Ghali non si giocava le partite alla Snai

 

#gambling#prevenzione #ghali

 

di Pierluigi Lido

Dott. Psicologia Sociale e dei Gruppi, delle Organizzazioni e dei Servizi.

Mail: pierluigi.lido@gmail.com

 

 

 

Che ci azzecca Ghali? Innanzitutto mi serve a prendere i click.

Ora però non te ne andare che lo scopriamo alla fine a cosa serve Ghali, assieme alla letteratura scientifica.

 

Ho preso la decisione – impossibile – di unire concetti scientifici e divulgativi, secondo me ce la faccio, perlomeno ci provo.

 

Questo articolo è dedicato ai ragazzi di età compresa tra i 14 e 19 anni e vuole porre un campanello d’allarme e degli stimoli ai genitori, ai professori, agli addetti ai lavori, agli psicologi, agli assistenti sociali e agli amministratori locali e non.

 

A tratti questo contributo sarà tecnico perché il tema va trattato come tale e dal punto di vista scientifico. Tuttavia tutti siamo coinvolti nel dare un contributo positivo alle future generazioni e tutti noi possiamo fare qualcosa nella lotta al gioco d’azzardo patologico.

 

Lascerò strumenti ed ispirazioni pratiche a fine articolo così che gli addetti ai lavori e i più curiosi e volenterosi possano ripartire dal mio contributo iniziando dalla consultazione della letteratura alla fine, così come si fa nella comunità scientifica.

 

L’Als2 Lanciano, Vasto e Chieti fornisce (*ASL 2 2018) un ampio ventaglio di sfaccettature (ed abbondante letteratura) sul #gambling, terminologia universalmente riconosciuta per descrivere il ventaglio di patologie legate al gioco d’azzardo, problematico e patologico (GAP) che ricordo essere:

 

“Una dipendenza comportamentale patologica caratterizzata da un persistente comportamento di gioco d’azzardo mal adattivo (Goudriaan 2004) e il disturbo classificato come un disturbo del controllo dell’impulso secondo i criteri previsti dal DSM IV TR. Il gioco d’azzardo patologico rappresenta un grave problema di salute pubblica, crea problemi psico-sociali al soggetto coinvolto, è causa di problemi finanziari e può condurre a disturbi di natura antisociale (Potenza 2002, Petry 2002, Lejoyeux 2002, Potenza 2000).”

 

Chiunque mi legga adesso conoscerà almeno una persona affetta da questa patologia.

 

È importante ricordare qui i 3 cardini della prevenzione, comunemente riconosciuta come primaria, secondaria e terziaria **(ISS 2015).

 

Data la vastità del tema il mio contributo sarà a livello di prevenzione secondaria, vale a dire le azioni che si possono mettere in campo su soggetti malati, anche se ad uno stadio iniziale.

Cercherò di essere chiaro e semplice.

 

Alla luce della scarsità di risorse ed investimenti del Sistema Sanitario Nazionale è cruciale concentrare le nostre migliori energie sui giovani a rischio, per accogliere da subito l’emergere delle patologie legate al gioco d’azzardo patologico.

 

Con questo non intendo dire che le altre categorie a rischio non meritino la stessa attenzione, dico che il taglio di questo articolo e gli strumenti offerti sono orientati al target giovanile 14-19 anni a rischio e offre spunti e soluzioni per costoro.

 

Le azioni concrete che possiamo mettere in atto sono principalmente due:

  1. individuare i ragazzi problematici direttamente nelle scuole;
  2. inserirli in un percorso proattivo di recupero terapeutico intra-familiare ed extra-familiare, con gli strumenti a disposizione sul territorio.

 

La prima buona notizia è che esistono finalmente per gli addetti ai lavori 2 test standardizzati per fare screening nelle scuole superiori finalizzati a rintracciare potenziali casi clinici nei ragazzi di età compresa tra i 14 e i 19 anni.

 

Esistono oggi grazie al prezioso lavoro di Caterina PrimiMaria Anna DonatiFrancesca Chiesioperanti nel Dipartimento di Neuroscienze e Psicologia dell’Università degli Studi di Firenze.

 

Poggiano le basi sui principi DSM-5 (Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali), sulla più recente letteratura scientifica di settore e su basi psicometriche solide.

 

Si tratta di strumenti diagnostici potentissimi finalmente nelle mani della comunità scientifica:

  • il GBS-A – GamblingBehavior Scale for Adolescents del 2015 (***Hogrefe 2015) è un test individuale e collettivo con la finalità di valutare il comportamento nel gioco d’azzardo; è utilissimo “come strumento di screening per individuare i giocatori che richie­dono un approfondimento clinico ed eventuali azioni di intervento”.
  • il VGS-A – Video-Gaming Scale for Adolescentsdel 2017- (****Hogrefe 2017) ha la finalità di valutare il comportamento di gioco con videogame.

 

Questi due nuovi strumenti nelle mani delle ASL ed in collaborazione con le scuole e con i professionisti di settore potrebbero essere fondamentali per rintracciare i ragazzi problematici su tutto il territorio nazionale per inserirli poi in programmi di recupero terapeutico, dentro e fuori dalla famiglia.

 

Non dobbiamo farci illudere dal fatto che i ragazzi siano più soggetti rispetto alle ragazze nel cadere nel gioco d’azzardo patologico e che quindi possa esistere una discriminazione di genere.

