L’I.I.S. Alessandrini alla scoperta di luoghi turistici: le sorgenti del Pescara e le grotte di Pietrasecca

di Giuseppe Troiano e Stefano Freddi (I.I.S. Alessandrini)

Sotto la guida esperta dello speleologo Daniele Berardi e dei docenti accompagnatori Stefano Freddi, Giuseppe Troiano, Piero Troiano, Stefano Di Lorenzo e Raffaella Morelli, le classi 1 B Turismo, 2 A Turismo, 2 B Turismo e 2 B AFM dell’I.I.S. “E. Alessandrini” di Montesilvano, hanno partecipato ad una visita guidata presso le “Sorgenti del Pescara” a Popoli (PE) e le “Grotte di Pietrasecca”, nel Comune di Carsoli (AQ).

La giornata nuvolosa e, a tratti, uggiosa, è stata interessante perché ha consentito agli alunni di scoprire un’area di sorgenti, affioranti con polle, alimentate dal bacino acquifero di Campo Imperatore – Gran Sasso. Nella Riserva Naturale, di circa 49 ettari, vivono specie vegetali (cannuccia di palude, ranuncolo d’acqua, giunchi) e una ricca fauna (gallinella d’acqua, martin pescatore, folaghe, picchio rosso), che hanno incuriosito i presenti.

Dopo un breve ristoro all’interno della Riserva, siamo ripartiti verso le “Grotte di Pietrasecca”, una cavità carsica percorsa da un torrente ipogeo le cui acque si raccolgono nell’Inghiottitoio dell’Ovito, una profonda fenditura nella roccia.

Divisi in due gruppi ed equipaggiati di casco protettivo con torcia elettrica, gli alunni hanno potuto ammirare le meravigliose concrezioni di stalattiti e stalagmiti che il lento e costante stillicidio dell’acqua piovana genera nella roccia sciogliendo il carbonato di calcio e formando il bicarbonato di calcio.

Sul carsismo delle montagne abruzzesi è noto che, milioni di anni fa, un mare caldo, ricco di fauna e flora, quali rudiste, mummuliti, alghe, ricopriva la nostra Regione. Con il ritiro delle acque, a causa dei cambiamenti climatici, quella vita pelagica si consolidò determinando una nuova strutture geologica che si può rintracciare nel borgo di Pietrasecca che sorge su un banco di rudiste. Infine, la visita al piccolo e tranquillo borgo aquilano che conserva le testimonianze di una cultura che si perse nel tempo.

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