L’I.I.S. “Alessandrini” a lezione di cambiamenti climatici: presentazione libro “Clima, basta catastrofismi”  

di Giuseppe Troiano e Stefano Freddi (Num. Aprile 2019)

 

Il 23 gennaio 2019 una ventina di alunni delle classi 1 B Turismo, 2 B Turismo, 2 A Turismo e 3 A Turismo dell’I.I.S. “E. Alessandrini” di Montesilvano insieme ai docenti accompagnatori Freddi Stefano e Troiano Giuseppe, si sono recati a Chieti per partecipare alla presentazione del libro “Clima, basta catastrofismi” – Riflessioni scientifiche su passato e futuro, svoltasi presso l’Auditorium del Rettorato dell’Università degli Studi dell’Adriatico “G. D’Annunzio” di Chieti-Pescara.

Erano presenti gli autori del libro Franco Battaglia, professore di Chimica Fisica all’Università degli Studi di Modena, Uberto Crescenti, professore emerito di Geologia Applicata già Rettore dell’Università degli Studi di  Chieti-Pescara, Enrico Miccadei, professore di Geografia Fisica e Geomorfologia all’Università degli Studi di Chieti-Pescara, Nicola Scafetta, professore di Meteorologia, Climatologia e Oceanografia all’Università degli Studi di Napoli, Luigi Mariani, professore di Storia dell’Agricoltura all’Università degli Studi di Milano e già presidente dell’Associazione Italiana di Agrometeorologia, Mario Giaccio, professore di Tecnologia e Innovazione all’Università degli Studi di Chieti-Pescara.

Dopo un breve saluto da parte del Magnifico Rettore dell’Università degli Studi di Chieti-Pescara prof. Sergio Caputi e dal prof. Marcello Buccolini, Direttore del Dipartimento Ingegneria e Geologia, ha preso la parola, in qualità di moderatore, Alberto Prestininzi, professore di Rischi Geologici all’Università degli Studi “La Sapienza” di Roma che ha dato inizio ai lavori.

Durante l’esposizione dei lavori da parte dei docenti sono emerse tantissime curiosità quali ad esempio che circa 20 mila anni fa il Po sfociava tra S.Benedetto del Tronto e Pescara, che Chieti e Pescara erano sott’acqua a 20 chilometri di distanza dalla terra ferma e che le isole Tremiti erano delle colline! Questo per indicare che dalla modifica dei paesaggi nel corso dei millenni, si comprende anche quanto la storia del nostro pianeta, che va vista in un contesto molto più ampio di qualche secolo, sia caratterizzata da periodi più o meno caldi. Si chiamano periodi olocenici, secondo le statistiche, durano 12 mila anni, c’è il grande periodo olocenico nell’Impero Romano e quello del Medioevo, in contrasto con la piccola era glaciale del 1600. Come a dire che è la Natura a determinare i cambiamenti climatici e non l’uomo. Il prof. Miccadei spiega che in base a studi portati avanti da anni non c’è alcun pericolo di surriscaldamento rispetto ad aumenti fisiologici delle temperature che avvengono in periodi ciclici. La tesi è supportata dalle relazioni del noto geologo ed ex rettore Uberto Crescenti, da altri luminari, e dal noto professore di Meteorologia dell’Università di Napoli Nicola Scafetta che, sulla base di studi statistici, ha sottolineato l’assoluta inaffidabilità dei modelli matematici i quali, in passato, hanno prospettato uno scenario assolutamente smentito dai fatti e che i cambiamenti climatici ci sono sempre stati e continueranno ad esserci.

Al termine delle relazioni si è aperto un dibattito e sono intervenute anche due nostre alunne: Giulia Di Giacomo Capacchione della classe 2 B Turismo ha fatto una riflessione dicendo che ogni persona dovrebbe dare un piccolo contributo per sensibilizzare tutti i cittadini ad affrontare il problema dei cambiamenti climatici; Islam Lahboub della classe 2 A Turismo ha criticato il fatto che nonostante siano stati fatti tanti studi sui cambiamenti climatici, questi non sono mai stati resi pubblici alla popolazione.

 

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