Arrostiland ci riguarda

di Pierluigi Lido

“E mi volevi fuori dall’Italia, con me partiva tutta la famiglia, ma non credevi diventassi Sayan: Superstar, in guerriglia,”. Questo stralcio di canzone ho avuto modo di ascoltarlo in un vicolo di Villa Celiera, il giorno di Pasquetta, il 22 aprile del 2019 ad Arrostiland. Il gruppo dei Ken La Fen (da Farindola) è andato a sorpresa nel paese e da un vicolo ha attratto circa 100 giovani che li conoscevano già su Youtube ( no come me che sono vecchio) e cantavano a squarcia gola la loro “Ti Ricordi” (Linkare per credere https://www.facebook.com/37578939543/posts/10157054040044544/).

Senza promo, senza essere annunciati, senza dirlo agli organizzatori ed improvvisando arte pura nel bel mezzo di una festa nata dal basso a Roccascalegna un giorno di Luglio del 2016, tre anni prima.

Di Arrostiland parlai sul Sorpasso dai tempi di Crecchio, era il Novembre del 2016 e faceva freddo ed #iocero anche se non mi è mai piaciuta Da zero a Cento di Baby K.

Questo stralcio di canzone mi riguarda, ci riguarda. Riguarda noi che veniamo da “in mezzo alla strada” (io vengo da dietro il ponte di Via Verrotti dove negli anni ‘90 la gente si bucava davvero e ci moriva sul serio).

Noi o gli amici nostri che venivano dal paese, “dalla provincia con il nulla intorno” come scriveva Fibra che ci siamo mischiati in mille avventure non sempre controllate dalla famiglia.

Questo pezzo ci riguarda poichè è pura resilienza local, ed I Ken La Fen sono capitati ad Arrostiland nel mezzo di una scintilla di bellezza, come una benedizione. A noi che siamo andati a studiare fuori, a noi che abbiamo fatto i lavori peggiori, a noi che ogni giorno resistiamo nelle difficoltà in Abruzzo. A noi che ce la facciamo e che ce la faremo, a noi che siamo tornati per sovvertire la sorte.

Ad Arrostiland non c’è mai stato spazio per i radical chic e per i neofascisti, per la destra o la sinistra. C’è spazio solo per il divertimento puro dell’Abruzzo più bello, quello della gioventù più scanzonata e sincera che è felice accanto ad un bicchiere di birra, di vino ed ad un arrosticino accompagnato da bella musica.

E’ la festa del popolo, la festa della gente, la festa di Alice (20 anni) che da Milano ha portato 180 ragazzi a Villa Celiera per vedere da vicino che cosa si è stati capaci di mettere in piedi da una fanpage che nasceva per caso qualche anno prima online dalla voglia di divertirsi di Fausto Di Nella e Maura Amoroso.

La festa della ragazza di Roma che mi ha dato uno strappo perchè mi stavo facendo a piedi 3 km di salita con uno zaino pesante al collo, senza nemmeno conoscermi.

Di strada ne ha fatta Arrostiland ed io torno a ripeterlo più forte di prima: Abbruzzo di Morris è la prova tecnica di futuro più interessante in Italia, visitatela. Morris “se l’hanvindat” e non è la copia di mille riassunti.  

Di strada ne ha fatta e ne farà ed io per Morris – o la famiglia Morris – facciano loro- ci sono e ci sarò sempre.

La chiudo come ho iniziato, coi Ken La Fen:  

“Non mi metto più la maglia: Indicar, in battaglia, Eurostar”.

Link del pezzo

https://www.youtube.com/watch?v=-Q3w4_BzLIE&list=RD-Q3w4_BzLIE&start_radio=1

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