 

E’ stato dimostrato in letteratura come gli aspetti di genere siano invarianti nella tendenza al gioco (*****Donati, Chiesi, Viola, Izzo, Primi 2017) e sono emerse le seguenti evidenze:

  • i ragazzi preferiscono le scommesse sui giochi sportivi e le ragazze preferiscono giochi d’azzardo come il bingo,
  • i ragazzi preferiscono giocare in compagnia di amici mentre le ragazze preferiscono giocare con qualcuno in famiglia;
  • le ragazze usano il gioco d’azzardo come tendenza alla fuga ed evasione dai propri problemi;
  • i ragazzi usano il gioco d’azzardo per diminuire i livelli di ansia e preoccupazione;

 

Aldilà delle evidenze empiriche, quello che ognuno di noi può fare nel quotidiano è stare vicino ai ragazzi in famiglia, ascoltandoli nelle loro richieste ed anche nei loro silenzi, per cercare di entrare nella loro quotidianità.

 

Entrando nelle loro giornate e nelle loro pratiche potremmo capirli meglio, monitorarli e comprendere cosa fanno e soprattutto perché lo fanno, quali sono i bisogni che soddisfano nel loro modo di vivere, non solo nel gioco d’azzardo.

 

Che si tratti di padri e madri di famiglia o del Serd di Pescara poniamoci delle domande e mettiamoci nel loro terreno.

Prima di farlo facciamo a noi stessi alcune domande.

Lo vogliamo fare davvero? Lo sappiamo fare? Con quali competenze, con quali priorità?  Ci interessa davvero? Vogliamo davvero capire quello che hanno da dirci? Sappiamo cosa vogliono dirci? O questi sono i figli di qualcun altro? O il Narciso non è lo Stato. O i Narciso siamo noi?

Provocazione finita.

 

Di certo lo Stato, in collaborazione con le lobbies e gli interessi economici collegati al gioco d’azzardo ricopre un ruolo indegno nell’offerta consegnata alle presenti e future generazioni.

Tuttavia noi possiamo e dobbiamo fare il nostro, che si tratti di addetti ai lavori nel loro piccolo o che si tratti di contesti familiari.

 

Dobbiamo adoperare lo sforzo di arrivare prima dei servizi sociali poiché gli strumenti sopra citati (test) nelle economie delle regioni verranno come sempre adottati da quelle più virtuose e meno da quelle ancora collegate ai finanziamenti a pioggia che non hanno un vero obiettivo di contrasto efficace alla patologia.

Nonostante tutto noi tutti dobbiamo andare avanti, nel nostro piccolo ed ogni giorno.

 

Concludo come promesso scrivendo di Ghali ( foto in copertina) rapper italo-tunisino idolo di ragazzi e ragazze di tutta Italia per capire cosa ci azzecca col gambling.

Ghali non ha mai giocato alla Snai per diventare famoso, non ha mai fatto gaming a pagamento per diventare idolo dei giovani, non ha mai vinto al bingo o al gratta e vinci per essere figo. Ghali ha assecondato una sua passione e qualcuno lo ha ascoltato, supportato, creduto.  Ghali è stato accettato, in un modo o nell’altro. Ed è stato fortunato, oltre che talentuoso.

 

Ghali ha 24 anni e poteva essere una vittima del gambling, uno dal futuro negato, indebitato sino all’osso. E’ lui l’esempio di cui abbiamo bisogno, è lui che parla ai nostri figli, mettiamocelo bene in testa.

 

Apriamo le orecchie e stiamoli a sentire, ogni giorno.

Ascoltiamo Ghali insieme ai nostri figli, entriamo nel loro terreno in un modo facile, pratico.

 

Così vinciamo, ma è solo il primo passo, un passo doveroso che dobbiamo fare.

 

Come promesso breve letteratura in sitografia.

 

* ASL2. Il Gambling. Introduzione

http://www.info.asl2abruzzo.it/files/mmg_giocopatologico_materialeapprofondimento.pdf

Consultato il 16.2.2018

 

** ISS 2015. Prevenzione delle malattie rare.

Consultato il 16.2.2018

http://www.iss.it/cnmr/index.php?lang=1&id=2473&tipo=77

 

*** Hogrefe 2015.  GBS-A – Gambling Behavior Scale for Adolescents

https://www.hogrefe.it/it/catalogo/test/bambini-e-adolescenti/gbs-gambling-behavior-scale-adolescents/#scheda-features

Consultatoil 16.2.2018

 

**** Hogrefe 2017. VGS-A – Video-Gaming Scale for Adolescents

https://www.hogrefe.it/it/catalogo/test/bambini-e-adolescenti/vgs-video-gaming-scale-adolescents/#scheda-features

Consultato il 16.2.2018

 

***** Gender Invariance of the Gambling Behavior Scale for Adolescents (GBS-A): An Analysis of Differential Item Functioning Using Item Response Theory. Maria Anna Donati*, Francesca Chiesi, Viola A. Izzo e Caterina Primi.

https://www.hogrefe.it/media/filer_public/98/c4/98c4d72b-7e92-4f85-99f8-6be916573673/donati_et_al_2017_gbs-a.pdf

Consultato il 16.2.2018

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