I sogni: editoriale del numero di Dicembre 2018

di Mauro De Flaviis

Cari lettori, sono a presentarvi l’ultimo numero del 2018 con grande orgoglio per essere stati in grado di attrarre nuovi redattori. Questa volta è il turno del prof. Basilico che ci permette di conoscere la festa solstiziale di Silvi denominata il ciancialone, simile alle farchie a Fara Filiorum Petri e al palio dei fuochi di san Giovanni a Roccamontepiano.

L’anno che si avvia alla conclusione è stato caratterizzato dalla attrattività del nostro progetto e volendo tirare le somme possiamo annoverare tante belle teste messesi in gioco. Tento di seguito di enumerarle sperando di non tralasciarne alcuna: Gabriella Toritto, Tonino Bosica, Germana Di Rino, Simone Gallo e Elio Fragassi.

Abbiamo a cuore la nostra comunità e ci piace molto l’idea di nutrirla con le nostre sollecitazioni. Noi tutti sogniamo una Montesilvano caratterizzata da un forte senso della comunità, capace di ottenere una migliore qualità ambientale che comporterebbe una migliore qualità della vita, e a cascata una più elevata attrattività turistica, capace a sua volta di innalzare la ricchezza. Un sogno assolutamente realizzabile a patto che la maggioranza della comunità lo voglia. In pochissime battute il senso del nostro modo di essere. Nessun ulteriore obiettivo secondario.

Ora voglio raccontarvi le sensazioni donatemi da un libro letto qualche giorno fa: “La maestra e la camorrista”, perché in Italia resti quello che nasci, del giornalista economico Federico Fubini. L’autore colpito da uno studio di due ricercatori della Banca d’Italia, che scoprono che tre dei primi cinque contribuenti di Firenze nel 2011 appartengono a famiglie che seicento anni prima facevano parte del 7% della popolazione più ricco per reddito e del 15% più ricco per patrimonio, avvia uno studio sociologico. Egli seleziona alcune scuole in contesti assolutamente differenti, somministra dei test a gruppi omogenei arrivando a dimostrare come il contesto nel quale i ragazzi crescono li condiziona fortemente. Mi ha colpito il tentativo di comprendere se il grado di fiducia dei ragazzi in sé stessi riguardo il proprio futuro, in una dei peggiori ambiti in Italia, potesse essere variato attraverso una serie di incontri svolti a scuola con persone di successo, anche provenienti da ambiti similari a quelli vissuti dai ragazzi. La cosa per me sorprendente è stato apprendere la mutata percezione in sé stessi dei ragazzi a valle di una serie di incontri, durata un anno, con questi modelli positivi.

Consiglio a tutti la lettura del testo perché fa comprendere come la comunità italiana stia pericolosamente scivolando su un pendio inclinato per la totale incapacità a individuare la scuola come strumento capace di stimolare i ragazzi ad investire sul proprio potenziale per avviare finalmente l’ascensore sociale premiando il merito e non il casato d’origine. Se la comunità vuole evolvere valorizzando i talentuosi deve riconoscere nel merito il driver che permetta ad un giovane di raggiungere una posizione sociale migliorativa o peggiorativa rispetto al punto di partenza.

Noi de Il Sorpasso valutiamo la scuola come il grimaldello capace di rompere lo status quo ed è per questo che siamo attivi da anni come azienda madrina nei progetti di alternanza scuola lavoro. Crediamo importante mostrare ai nostri ragazzi come qualsiasi progetto è realizzabile, se ci si dota di immaginazione e perseveranza nel raggiungimento degli obiettivi.

A proposito di obiettivi di medio termine vi rimando alla lettura del resoconto dell’incontro svolto il 9 dicembre a titolo le primarie delle idee. Ci piace comprendere quali priorità di governo cittadino i nostri lettori identificano e dal primo evento si è ottenuto quanto segue:

  • Piano urbano del traffico che tenga conto della mobilità sostenibile (pedonale, ciclabile e con trasporto pubblico collettivo) e della qualità degli spazi pubblici per giovani e anziani (strade, parchi e piazze come luoghi di aggregazione) che sia di corredo alla revisione del piano regolatore nella direzione dell’utilizzo del costruito e senza ulteriore peggioramento della qualità dello spazio pubblico;
  • La cura della cultura è fondamentale, vanno trovati spazi dignitosi per una biblioteca di qualità, per una pinacoteca e se possibile per un teatro favorendo l’operato delle associazioni culturali. I luoghi naturalmente deputati a questo fine coincidono con il patrimonio architettonico in abbandono della città: Stella Maris, ex Fea, Villa Delfico e Villa Falini;
  • Creare una sinergia con l’università degli studi D’ Annunzio, con la creazione di distaccamenti dedicati agli startupper o sede di coworking, facilitando l’apertura spazi a tali fini per i nuovi imprenditori.

Per gli obiettivi a lungo termine vi rimando al commento della sentenza del TAR sul negato accesso agli atti per estrazione delle copie anticipatavi nello scorso editoriale della dott.ssa Maria Marchetti. La sentenza è importante perché dimostra come la struttura amministrativa si sia sempre posta in difesa cercando di negare l’accesso agli atti. Esso è uno strumento che, se esercitato massivamente, può garantire a lungo termine l’imparzialità degli atti amministrativi nei confronti dei due interessi contrastanti in gioco: quello degli operatori economici che hanno legittimo interesse a massimizzare il loro ritorno sull’investimento e quello della comunità che anela alla maggiore qualità ambientale dei quartieri oggetto di interventi edificatori. Maggiore qualità ambientale significa garantire gli standard pubblici (marciapiedi, parcheggi pubblici, parchi e piste ciclabili) a fronte delle concessioni edilizie. A Montesilvano ciò purtroppo è una chimera e si riesce quasi sempre ad eludere la realizzazione degli standard pubblici a compensazione previsti dalla norma. Ecco perché ritengo la sentenza molto importante. Ritengo essere un primo passo nella direzione della consapevolezza della comunità di quello che sta accadendo. Tutti hanno diritto di chiedere accesso agli atti e copie degli stessi rispetto ai permessi a costruire rilasciati in città.

Buon Natale e buon anno nuovo a tutti!

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