Un ministro sprovveduto

 

di Pasquale Sofi

La superficialità credo sia oggi l’elemento caratterizzante il pensiero di gran parte dei politici nostrani, i quali poi, senza il minimo scrupolo né una ragionevole riflessione, procedono come elefanti in una cristalleria ad operare più per accontentare una fascia di potenziali elettori da acquisire, che per la crescita culturale civile e sociale degli stessi elettori. Suppongo, in ogni caso, si dovrebbe essere riluttanti ad esprimere opinioni impopolari o quantomeno divisive e senza la minima onta, specie quando si è chiamati a rivestire ruoli importanti per il bene del paese e dei suoi cittadini.

Personalmente, dovessi dare un primo giudizio sull’operato del nuovo ministro della Pubblica Istruzione alla luce dei suoi pronunciamenti circa il Crocifisso in aula, oppure la giustificazione degli studenti per l’assenza da scuola per manifestare a favore del “Fridays for Future,” non potrei andare oltre un nazional popolare “asino e presuntuoso”.

Meravigliano la superficialità delle dichiarazioni e l’assoluta mancanza di volontà, da parte del Ministro pro tempore, di accordare la propria opinione con quella degli apparati del proprio dicastero, esaminandola con scrupolo, per verificarne la giustezza e la fondatezza alla luce dei trascorsi storici. Visto che di Crocifisso nelle aule scolastiche e di assenze collettive degli studenti si è interessata, in passato, anche la Magistratura. Si tralasciano volutamente le considerazioni circa la tassa sulle merendine e sui voli aerei che, sebbene coerenti con le motivazioni caratterizzanti il “venerdì per il futuro,” meriterebbero riflessioni che esulano principalmente dall’ambito scolastico;

Con la sostituzione del Crocifisso nelle aule, il Ministro vorrebbe sostenere le medesime argomentazioni che l’iter politico produsse anni addietro con la Costituzione Europea, tutte incentrate sulla laicità dello Stato, ma incuranti della storia e della cultura dei popoli il cui rispetto la detta Costituzione dovrebbe garantire.    Inoltre non tiene conto che la succitata laicità non può essere inficiata dall’ostentazione di un simbolo potente quanto si vuole, ma che rimane sempre un simbolo. Ovvero un emblema che evoca valori di cui è portatore e che vale solo per chi crede in quei valori senza agire contro altre confessioni. Dovrebbe tener conto invece, il Ministro, che il 60% degli studenti delle scuole superiori frequenta l’ora di religione, sebbene tali studenti siano liberi di scegliere attività alternative. Ricordo anche che proprio nella nostra Regione anni addietro ci fu un pronunciamento della Magistratura contro la rimozione del simbolo della Cristianità richiesto da un genitore di altra confessione.

Circa lo “sciopero” del “venerdì per il futuro” plaudo all’iniziativa dei presidi che hanno preteso la giustificazione dei genitori e che hanno reclamato la giustificazione anche dagli alunni maggiorenni. A tal proposito vorrei puntualizzare che esiste una sentenza (credo sia della Corte di Cassazione) che legittima il ruolo degli alunni maggiorenni equiparato a quello degli alunni minorenni in tutti quei casi in cui lo studente non costituisce nucleo familiare a se stante; poiché sono i genitori a investire sui figli mantenendoli agli studi, questi hanno diritto a pretendere dalla scuola tutte le informazioni inerenti i loro comportamenti.

Nel merito un Ministro non può intervenire in materie non di propria competenza perché la responsabilità compete ad altri; come in questo caso è tutta demandata al Dirigente Scolastico. Del resto quando tutto procede per il meglio i detti ministri alzano la cresta per acquisire meriti e…..voti, salvo nascondersi o scomparire in caso di insuccesso o peggio di incidenti. Ma la gravità degli sproloqui del Ministro consiste nell’aver tentato di sdoganare di fatto l’assenza collettiva (impropriamente chiamata sciopero) da parte degli studenti, creando un pericolosissimo precedente proprio quando partiti e sindacati, che ci avevano provato per anni senza mai riuscirvi, non ci pensavano più. Il Ministro probabilmente ignora che gli studenti delle scuole superiori hanno un giorno di assemblea d’Istituto, oltre a due ore di assemblea di classe, al mese, che puntualmente sprecano per banalità. E vorrei ricordare che la validità dell’anno scolastico è garantita al raggiungimento di 200 giorni di lezione. (purtroppo siamo in Italia dove le leggi si fanno e quando si rivelano scomode si chiudono nel cassetto).

Sarei curioso di rilevare le iniziative spontanee nelle scuole che nei prossimi mesi riguarderanno l’argomento. Prevedo che sarà la motivazione per giustificare la solita occupazione prenatalizia. Per evitare tali deja vu sarebbe opportuno che il Ministro si facesse promotore di iniziative culturali in materia, gratificando non le piazzate isteriche e ululanti, ma le iniziative dei consigli di classe e delle scuole di ogni ordine e grado con gli alunni protagonisti di eventi e o progetti meritevoli di attenzione e riflessione.

Tenga sempre presente caro Ministro che la scuola è il luogo deputato ad integrare conoscenze, culture, oltre che favorire l’emancipazione e lo sviluppo del pensiero libero. Tutto questo si realizza con il lavoro quotidiano e sinergico di tutti gli operatori del settore: dall’ultimo dei collaboratori scolastici di una piccola scuola di periferia e, passando per gli insegnanti, fino al Ministro pro tempore che deve dimostrarsi degno del suo ufficio. On. Fieramonti impari dai suoi predecessori (tra i quali vorrei citare, tra i tanti, gli On.li Luigi Gui, Aldo Moro, Giovanni Spadolini, Luigi Berlinguer oltre al nostro attuale Presidente Sergio Mattarella) che mai si sarebbero resi protagonisti di vaniloqui, tali da provocare reazioni scomposte e indignate da parte dei più.

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