IL POTERE DELLA MUSICA

 

di Vittorio Gervasi

E il Jova Beach Party ci fu! Ne parliamo già al passato perché oggi tutto passa velocemente, troppo velocemente, ma il successo dell’iniziativa resta, senza ombra di dubbio, e potrebbe aprire scenari entusiasmanti. All’inizio sembrava complesso, forse illusorio, e invece poi si è rivelato perfettamente fattibile e tale è stato. Un po’ come quando un atleta, poco consapevole delle sue capacità, si misura in una gara e scopre che può farcela a competere con gli altri atleti.
In psicologia si chiama autostima, che altro non è che la capacità di conoscere se stessi e credere in ciò che di buono si può esprimere.
Mettiamo il nastro indietro. A Vasto il JBP (per semplicità lo chiameremo così) non si può fare, ragioni di sicurezza lo impongono. Allora si candida Montesilvano, da molti considerata la periferia di Pescara, non per la sua posizione geografica, ma perché Pescara è cresciuta con l’ambizione di essere Pescara, Montesilvano è cresciuta e basta, e quindi non poteva che essere una dependance di Pescara. Sbagliato! Diciamolo, le decisioni prese su Pescara e per Pescara ricadevano con le loro conseguenze su Montesilvano, che potesse o meno piacere ai noi cittadini poco importava. Brutto modo di procedere ma tant’è ! In questi anni, però, è cominciato un percorso, è maturata la consapevolezza che è invertire la rotta – o meglio l’assenza di rotta – è possibile. Non è un’operazione facile, ma anche questa è fattibile.
Ci si prova, ci si smarca, si cerca di costruire un’identità spesso assente, si discute sulla necessità di trasformare un posto in un luogo (più volte dalle colonne di questo giornale ci siamo eserciti sul tema) e si arriva a capire che esistono delle opportunità. E così ai primi di settembre, giorni solitamente un po’ sonnacchiosi, un pezzo di spiaggia diventa finalmente un grande e vero stadio del mare risvegliando giovani e meno giovani. Quello che timidamente si è discusso, si è immaginato, che sembrava impossibile, in pochi giorni è diventato finalmente possibile.
Non sono mancate le polemiche, inevitabili e puntuali come tutte le supposte che dolorosamente bisogna assumere quando si decide di affrontare un problema, quando si decide di uscire dal limbo e cercare una cura. Vale la pena ripercorrerle, non perché lo meritino, ma perché a giochi conclusi assumono tutta la loro valenza, e cioè nessuna. Ne elenchiamo un po’: sono state rimosse le siepi nella zona del concerto, ci sono stati ingorghi nel traffico nei giorni precedenti, la città sarà insozzata, l’evento è uno spettacolo organizzato da privati ma si spendono per organizzarlo soldi pubblici, c’è stata una tarantella di elicotteri che sorvolavano la zona del concerto che hanno disturbato la quiete, la città non è pronta per ospitare questi eventi, gli ambientalisti anche loro sono entrati in conflitto direttamente con Jova per l’uso dell’arenile, etc.etc.etc., direi che possono bastare.
Sull’altro fronte, abbiamo tutti registrato una sensazione, un’emozione collettiva che ha accomunato un po’ tutti, ed è stata:<<finalmente in città abbiamo respirato un’aria diversa, di festa diffusa, un clima finalmente allegro e disteso>>. Un evento che aggrega, una macchina organizzativa che funziona, un popolo che si mobilita, una città che accoglie e arriva il plauso incondizionato. Allora è possibile mettere da parte le frizioni, le discordie e lavorare tutti assieme per un unico obiettivo? Si, è possibile, basta volerlo e crederci. Ognuno è chiamato a superare i propri limiti. Ognuno è invitato a spostare la linea del proprio orizzonte. Ognuno è invitato a superare il recinto di casa sua per costruire, con il proprio vicino, un giardino comune. Uno sforzo individuale, perseguito da tanti, diventa un balzo in avanti collettivo. La posizione di Montesilvano, gli spazi a disposizione, le possibilità ricettive, un popolo che sa accogliere, candidano la nostra città a diventare un hub, un punto di ritrovo e di incontro per eventi collettivi. Tracciare una strada, in tempi di confusione, significa aprire un percorso, aprirsi alla gioia di un viaggio, voler scoprire mete nuove, incontrare nuovi compagni di avventura e capire che insieme si può. La musica di Jovanotti non facciamola finire, o meglio, mandiamola al potere!

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