Ottavio De Martinis: “Se non è possibile interrompere fusione, riproporre il referendum”

Ottavio De Martinis: “Se non è possibile interrompere fusione, riproporre il referendum”

di Mauro De Flaviis

D: È disposto a lavorare proattivamente nella prossima Giunta, nel caso lei fosse il prossimo Sindaco di Montesilvano, o in Consiglio Comunale, per favorire il processo costitutivo della Nuova Pescara e puntare a favorire gli interessi di Montesilvano?
R: Fermo restando il percorso avviato in questi anni, che prevede l’unione di Montesilvano, Pescara e Spoltore, io sono l’unico candidato Sindaco che esprime parere contrario a questo processo. Non so cosa si potrà fare in merito, ma se fossi eletto, io e la mia coalizione faremo l’impossibile per interrompere il percorso, mentre non sarei contrario ad un percorso volto a cogliere le opportunità di un lavoro sinergico per garantire migliori servizi e assicurare qualità attrattive aggiungendo ai tre comuni anche Città Sant’Angelo e Cappelle sul Tavo, oltre che Silvi, ma dato che trattasi di provincia differente forse è meglio tenerla fuori. No assoluto alla mancata autonomia di due Comuni che scomparirebbero, sì a condividere i servizi per migliorare efficienza. Non riesco a cogliere i benefici della fusione e non capisco da dove dovrebbero arrivare i finanziamenti sbandierati dai fautori. Se non sarà possibile interrompere il processo avviato della fusione, ritengo plausibile ripetere il referendum, doveroso perché cinque anni fa furono utilizzate quattro schede contemporaneamente e gli elettori non hanno compreso appieno il significato della scheda referendaria e per questo motivo non crediamo il risultato sia attendibile. Se il risultato di un nuovo referendum dovesse essere di nuovo favorevole in tutti e tre i Comuni, allora ci piegheremo alla volontà del corpo elettorale. Io comunque continuo a pensare che se è vero noi non siamo stati in grado di costruire un centro a Montesilvano, nel caso ci fondessimo, potremo dimenticarci di avere un centro e saremo destinati sempre più ad essere periferia. Sono un romantico e probabilmente un folle, ma sono nato a Montesilvano e vorrei morire a Montesilvano, chiaramente quanto più avanti possibile, e non nella Nuova Pescara.
D: È disposto a smontare e ricostruire il Piano Regolatore Generale, approvato tra il 1999 e il 2001 nella consiliatura Gallerati, strumento urbanistico che ha favorito il deciso peggioramento della qualità degli spazi pubblici, avendo permesso la costruzione di palazzi da 6-7 piani al posto di villini unifamiliari negli immutati reticoli stradali, tra l’altro inadeguati anche per i villini?
R: Noi lavoreremo da subito per modificare il Piano Regolatore tendendo ad un Piano molto diverso dall’esistente, che ha portato molte difficoltà alla Città contrastandone la vocazione turistica. Quello che rende bella una città sono gli spazi verdi attrezzati, un centro cittadino che non c’è e piste ciclabili da sviluppare ulteriormente, anche seguendo il biciplan di recente approvazione. Di concerto andrà realizzato il Piano Urbano del Traffico in termini intercomunali per gestire meglio il traffico automobilistico. Pescara ha appena aggiornato il suo piano della mobilità fermandosi ai confini e lo ritengo insensato.
D: La creazione dell’ufficio di progettazione in seno alla struttura amministrativa è quanto necessario per tentare di accedere ai finanziamenti europei, come pensa di rendere ciò possibile tenendo conto dei vincoli che non permettono alle amministrazioni di assumere liberamente?
R: Tocchi una nota dolente per la nostra Città, abbiamo una pianta organica notevolmente sottodimensionata soprattutto se comparata a Pescara. Gli sforzi effettuati negli ultimi cinque anni ci hanno permesso di avere un piano che permetterà l’assunzione di alcune unità già da quest’anno e di sicuro incrementeremo l’organico della Polizia Locale, Montesilvano ha un organico di 28 unità e Pescara di oltre 100; potenzieremo l’Ufficio relazioni con il Pubblico e, valutato il potenziale turistico della Città, conservando la gestione del Palacongressi in house, potenzieremo l’ufficio IAT e quest’ufficio avrà il compito anche di attrattore dei fondi europei. Vero è che abbiamo fatto convenzioni con Comuni teramani per attrarre finanziamenti europei, ma i risultati non sono stati soddisfacenti.
