La Stella Maris.

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L’ex Colònia Stella Maris, situata in un’ampia area sul lungomare di Montesilvano, fa parte di una serie di costruzioni particolari che durante il periodo fascista negli anni trenta del secolo passato ebbero larga diffusione e le cui forme architettoniche, ispirate al mito futurista della «macchina», hanno in comune il riferimento a mezzi di locomozione e di trasporto, quali treni, aerei, idrovolanti, navi e sommergibili e che proprio per la loro originalità costituiscono un patrimonio di notevole importanza storica e architettonica che oggi si tende sempre più a valorizzare.

“Il suo vero nome era Stella Matutina, in omaggio all’ inizio di un nuovo giorno ed alle prime luci di un nuovo mattino all’orizzonte sul mare”(A.Renzetti)

Il progetto, finalizzato per le vacanze dei Fasci di Combattimento di Rieti, fu ideato e realizzato dall’architetto Francesco Leoni che ne ricevette l’incarico nel 1936 dal Partito Nazionale Fascista.

Egli scelse l’aeroplano come motivo ispiratore, disponendo i dormitori ed i relativi servizi nelle «ali», il refettorio nel «motore» parte centrale dell’edificio, gli spogliatoi nella «carlinga», l’infermeria ed i servizi nella «coda» e l’appartamento del Comandante nel “torrino”.

La costruzione, iniziata nel 1938, fu ultimata nel 1939 e da quel momento ebbe diverse funzioni.

Fino al 1941 fu di proprietà della Gioventù Italiana del Littorio (G.I.L.) e poi, fino al 1943, sede del Quartier generale tedesco. Dopo la guerra la costruzione fu sottoposta ad alcune ristrutturazioni che modificarono la distribuzione degli ambienti e l’immagine architettonica.

Nel 1950 ritornò quindi alla sua funzione di Colònia marina che mantenne fino al 1975 quando, passata di proprietà alla Regione Abruzzo e successivamente con il federalismo amministrativo alla Provincia di Pescara, fu destinata a Casa di riposo fino al 1984.

Rimasta inutilizzata dal 1984 la struttura mostra i segni di alcune deficienze costruttive, dell’abbandono e degli atti di vandalismo.

Il tragico gesto di un tunisino 54enne, Rachid Romdhane, che pochi mesi fa si è dato fuoco proprio nel cortile della ex colonia Stella Maris ha riacceso i riflettori sul degrado che ormai la governa.

Dopo il clamore suscitato da questo avvenimento il sindaco di Montesilvano Francesco Maragno e la direttrice dell’Accademia di Belle Arti di Roma Tiziana D’Acchille hanno sottoscritto il “Manifesto per la Colonia Marina Stella Maris”, una dichiarazione di intenti, ben accolta dalla Regione Abruzzo guidata dal pescarese Luciano D’Alfonso, che vedrà la Stella Maris ospitare l’Accademia, dando vita ad una forma di consorzio interregionale tra l’Accademia delle Belle Arti di Roma e quella di L’Aquila. In base al documento, che ha l’obiettivo di riqualificare l’ex colonia situata sul lungomare della città adriatica e abbandonata da anni, la struttura a forma di aeroplano potrebbe ospitare uno o più corsi artistici a numero chiuso, con docenti e alunni di provenienza anche extranazionale, per il conseguimento di diplomi di primo, secondo e terzo livello, oltre a dottorati e master per promuovere a livello internazionale la ricerca nelle arti visive.

“Fusse ca fusse la vorta bona” diremmo volgarmente, scimmiottando il compianto Nino Manfredi, tutti noi montesilvanesi speranzosi che gli intenti si concretizzino ridando vitalità e nuova dignitosa funzione a questa caratteristica struttura architettonica.

di Pasquale Criniti

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