la stessa voce, dapprima flebile, poi improvvisamente si irrobustisce. Benedetti siano quei luoghi di culto, gloria della Cristianità, ma anche elogio imperituro di quei grandi ingegni che hanno concepito e realizzato architetture e geometrie di incommensurabile valore e insuperabile bellezza in una policromia di marmi, affreschi, volte, sculture, vetrate, giochi di luce … da capogiro. Così torno con la mente al mio articolo su “La vera bellezza”, pubblicato nel gennaio del 2019, quando scrissi “[…] per cui il Cristianesimo ha prodotto la più grande bellezza artistica di tutti i tempi, c’è da chiedersi come abbiano potuto i grandi artisti concepire e produrre cotanta bellezza! La risposta è nella Rivelazione del Verbo fattosi Carne”. Già, perché quegli artisti avranno anche avuto personalità discutibili o saranno stati al servizio di un Signore o di un Papa mecenate, ma certamente erano tutti animati da un comune e sublime sentire che affondava le proprie radici nella cultura cristiana, la quale attraversava tutta la società del tempo fin dal primo Medioevo, come hanno scritto storici di altissimo profilo: Marc Bloch e Arnold Hauser.

E il “nuovo flagello”, il virus, è l’arma di Madre Natura che opportunamente ricorda all’uomo di ravvedersi, di abbandonare consuetudini pagane che disperdono e offuscano la sua coscienza. Occorre una nuova Umanità: autentica, solidale, responsabile e meritevole.

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