D: Riteniamo importante la crescita culturale della città, ma mancano spazi e risorse e ad esempio possiamo portare la biblioteca comunale o il teatro che non c’è. Allo stesso tempo esiste un patrimonio immobiliare storico non utilizzato (Villa Delfico, Villa Falini, stazione ex-FEA e Stella Maris) che potrebbe essere sfruttato per offrire alle associazioni culturali attive spazi per permettere loro di svolgere l’attività degnamente. Come ritiene di poter intervenire nel merito?
R: Nel nostro programma tocchiamo il tema della cultura abbinandolo al tema centrale del turismo, perché vorremmo che la cultura renda attraente la città, anche se punteremo al turismo sportivo e accessibile che tante soddisfazioni hanno dato nell’ultimo quinquennio. Vorremmo dare spazi alla cultura attraverso un processo iniziato qualche anno fa. Dobbiamo modificare la mentalità perché non abbiamo nulla da invidiare a città vocate al turismo come Rimini per il mare, la vicinanza alla montagna e per il nostro patrimonio enogastronomico, mentre dobbiamo lavorare sulla mentalità degli operatori turistici. La cultura è importante perché, come dimostrato con i premi Dean Martin e Massimo Riva, possiamo attrarre in città turisti e grazie alle associazioni culturali possiamo offrire qualità elevata.
Voglio qui prendermi l’impegno che riprenderemo il progetto di teatro che nel 2009 vinse il concorso di idee e portarlo ad essere finanziato con l’aiuto della Provincia, Regione e Stato centrale posizionandolo nella pertinenza di Villa Delfico, rendendo la Villa un palazzo della cultura come sede della biblioteca, della scuola civica di musica e di una scuola teatrale da istituire.
Per l’ex FEA esiste un progetto già esecutivo che prevede nell’area retrostante l’edificio storico la creazione di un mercato, il progetto potrebbe essere rivisitato rendendo la stazione uno spazio per le associazioni culturali. Tra l’altro tutta la coalizione è concorde nel fare ciò. In ultimo, di recente abbiamo utilizzato gli spazi del Palacongressi a fini culturali e dobbiamo proseguire su questo percorso.
D: Chi è il finanziatore della sua campagna elettorale?
R: Faremo una campagna elettorale spendendo poco. Sinceramente abbiamo chiesto ad amici delle erogazioni liberali, ma ad oggi non è arrivato nulla e procediamo in autofinanziamento. Ho voluto una bella sede per poter incontrare gli elettori e raccogliere suggerimenti da loro. Quasi sicuramente non farò una cena di fine campagna elettorale, ma probabilmente chiuderemo la campagna qui in sede. Se vinceremo faremo una festa, durante la quale chiederò ai cittadini di imbucare i loro suggerimenti sui temi a loro cari in due cassette, in modo da poterne trarre spunto, compatibilmente alle risorse disponibili, per l’azione di Governo successiva.
D: Il Movimento 5 stelle ha sempre battuto sul tema del rinnovamento dei politici, ma questo cozza con la costruzione di competenze amministrative o politiche dei candidati, tanto che io proporrei la necessità del superamento di un esame per guadagnare lo status di candidabilità. Lei che competenze porta in dote?
R: Il mio nome è stato fatto cinque anni fa come papabile Sindaco, credo oggi di aver maturato sufficiente esperienza per governare una Città come Montesilvano. Aver vissuto a Montesilvano da quando sono nato mi permette di aver conosciuto negli anni 80 momenti che si sono purtroppo persi, come l’uso della pineta, della foce del fiume, l’ex Hotel Paradiso e la Stella Maris, esperienze che mi possono permettere di avere una visione più ampia delle nostre possibilità. Sono un poliziotto e ciò mi aiuterà, anche sfruttando la vicinanza al vice premier Salvini, a portare maggiori unità alle forze di polizia per contribuire ad un miglior controllo del territorio.
D: Vuole approfondire altri temi a lei cari?
R: Abbiamo redatto un programma di otto punti tutti volti a sviluppare la vocazione turistica della Città. Se questi si potranno esplicare ci consentirebbero di alleviare il vero problema italiano che è la mancanza di lavoro. Se riusciremo a rendere più attrattiva Montesilvano soprattutto per la tutela ambientale per la qualità delle acque, così come fatto negli ultimi anni, lavorando per non far essere un problema la discarica di Villa Carmine e continuando a potenziare il depuratore, riusciremo a far crescere il comparto turistico. Vogliamo creare una stazione di monitoraggio sul Fiume Saline con l’aiuto delle associazioni alla ricerca degli scarichi illegali. Dobbiamo inoltre lavorare in sinergia con tutti gli altri Comuni che insistono sul Fiume Saline perché noi siamo il recettore di quanto viene effettuato, o non, a monte.

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