Tre anni stupendi Storia di una giovane e piccola testata giornalistica

 

 

 

In questi anni di declino morale, sedimentato sia a livello nazionale che locale, nella gente comune come nelle istituzioni, e in gran parte dei mass – media, assoggettati al potente di turno, elargitore di privilegi, ci si è trovati nel bel mezzo di una profonda crisi della società. In tempi d’ insicurezze economiche e sociali, di perdita di punti di riferimento e, in molti casi, di una propria identità, tre amici –  Gennaro, Vittorio e Mauro –  accomunati da una forte passione per le vicende e le sorti del nostro territorio, nell’anno 2015, presero la decisione di impegnarsi, per dare inizio ad un progetto editoriale che potesse diventare un punto di riferimento e confronto, megafono bipartisan di critica costruttiva.

Fu così che, coadiuvati dall’esperienza e dai preziosi suggerimenti dell’amico Gianluca Buccella, già editore, da oltre venti anni, del mensile Lacerba, seppure in un tempo di crisi profonda e di sconvolgimenti nel mondo dell’editoria, soprattutto cartacea, decidemmo di avventurarci nella produzione e pubblicazione di un mensile.

Eravamo convinti che la comunicazione digitale e non analogica acuisse l’isolamento e lo scontro verbale, perché l’informazione si consuma in un tempo breve ed in sterili dichiarazioni, senza tempi di approfondimento. Il cartaceo, al contrario, ci permetteva la riflessione, l’approfondimento dei temi trattati, con l’intento di proporre un uso e consumo della notizia meno estemporaneo e più incisivo. Certo, nel concreto, pensavamo ad un giornale locale, della nostra città che, sebbene riconducibile ad una editoria molto piccola, artigianale, avesse in sé degli obiettivi precisi di lealtà ed obiettività, nell’affrontare argomenti d’interesse pubblico.

L’avventura editoriale fu pensata anche per intessere una rete di relazioni tra le numerose “teste pensanti” che vivono nella nostra città e che non trovano la dovuta rilevanza.

Così, intraprendemmo la pubblicazione, seguendo il modello della stampa libera, con la convinzione che un mensile cartaceo  fosse in grado di stimolare-sollecitare chi avesse qualcosa di positivo e costruttivo da esporre.

Altro obiettivo  che ci proponemmo, era quello di raggiungere il fine di rendere questo mensile punto di riferimento e di incontro su tematiche d’interesse comune, per i cittadini, per i politici, per gli amministratori e, più in generale, di proporre al lettore una conoscenza della storia passata, a volte anche molto lontana nel tempo, e del presente, considerato che il nostro  territorio e la nostra popolazione, a nostro avviso, viveva e vive una profonda crisi culturale, economica ed identitaria, anche e soprattutto a causa di un moltiplicarsi degli insediamenti di molteplici etnie, fenomeno non specifico di Montesilvano, ma che nella nostra città ha generato non pochi problemi.

Eravamo convinti  che fosse giunta l’ora  di superare gli schemi ed i recinti di certe appartenenze, per ottenere dei risultati, consapevoli che la vera trasgressione della politica fosse il tornare alla normalità, ascoltare l’altro per poi confrontarsi, fortemente convinti dell’aforisma dello scrittore Sergio Bambarèn: credi alla forza dei tuoi sogni ed essi diventeranno realtà.

Decidemmo di chiamare la testata Il Sorpasso, perché pensavamo che “sopassare, andare oltre”, fosse una finalità utile a cercare di risollevarsi da una profonda crisi economica e sociale; pertanto, il nostro “andare oltre”, non era un facile e comodo slogan, quanto piuttosto una modalità per sconfiggere incomprensioni, disagi, diatribe verbali quasi sempre inconcludenti, le appartenenze come le “tifoserie”. E ciò, pensavamo, si poteva sperare che accadesse, progettando soluzioni concrete.

Eravamo certi che al cittadino, come alla buona informazione, spettasse il compito di approfondire e di distinguere il blaterare dal ragionare e puntualizzare.

Poi, anche per uscire da un crisma di eccessiva ufficialità  e  per rendere vario e gradevole  Il Sorpasso,  pensammo di rivisitare la storia dei luoghi e dei suoi abitanti, pubblicando curiosità, mestieri, prodotti commerciali ed eccellenze in ogni campo, rigenerando l’orgoglio dell’appartenere ad una comunità matura e coesa, costituita da residenti con una fitta rete di relazioni.

Dopo solo quattro numeri del mensile  i ritorni furono assolutamente positivi ed addirittura superiori alle più rosee attese. Molti ci fecero pervenire  attestati di stima, alcuni ci guardarono con sospetto, prevenendo a breve la fine della testata. Invece, fummo costretti a stampare la quarta pubblicazione, con un numero del mensile raddoppiato nelle pagine e nella tiratura, per accogliere i molti collaboratori disponibili a far parte della redazione, apprezzando lo spirito del giornale e le sue finalità. Con il crescere dei collaboratori fu possibile aprire una pagina digitale del giornale www.ilsorpassomts.com – facebook.com/ilsorpassomontesilvano – twitter.com/ilsorpassomts

Fra questi la squadra si arricchì della collaborazione di un acuto vignettista, “Freccia”, che avrebbe dato un grosso risalto alla comunicazione.

Lo scenario progettuale che avevamo ipotizzato si stava concretizzando in breve tempo e oltre le più ottimistiche previsioni, procurando in noi soci fondatori grande soddisfazione, un grande entusiasmo e l’orgoglio di essere sulla strada giusta.

Oggettivamente il sogno stava diventando realtà, informazione, critica e proposte senza faziosità. Era nostro orgoglio impegnarsi e la redazione tutta, per garantire l’obiettivo primario di separare “ la polvere dalla sostanza” e garantire una narrazione dei fatti libera da pregiudizi. “ Il Sorpasso” mensile libero che vive di risorse proprie e degli sponsor  che hanno apprezzato e condiviso il progetto editoriale,  può permettersi così lo spirito che lo permea “di garantire una narrazione dei fatti libera da condizionamenti e pregiudizi” (dall’editoriale di Roberto Napolitano direttore della testata Il Sole 24 Ore).

Sono stati così tre anni mozzafiato, stupendi e irripetibili,  in ossequio ai principi di lealtà e libertà.

Devo ringraziare per questo tutti i collaboratori della redazione per essere loro stessi oggi lo spirito sostanziale identitario  del mensile. Si applicano e interagiscono con entusiasmo e gratuitamente per confezionare un giornale  guidato dalla ragione e mai dal pregiudizio, pubblicando notizie ed inchieste con un giornalismo sempre rispettoso e scrupoloso, ragionando con la propria testa  e mai cedendo sovranità intellettuale ad alcuno. E’ motivo d’orgoglio essere stati additati, dall’attenzione positiva di professionisti della stampa, per essere nel panorama regionale un sistema editoriale unico. Molto del merito va riconosciuto al direttore Mauro De Flaviis  generoso ed instancabile e per avere dato a questa testata  l’autorevolezza  derivata dal produrre una informazione di qualità, con una visione innovativa, nel solco della tradizione liberale.

Tre anni stupendi con la missione di continuare nel solco profondamente tracciato.

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