Tante promesse, moltissime bugie … doc

Tante promesse, moltissime bugie … doc

Il cambiamento sia nell’approccio

di Gennaro Passerini

Fin dai primi numeri del nostro mensile, nelle nostre uscite, abbiamo sostenuto di dare alla politica finalmente credito e quindi la necessità di concedere del tempo perché si avviassero finalmente progetti credibili e sostanziali per la crescita della nostra comunità. La nostra linea editoriale si è sempre dimostrata moderata nella polemica, mai aggressiva, piuttosto propositiva.

Abbiamo creduto che si dovesse dare spazio a punti di vista anche diversi perché stimolanti. Abbiamo raccontato e portato all’attenzione fatti, accadimenti e criticità con carattere di istantanee nitide e inconfutabili, perché crediamo nella trasparenza degli atti e nell’onestà di pensiero, documentata e sostenuta da immagini incontestabili, per capire, approfondire, scoprire e proporre rimedi e soluzioni adatte.

Tutto questo con l’intento di trasmettere ai nostri lettori positività, entusiasmo perché ascoltati e partecipi al confronto; per diffondere l’obiettivo di possedere, finalmente, lo strumento che desse voce, la possibilità di esprimere i dubbi, di manifestare i bisogni, insieme alla speranza di avere il mezzo per comunicare le aspettative a chi aveva potere decisionale.

Tutto questo, dopo un timido e prevedibile inizio, è stato possibile attuarlo grazie al costante e crescente numero di collaboratori in redazione e al loro entusiasmante impegno disinteressato. Ad ogni uscita del mensile, appena arrivano le prime copie è stato sempre grande l’entusiasmo e la curiosità nella redazione di chiedersi se “fosse anche questo numero venuto bene” perché tanta è l’emozione. Per noi cittadini prestati all’attività mediatica ogni uscita del mensile è accompagnata da una commistione di emozioni pari all’avere assistito ad un lungo travaglio e finalmente alla nascita di un profumato e splendido neonato intorno al quale tutti i parenti fanno ressa.

È così che tanti lettori sono diventati amici, è così che incontrandoci per strada ci danno del tu. Il più bel complimento ricevuto è averci definito un giornale libero, fatto da uomini liberi che esprimono democrazia, che amano confrontarsi e trovare soluzioni nell’interesse della comunità. Ognuno può pensarla come vuole, ma sulle menzogne e sui discorsi strampalati non scendiamo a compromessi per essere popolari ed acquisire consenso ad ogni costo, no, noi siamo per la realtà delle cose, anche a costo di essere impopolari.

La politica non sa essere impopolare, il politico vuol essere popolare anche quando la verità esige l’impopolarità. Il politico baratta il consenso a discapito della verità, e purtroppo spesso anche i mass-media hanno nel merito grosse responsabilità.

Ricordate le roboanti promesse dei governi degli ultimi anni in occasione dei tragici eventi che hanno colpito indiscriminatamente tutto lo Stivale? Come si può dimenticare la tragedia di Livorno dove canottini improvvisati portavano in salvo cittadini colpiti da una alluvione che non possiamo definire inaspettata. Come si possono dimenticare le tragedie dei terremoti, delle frane, delle valanghe, delle alluvioni che colpiscono nord-centro e sud dell’Italia, con carattere tutte di prevedibilità.

Purtroppo siamo un paese che non impara dai propri errori, siamo un paese dove la politica sfugge il cuore della questione, siamo un paese dove i politici.…!!! Vi ricordate i proclami del Presidente Renzi “ ..ricostruiremo e tutto tornerà come prima…” parole che a lui conveniva dire, perché parole che la gente voleva sentire dire!!

Di quelle promesse “popolari” e portatrici di consenso, oggi cosa è stato realizzato? Da decenni raccontiamo di tragedie e da decenni ci ripetono sempre le stesse cose!!! La verità è che in questi anni di terremoti, di alluvioni, di ponti e case crollate, di valanghe e incendi non siamo riusciti a dare seguito e affinare politiche di prevenzione.

Tante promesse, moltissime bugie… doc, sinonimo appropriato dop (denominazione di origine politichese). Come nella abituale “cultura politica” del trarre consenso, anche nella nostra comunità ho visto e sentito tante, troppe promesse e voglio, anche in questa occasione, testimoniare la cattiva abitudine al non mantenimento delle stesse, atteggiamento che allontana sempre più dalla pòlis i cittadini. Ho contribuito nel corso della scorsa campagna elettorale, nel mio piccolo, ricorrendo a tutte le mie energie fisiche e mentali, a permettere la vittoria della coalizione di centro destra e più di un concittadino me ne fa grossa colpa.

Ricordo nitidamente, come se fosse passato solo un mese, il tenore dei ragionamenti nei discorsi in occasione dei comizi dell’allora candidato Sindaco del mio schieramento, il suo ambito programma, le sue promesse e certezze popolari. Fu espresso chiaramente l’impegno, e senza ombra di dubbio, a voltare pagina rispetto alla disordinata gestione urbanistica degli anni precedenti la campagna elettorale del 2014, attraverso la revisione del datato strumento urbanistico adottato nel 1999 e approvato nel 2001, a cavallo delle due consiliature consecutive guidate da Renzo Gallerati.

