Sorpassiamo lo spettro: Elio e il Grillo sparlante

Usciamo dal guscio (di Alessandro Rinnaudo, gennaio 2019)

Cari lettori, oggi la nostra tappa del viaggio fa un passo indietro nel tempo, di qualche mese. Torniamo al giorno delle dichiarazioni poco simpatiche su chi è affetto dalla Sindrome di Asperger, una forma di autismo. Ho aspettato qualche mese prima di scrivere qualcosa, non mi sono unito al giusto biasimo delle associazioni ed al coro degli indignati famosi, tra l’altro con molti assenti, perché l’autismo non fa prendere voti a dispetto magari dell’immigrazione. Ho letto con attenzione la lettera di Elio, leader di Elio e Le Storie Tese, anche lui, un vip per molti, ma nella realtà un padre, che lotta e che soffre per il suo bimbo autistico, ha risposto a Grillo con fermezza, significando le difficoltà di chi ogni giorno combatte contro questa dura realtà, esternando la rabbia verso le frasi di scherno offensivo proferite dal guru dei 5 Stelle, esortandolo, visto che il suo partito è al Governo del Paese, ad adoperarsi per far applicare le leggi attualmente in vigore sull’autismo. Si, in vigore, buone leggi ma non applicate. Ho letto, ho apprezzato l’intervento di Elio, che rappresenta molti genitori come me in toto ed ho aspettato. Ho aspettato una reazione di Grillo, non le scuse. Le scuse non servono, sanno di falso, non si cancella ciò che si è detto. Le scuse non servono ai nostri figli, le leggi si. Ho aspettato che Grillo si facesse portavoce verso i suoi uomini di Governo, dell’istanza sollevata da Elio. È arrivato il contratto di Governo, è passata la legge di Bilancio, ma l’invito di Elio è rimasto inascoltato. Ho aspettato invano. È arrivato il momento per me di significare il mio pensiero, non tanto lo sdegno, quanto la delusione. Non ne faccio una questione politica, la disabilità, qualunque essa sia, non fa prendere voti. Politici di ogni fazione si tengono ben lontani, se non per marketing elettorale, dai luoghi della disabilità, limitandosi ad interventi per rampe di accesso e poco più. La disabilità è però, purtroppo, molto di più. Il caro Beppe Grillo, che da bambino amavo nei suoi show tipo Te la do io l’America, si è allontanato troppo dal mondo della comicità genuina, per percorrere una strada, legittima, che lo ha portato al Vaffa Day, alla creazione dei 5 Stelle, ma anche ad affermazioni ed esternazioni non sempre condivisibili, come nel nostro caso. Nell’irridere e deridere l’autismo e gli autistici, ha ricevuto la chiosa proprio da un maestro della satira, anche estrema, della risata musicata (tra l’altro con musiche straordinarie) come Elio. Elio ha dimostrato che l’autismo non fa ridere, che dietro coloro che sono avvolti dallo spettro, c’è un mondo formato da famiglie, madri, padri, sorelle, fratelli, terapiste, educatori. Un popolo che ogni giorno lotta con i denti contro lo spettro, soffre, combatte contro una burocrazia asfissiante, contro l’assenza di servizi, contro la mancanza di informazioni su come ottenere i propri diritti. Il mondo dell’autismo non partecipa al Vaffa Day, non grida onestà. Combatte, contro lo spettro e per i propri diritti. Non ha voci altisonanti, sebbene oltre ad Elio ci sia Gianluca Nicoletti, illustre collega che fa davvero molto come padre di figlio autistico. Non ci sono sms solidali, ne concerti o partite del cuore. Questo mondo gioca però ogni giorno la sua partita del cuore, nei centri terapeutici, nelle scuole, nelle case. No, non fa ridere né fa prendere voti. Non fa indignare gli indignati di professione, non ha platici da mostrare nel salotto di Vespa. Non fa smuovere nemmeno il Governo che sbandiera di essere del cambiamento. La grande occasione che Elio ha offerto a Grillo di fare veramente la differenza per qualcuno del tessuto debole del paese, è andata perduta. Nemmeno un piccolo comma nel dedalo dei commi delle leggi italiche. Sono arrabbiato direte Voi. No, nemmeno deluso. Guardo negli occhi mio figlio, vedo il suo sorriso, guardo la determinazione di tanti genitori, vedo la professionalità e l’amore dei terapisti. Questo è il cuore buono del paese. Le terapie fanno del bene a mio figlio, ai nostri figli, ma non c’è nessuna terapia che potrà far bene a Grillo e per questo provo tanta pena per lui. Alla prossima tappa del nostro viaggio. Sorpassiamo lo spettro, usciamo dal guscio.

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