Il Grande Sorpasso
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Le cene all’aperto (prima parte)

Le cene all’aperto (prima parte)

di Maria Letizia Santomo

Gli americani, che non hanno mai fatto mistero di amare gli italiani, la lingua italiana e il nostro modo di vivere, le chiamano “al fresco dinner” (o “al fresco lunch”, nel caso dei pranzi). Sono le cene o i pranzi consumati all’aperto (in giardino, sul terrazzo, etc.) durante la bella stagione.
A primavera ormai inoltrata mi sembra giusto parlarvene e darvi qualche piccolo consiglio per rendere queste occasioni conviviali più accoglienti e confortevoli.
Una cena in giardino o in terrazza con gli amici può essere una delle cose più piacevoli e rilassanti che esistano, ma ci sono dettagli importantissimi da non trascurare per non correre il rischio di farla diventare un vero e proprio incubo.
Innanzitutto è importantissima l’illuminazione che deve creare la giusta atmosfera, ma non essere così fioca da costringere i vostri ospiti a mangiare senza vedere nemmeno ciò che hanno nel piatto.

È una cena “al fresco”, non “al buio”!

Puntiamo quindi su candele -ma se fa troppo caldo non esagerate- e fili di lucine bianche a luce calda, sempre molto suggestive. 

Al contrario, se si tratta di un pranzo, abbiate cura di non far mangiare i vostri commensali sotto il sole a picco perché non è mai un’esperienza piacevole. Se avete un porticato, apparecchiate lì o, se proprio volete mangiare sull’erba, ombreggiate la zona pranzo.
Altro pericolo incombente d’estate e quando inizia a fare più caldo sono le zanzare. Invitare a cena delle persone per poi farle divorare dagli insetti e far passare loro la serata a grattarsi non mi sembra una delle cose più cortesi del mondo. 
Premunitevi di rimedi antizanzare e, tra tutti, mi sento di consigliarvi candele e torce alla citronella perché utili e suggestive allo stesso tempo. Prendete quelle in coccio però, lasciate stare l’alluminio. 
E se di sera lo spauracchio sono le zanzare, di giorno sono le api a poter dare fastidio. Evitate di avere intorno al tavolo o a centrotavola piante o fiori troppi profumati. Piazzare il tavolo davanti a quella rigogliosa parete di gelsomino rampicante sarebbe molto d’effetto, ma all’improvviso potreste ritrovarvi sul set di “Api Assassine”.

Altra incognita, il vento: se è eccessivo, meglio apparecchiare all’interno ed evitare stoviglie e bicchieri di carta e posate di plastica.
Infine, tra le cose a cui stare attenti, c’è il barbecue. Scenografico e divertente ma assolutamente a doppio taglio se non lo si sa gestire bene. Accendetelo con accortezza e soprattutto piazzatelo in un posto da cui non arrivi fumo verso il tavolo.
Per questioni di spazio, questo mese ci fermiamo qui, agli “attenzione a”; in un prossimo numero vedremo invece qualche spunto per decorare la tavola di una cena o di un pranzo all’aperto.

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