Sorpassiamo lo spettro-usciamo dal guscio: il ruolo dei fratelli

 

di Alessandro Rinnaudo

Il cammino che si conduce, insieme ai nostri guerrieri, nella lotta contro lo spettro, si arricchisce di presenze importantissime: i fratelli e/o le sorelle. Se potessimo stilare una classifica delle persone fondamentali, come caregiver (ovvero coloro che si prendono cura, detto letteralmente), insieme o subito dopo i genitori, ci sarebbero i fratelli. Esiste un’alchimia meravigliosa, difficile da descrivere e spiegare, che la natura ha infuso nel rapporto tra fratelli, vuoi per il legame di sangue, lo stesso che scorre nelle vene, vuoi per l’amore innato. Angeli custodi che il Signore ha posto al fianco dei nostri guerrieri, al nostro fianco, un po’ come il Cireneo, ci aiutano a “portare la croce”. La loro presenza è di grande stimolo per i nostri guerrieri, perché nel vederli, nel sentirli parlare, nei gesti che compiono, suscitano una reazione e spingono all’imitazione i nostri piccoli. Il coinvolgimento nel gioco, la condivisione dei fatti della vita quotidiana, aiutano a combattere lo spettro. Me ne accorgo ogni giorno nella mia esperienza personale. Due anni dopo la nascita del mio piccolo guerriero, il Signore mi ha dato la gioia di una figlia, un concentrato di simpatia, energia, furbizia ed amore. Nel vederla crescere ogni giorno, io e mia moglie, abbiamo la possibilità di osservare e confrontare i comportamenti che il nostro piccolo non ha mai avuto; abbiamo la possibilità di vedere come lei lo cerchi, lo stimoli. Tra le prime parole che ha imparato a dire c’è stato da subito il nome del fratello, la sera, per addormentarsi, ha bisogno del contatto del fratello. Durante il giorno non fa che cercare il fratello, chiamarlo, invitarlo al gioco o a condividere la bellezza di una nuova scoperta, dal vedere un animale al nuovo gioco. Una vera grazia di Dio che ci solleva non poco, in questa nostra battaglia, dal peso che portiamo. Ciò fa sì che lasceremo a lei un’eredità pesante, perché dovrà prendersi cura del fratello, quando noi genitori non ci saremo più. È un pensiero che da un lato ci rasserena sul futuro del nostro guerriero, dall’altro ci strugge, perché condizioneremo la vita di sua sorella. In questo contrasto di sentimenti, c’è un unico comune denominatore che dipana la nebbia della disperazione, portando la luce della speranza: l’amore. Aiutiamo allora i fratelli a prendersi cura dei fratelli, spieghiamo loro perché a volte l’altro non risponde agli stimoli, perché non parla o parla poco. Insegniamo loro a non curarsi degli sguardi o delle frasi brutte verso i fratelli guerrieri, facendo in modo che a questi rispondano con il loro miglior sorriso e con lo sguardo pieno d’amore verso il fratello. Facciamo in modo che si prendano per mano ed insieme intraprendano il cammino della vita. Angeli a fianco ad angeli, con loro lo spettro non fa paura. Alla prossima tappa del nostro viaggio. Sorpassiamo lo spettro, usciamo dal guscio.

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