L’IIS “E. Alessandrini” alla scoperta del Patrimonio Unesco in Italia

di Stefano Freddi e Giuseppe Troiano (num. Luglio 2019)

 

Nella giornata del 9 maggio 2019, gli studenti dell’IIS “E. Alessandrini” di Montesilvano, dopo aver ricevuto nella mattinata il premio di merito al XLIV Incontro Internazionale Macroproblemi 2019 organizzato dall’Associazione Culturale L’Età Verde di Roma, nel pomeriggio, sotto la guida dei proff. Ciarfella Loredana, Freddi Stefano e Troiano Giuseppe, si sono recati a Villa d’Este di Tivoli, uno dei siti italiani inseriti dall’Unesco nella World Heritage List.

A pochi chilometri di distanza da Roma, Villa d’Este fu realizzata per volere del cardinale Ippolito II d’Este, governatore di Tivoli dal 1550. Il cardinale, deluso per la mancata elezione a pontefice, volle far rivivere in questa villa i fasti delle corti ferraresi, romane e francesi e soprattutto eguagliare la magnificenza di Villa Adriana.

La concentrazione di fontane, grotte e giochi d’acqua presenti a Villa d’Este rappresentò un modello più volte emulato nei giardini europei del manierismo e del barocco. Tra questi l’esempio più noto ci è offerto dai giardini della Reggia di Caserta.

Di particolare interesse sono le sale del piano nobile del palazzo decorate e dipinte da un nutrito gruppo di artisti del tardo manierismo romano, tra cui Livio Agresti e Federico Zuccari. Protagonista della villa è lo splendido giardino, ideato dal pittore e architetto Pirro Ligorio e realizzato dall’architetto di corte Alberto Galvani, affiancato da numerosissimi artisti ed artigiani.

Articolato tra terrazze, scalinate, viali e pendii, il giardino ricorda i Giardini pensili di Babilonia, mentre il sistema di adduzione delle acque, con un acquedotto e un traforo sotto la città, rievoca la sapienza ingegneristica dei romani.

Tra le varie fontane, le più interessanti come impatto scenografico sono:

– le Cento Fontane che fiancheggiano il viale lungo cento metri. Questo luogo suggestivo ha fatto da sfondo a numerosi film, come la scena del banchetto nel “Ben Hur” di Wyler.

– la Fontana di Nettuno, la fontana più imponente, realizzata originariamente da Gian Lorenzo Bernini e restaurata nel XX sec. Data la sua bellezza, divenne un modello per numerose fontane settecentesche. A completare la scenografia di questa, in basso, ci sono gli specchi d’acqua delle tre peschiere, mentre al di sopra è stata realizzata la Fontana dell’Organo, che deve il suo nome al meccanismo ad acqua posto al suo interno e che ancora oggi genera motivi musicali udibili dai visitatori.

– La Fontana dell’Ovato, la più barocca della villa, dato lo straordinario effetto regalato dalle rocce, dai massi ornamentali e dai flussi d’acqua che rappresentano i monti Tiburtini, dai quali discendono tre fiumi: Aniene, Erculaneo e Albuneo. Anticamente in questa fontana confluiva l’acqua dell’Aniene, convogliata attraverso un canale.

Tutti gli studenti sono stati molto entusiasti per aver visitato uno dei luoghi più visitati dai turisti e per aver potuto apprendere nozioni di arte, storia, architettura ed idraulica aumentando il proprio bagaglio culturale.

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