Castello di Roccascalegna: un borgo, una rocca, una leggenda

di Simona Speziale

Il Castello di Roccascalegna costruito su uno sperone di roccia nel 1200 domina il borgo e la vallata del Rio Secco. La spettacolarità della sua posizione l’ha reso famoso come una delle location del film, della locandina e del trailer di “Tale of Tales” o “Il racconto dei racconti” di Matteo Garrone.

Si trova in Abruzzo nella provincia di Chieti, in un punto strategico quasi inaccessibile, tanto che si racconta che in passato ci si accedesse tramite una scala a pioli da cui, secondo la tradizione popolare, deriverebbe il nome.

Si compone di quattro torri e la cinta muraria che lo proteggeva in passato dagli attacchi. Nel 1500 in seguito ad una ristrutturazione furono aggiunte al corpo quadrato altre quattro torri cilindriche. Attraverso una ripida scalinata si accede all’edificio e da qui attraverso delle passerelle si possono visitare: la Torre del cuore chiamata così per un bassorilievo a forma di cuore; la Torre del carcere che porta alle segrete del castello; la Torre del forno dove si preparava il pane per tutte le famiglie che risale al periodo della dominazione normanna con i resti di una stanza adibita a cucina; la Torre di guardia che in posizione strategica offre una vista panoramica sull’Abruzzo a 360° davvero stupefacente.

Molte sono le sale accessibili, dalla Sala delle Armi, dove si trova un lanciafiamme bizantino, alla Stanza degli Strumenti di tortura, dove sono stati raccolti ed esposti al pubblico gli arnesi usati nel medioevo per estorcere confessioni. Il cuore del Castello di Roccascalegna è il cortile interno. Anticamente era il luogo dei comizi e delle riunioni, mentre oggi ospita mostre, eventi culturali, concerti e viene usato anche come location per i matrimoni.

Come tutti i luoghi antichi anche Roccascalegna ha una leggenda che racconta del fantasma del barone De Corvis che reintrodusse nel 1600 lo “jus primae noctis” con l’intenzione di avere per primo ogni giovane sposa del paese, ma uno degli sposi si ribellò a questa imposizione e travestitosi da donna lo accoltellò buttandolo giù dalla torre più alta. Su una roccia del dirupo l’impronta della sua mano insanguinata rimase per secoli, nonostante si provasse a lavare il sangue, esso riaffiorava sulla roccia. Questa si distaccò dallo sperone roccioso nel 1940.

Roccascalegna è un piccolo borgo tranquillo, immerso nel silenzio. Vive di artigianato e turismo. L’abitato più antico, in origine fortificato e cinto da possenti mura, sorge ai piedi del dirupo, mentre l’abitato moderno è stato edificato più a valle. Per lo stato di perfetta conservazione dei suoi edifici e strade di origine medioevale e per qualità della sua offerta ricettiva è stato incluso tra i Borghi Bandiera Arancione. Nei pressi del palazzo municipale si trova la cinquecentesca Chiesa dei Santi Cosma e Damiano. Il borgo ospita altre due antiche strutture religiose: la Chiesa di San Pietro e la Chiesa di San Pancrazio. Dal punto di vista naturalistico è una zona interessante perchè a poca distanza dai grandi Parchi Nazionali abruzzesi. Conta tante specie di flora e fauna di eccezionale rarità come il Piviere Tortolino o per la flora, l’Aquileja della Majella. L’enogastronomia locale annovera molti prodotti tipici locali: salumi, formaggi, olio, liquori e tra i piatti tipici sono da assaggiare i Cannarozzetti allo zafferano. Tanti gli eventi al borgo e alla rocca da maggio a settembre.

La bellissima immagine del Castello è di Aurelio Travaglini.

INFO e immagini  su https://www.italytravelweb.it/castello-di-roccascalegna/

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