In aggiunta nel corso dell’attuale consiliatura, oramai al capolinea, in differenti occasioni e pubblicamente la Giunta si è impegnata a lavorare per porre rimedio al problema. Se non bastasse, a domanda precisa ci è stato risposto ripetutamente da tutti gli attori coinvolti: Sindaco, Assessori di riferimento, Presidente del Consiglio Comunale, Assessore all’urbanistica, Dirigente di settore, capigruppo e Consiglieri di maggioranza e opposizione che le norme urbanistiche in vigore necessitavano di revisione radicale, urgente, per evitare i meccanismi che permettono di edificare volumi elevatissimi per unità di superficie.

Oramai è chiaro: nulla è accaduto a fronte di questi impegni, se non il recepimento della modifica sollecitata con la solita veemenza dal consigliere Gabriele Di Stefano per le sottozone B2. Questa modifica impatta comunque aree limitate in superficie, e non certo risolutiva della cronica incapacità dello strumento urbanistico di rispettare il contesto negli interventi realizzati e in via di realizzazione.

Ricordo parimenti l’impegno solenne a lavorare per risolvere gli allagamenti delle traverse a mare che storicamente soffrono del fenomeno dell’acqua alta. Al netto degli interventi finanziati e in corso di realizzazione, e degli innumerevoli comunicati stampa sul tema (linkati gli ultimi tre in ordine cronologico 06.11.18, 08.11.18, 13.11.18), la realtà fattuale è che ad oggi gli allagamenti continuano come sempre. Al contrario, il livello delle acque nel corso degli allagamenti si alza sempre più, e questo a mio avviso a causa del continuo aumento delle superfici non permeabili, dovuto al costante incremento del volume costruito nelle traverse a mare che penalizza i già insufficienti sottoservizi.

Ad oggi i lavori progettati dal Comune per raccogliere le acque dalle vie Maremma, Piemonte e traverse di via Emilia, e spingerle nel collettore rivierasco, non sono completati. Cosa più importante è che ACA e Consorzio di bonifica non hanno ripulito il collettore e ad oggi non si conosce quando tale attività sarà effettuata. Ergo i lavori effettuati dal Comune, anche quando saranno completati, non permetteranno la risoluzione effettiva del problema. Mi contesterete che in questo caso quello che poteva essere fatto è stato realizzato. È vero, ma vi chiedo: il risultato promesso è stato raggiunto? Tante le promesse come il definire finalmente un piano traffico, dare significato alla circonvallazione della galleria I Pianacci, dare avvio a procedure che riducano l’annoso problema dell’inquinamento dell’aria e delle acque (mare e fiume). La promessa di dare seguito a momenti culturali significativi, vero valore aggiunto per la Comunità e per un turismo a cui vengono offerti spazi insignificanti per mercatini da terzo mondo.

Qualcuno potrebbe rivendicare a merito l’avere ottenuto la tanto proclamata “Bandiera verde” e il riconoscimento di “Borgo” per Montesilvano Colle …..ridicolaggini!! Questa Amministrazione può fregiarsi senz’altro del titolo di città “del Grande Fratello” per le installazioni, a loro dire per motivi di sicurezza, di telecamere su svariati semafori. In verità dietro questa motivazione farlocca vi è l’intenzione di reperire ulteriori finanze tramite multe, veri e propri “balzelli” da comunità medievale. Senza ombra di dubbio appropriata sarebbe la bandiera della Contea dello “Sceriffo di Nottingham” che era forte con i deboli e debole con i forti.

E che dire della prospettata trasformazione ideale della casa comunale in edificio con pareti di vetro per permettere la trasparenza degli atti? Solo e sempre tante promesse e impegni a lavorare per aumentare la trasparenza negli atti amministrativi, ma nel concreto cosa è accaduto?

Ad esempio, il dirigente all’urbanistica, nominato dagli attuali amministratori, oppone divieto al direttore de Il Sorpasso di estrarre copia di n.3 permessi a costruire, trincerandosi dietro la necessità di tutelare gli interessi dei titolari dei permessi: vi sembra questo un atteggiamento trasparente?

Ben venga la risposta, a tanta tracotanza, del Tribunale Amministrativo Regionale per l’Abruzzo (TAR) con la sentenza n° 201/2018 del 22 novembre ’18 che smonta completamente le motivazioni del Comune di Montesilvano e dei controinteressati, e ordina all’ufficio competente di rilasciare copia dei documenti oggetto di richiesta.

Vi chiedete perché l’amministrazione della cosa pubblica oppone resistenza alla copia dei permessi a costruire da essa rilasciati, fattispecie chiaramente prevista dalla normativa perché gli atti pubblici devono poter essere verificati da chiunque, proprio per garantirne il rispetto dei diritti di ognuno? Perché la pubblica amministrazione si pone nella condizione di rispondere negativamente, lasciando al cittadino l’onere di opporre ricorso al TAR per di più con l’obbligo di sobbarcarsi gli oneri relativi?

Ve lo dico io: perché nonostante i proclami e le promesse l’atteggiamento prevalente e dominante non è quello di praticare la trasparenza, ma quello di porre più vincoli possibili al controllo degli atti amministrativi da parte della comunità e vincere la battaglia con la tecnica dello stancheggio. “Ci sono due errori che si possono fare lungo la via verso la verità: non andare fino in fondo, e non iniziare”. Noi non faremo quanto ammonisce Confucio, noi andremo fino in fondo.

Comprendano i politici che devono modificare il loro atteggiamento “Il cambiamento sia nell’approccio”, facendo seguire realizzazioni alle promesse, altrimenti la loro già scarsa credibilità crollerà definitivamente, portandoli a essere spazzati via rapidamente dalla scena oggi occupata.

AVVISO DI SFRATTO

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *