LA POLITICA CHE NON C’È

 

“Se vi ci potete guardare senza arrossire, contentatevi”

di Gennaro Passerini

 

 

La fotografia è qualcosa di vero e consistente, chi guarda non è disturbato da urla, invettive, sceneggiate, discorsi insignificanti (politichese) e comunicati stampa farlocchi.

La foto è lo specchio reale delle esigenze di un territorio; spesso è lo specchio crudele, ma credibile, delle emergenze e delle necessità incombenti di una comunità, emergenze disattese da parte di una politica sorda e incapace di confrontarsi in tutte le sue componenti.

Le foto possono essere istantanee dell’incapacità di governare e produrre progetti che amministrino le esigenze di una città “Montesilvano” morente sia sotto l’aspetto economico che culturale, sociale e ambientale.

Ben vengano foto di politici, di tutto l’arco costituzionale, falsi e presuntuosi che sordi agli appelli dei cittadini credono di risolvere le criticità con la solita politica della cementificazione irrazionale, incapaci di tracciare un percorso di un progetto politico veramente riqualificante, e vestiti di boria s’impegnano soprattutto nell’attività di pilotare i piccoli e grandi clientelismi.

Dov’è migliorata in questi anni la città di Montesilvano? Proviamo a produrre un quadro che fotografi la realtà.

Come ogni fine anno è tempo di bilanci soprattutto in considerazione che mancano poco più di quindici mesi alla scadenza del mandato di governo di questa città.

Confidavo che con le prossime elezioni alle porte tutti i partiti dell’arco costituzionale avrebbero chiarito la loro posizione e dato una spinta al tanto annunciato “cambiamento”.

Oramai sono convinto che in un tempo della conta dei voti e degli urgenti apparentamenti per mantenersi le poltrone sia impensabile che possa avvenire quanto sopra sperato.

Il 2018 sarà, per questa città, per chi si illudeva e sperava finalmente che certe promesse e dichiarazioni pubbliche avrebbero avuto l’attenzione auspicata e le risoluzioni sperate, l’ennesima disillusione.

Tanti proclami, tante promesse d’incontro con i cittadini, con le associazioni e i rappresentanti di categoria, ma nella realtà si è preferito dare ascolto, per la sopravvivenza della legislatura, solo agli interessi clientelari e al gioco delle poltrone, dando seguito a ripetuti cambi in maggioranza e in Giunta dall’aspetto politico insignificante.

Solo atti teatrali dove il fine ultimo permane indelebile a qualsiasi alternanza politica, continuare in una cementificazione irrazionale e inconcepibile, mentre i problemi del territorio marciscono.

Vi chiederete: questi non sono comportamenti masochistici per chi intende essere rieletto?

Sìììì…!!! Lo sarebbero in qualsiasi altra città, ma non nella nostra Montesilvano dove da un trentennio esiste una alternanza al potere che si preoccupa e si affanna perché nulla cambi, e così che con delibere disinvolte di Giunta, senza la presenza del Sindaco e dell’Assessore all’Urbanistica, si approva una variante al PP1 che caratterizzerà il destino di un quartiere, o meglio di un’area che doveva essere una perla urbanistica, innovativa e fiore all’occhiello per la città, al solo scopo di trasferire cubature.

Avrei voluto chiedere al Sindaco e all’Assessore il perché delle assenze in una delibera così importante!! Se vi erano motivi inderogabili, perché non rimandare la riunione di Giunta ad altra data, come del resto avvenuto in altre occasioni?

Forse Sindaco e Assessore hanno ritenuto di poca importanza l’argomento della delibera, un passaggio di routine?

E le esigenze dei cittadini hanno poca importanza? Chi aveva il dovere di rappresentarli in Giunta se non i due assenti? Anche se a mio parere il passaggio sarebbe dovuto avvenire in Consiglio Comunale.

La verità è che la regola principe è cementificare, tutti d’accordo maggioranza e opposizione!!!

Quando si discuterà di opere di urbanizzazione mai soddisfatte?

Quando chi ha investito nel quartiere potrà godere delle opere di urbanizzazione previste negli accordi di programma?

Quando la politica si farà carico delle esigenze dei cittadini?

Appare un’offesa, come una profonda ferita inferta alla città, il silenzio di una classe politica che o non partecipa e rifugge con codardia confronti pubblici barricandosi nei propri uffici, o balbetta giustificazioni inconsistenti perché prive di contenuti realistici.

Questo è accaduto nell’incontro “La Nuova Pescara passa per il Nord” del 9 gennaio 2018 presso l’Hotel Duca degli Abruzzi in Montesilvano, dove si è dibattuto di mobilità, di urbanistica, di condizioni ambientali, ma la classe politica dirigenziale, invitata, era quasi totalmente assente.

Così del Sindaco e della sua maggioranza, più volte rimescolata, che doveva dare un colpo di spugna al vecchio “sistema politico” montesilvanese, emerge l’immagine fotografica della sua inconsistenza a intercettare e soddisfare i numerosi appelli dei cittadini, emerge la sua incapacità di cavalcare la necessità di un “cambiamento” radicale nel fare politica, forse per gravosi limiti personali e caratteriali o per arroganza del potere.

Così, di questi anni, rimangono istantanee che evidenziano la proliferazione di buche stradali; di erbacce cresciute a fare fieno; di allagamenti ricorrenti né risolti né governati con atti preventivi; rimangono foto della proliferazione degli scempi edilizi irrazionali che hanno aggravato le mancanze di opere di urbanizzazione necessarie; di spese inutili per parcheggi in zone periferiche già ampiamente servite, al contrario carenti in zone commerciali del centro città o, dove presenti, lasciati in abbandono e degrado; l’indecorosa situazione irrisolta del monumento ai caduti, sommerso dai rifiuti e da una antenna telefonica, che offende la dignità, l’onore e il senso di giustizia di ogni cittadino.

Ancora rimangono istantanee di una città da sempre carente di un piano traffico e della mobilità, soffocata dal passaggio di migliaia di veicoli che rendono irrespirabile l’aria; di una circonvallazione che per l’insipienza di una classe politica è ferma alla galleria “I Pianacci”.

Istantanee di una città dove un fiume, il Saline, continua a essere a ogni pioggia lo spauracchio di esondazioni per mancata manutenzione dell’alveo o di inquinamenti dettati da una discarica dislocata in luogo inadatto, vera bomba ecologica, anche se finalmente è stata protetta da un telo impermeabile.

Così rimane una foto chiara della insostenibilità di acque bianche e nere reflue in condotte insufficienti e infine comuni nel riversarsi in un depuratore non più congruo al servizio richiesto.

Sì, è vero, questa Amministrazione ha avviato una raccolta differenziata porta a porta, in verità ancora tutta da regimentare ed estendere; inoltre ha smobilitato alcune case ghetto di abitanti irregolari. Sì, è vero, ha risolto l’annoso problema della farmacia comunale e la gestione del Palacongressi, invero ancora da capitalizzare appieno nelle sue potenzialità. Inoltre ha proposto e avviato uno dei progetti SPRAR più apprezzati a livello nazionale, per superare il modello dei Centri di Assistenza Straordinari tristemente noti in città.

È sufficiente questo per asserire di avere ben governato questa città? Nooo…!! Non basta..!!

Abbiamo conosciuto in questi anni l’arte delle promesse, di illusorie prese di coscienza che non hanno avuto alcun seguito positivo, vera arte della bugia.

Altre istantanee? Ci sarebbero mille domande da porre come foto di un rullino lunghissimo di incoerenze e di inconcludenze che sono lo specchio dei politicanti nostrani.

Abbiamo conosciuto un Sindaco che si è contraddetto mille volte sulla necessità di “epurare” figure politiche, stante poi da fuoriclasse, con abili acrobazie, servirsene per tenere in piedi una maggioranza raccogliticcia composta da transfughi a orologeria e poltronisti in altri momenti dichiarati indesiderabili.

Al confronto delle idee si è preferito servirsi, per sostenere la legislatura, di personaggi che non dovrebbero avere peso politico nell’interesse della comunità.

Possiamo ancora illuderci quando un Sindaco, chiamato a esprimersi insieme alla sua maggioranza sull’arroganza del “sistema” montesilvanese in merito agli scempi edilizi, si esprimeva con parole di forte critica e apparentemente sensibile e disponibile a intervenire a breve sul PRG e suo Regolamento, stante poi, dietro le quinte, dare il via con delibere di Giunta a insostenibili licenze edilizie e varianti?

Può essere ancora credibile chi pretende di apparire all’esterno trasparente e puro mentre nella realtà si muove con ambiguità, opacità e sfrontatezza?

In verità “nulla di nuovo” in questi anni, siamo di fronte al solito metodo di fare politica.

Abbiamo già vissuto e subito, negli anni addietro, il solito tradimento fatto di promesse disattese e consumate verso cittadini; oggi noi, convinti che “il Giovane del colle” fosse diverso e potesse essere finalmente l’attore di un “cambiamento” da troppi anni atteso, disillusi scopriamo “ahimè” un furbetto che si credeva più uguale degli altri.

In questi anni sul mensile “Il Sorpasso” abbiamo speso decine e decine di articoli per portare all’attenzione degli amministratori temi d’interesse pubblico, molteplici fotografie attestanti le criticità; ci siamo preoccupati di proporre anche risoluzioni generali e tecniche su cui poter aprire un confronto costruttivo; ci siamo attivati a intervistare gli attori della cosa pubblica per coinvolgerli finalmente a dibattere e confrontarsi, con lo spirito di sensibilizzarli su tematiche essenziali per lo sviluppo corretto della nostra comunità.

Impegno inutile: maggioranza e opposizione si sono dimostrate inadatte al ruolo che ricoprono e alle responsabilità assuntesi, incoerenti rispetto alle dichiarazioni rilasciate o probabilmente distratte da altri interessi.

Alla convinzione di un amico che le responsabilità sono da imputare più ai cittadini che alla politica, rispondo che in questo periodo di grosse criticità non sarei in grado di stabilire una graduatoria e sinceramente non mi interessa stilarla. Quello che m’interessa è sottolineare che non tutta la società e i politici sono così spregiudicati e opportunisti: vi sono persone dotate di grosso spessore professionale, morale ed etico che si renderebbero disponibili ad assumersi impegni per la gestione pubblica.

Chi mi conosce sa quanto ho speso in termini di garanzia sulla personalità, correttezza e coerenza del sindaco Maragno, ma viste le istantanee “la politica che non c’è” non sono più disponibile a metterci la faccia.

Un leader non si improvvisa, non si inventa e non si costruisce in laboratorio. Si è leader perché si è capaci di avere visione, capacità di ascoltare e infine indicare la strada da percorrere, leader perché si ha l’umiltà e la competenza per correggere gli errori, perché si ha carisma per indirizzare e convincere gli elettori, leader perché si ha una visione chiara del futuro di una comunità, a cui dare seguito con un progetto di sviluppo.

Si abbia il coraggio di “cambiare” davvero: il tempo dei teatrini, degli annunci e delle spiegazioni inconsistenti, dei se e dei ma è finito. Basta con le parole inutili: ci sono decine e decine di istantanee che denunciano le emergenze e le necessità da affrontare, la politica si assuma finalmente le responsabilità per cui è stata eletta e per cui viene remunerata.

La missione di un giornale deve essere quella di denunciare i problemi e farsi carico di suggerire anche come risolverli nell’interesse della società, fuori dalle appartenenze a questo o quel partito, e dibatterne pubblicamente.

Sappiamo che la nostra missione non è compiuta, che dovremo essere sempre più incisivi e precisi, consapevoli e forti delle istantanee di un lunghissimo rullino delle inconcludenze specchio purtroppo sempre più delle istituzioni, della politica sia di destra, centro, sinistra e cinque stelle.

Per cui nei prossimi articoli sarò sempre più critico e meno elegante nei toni: noi non siamo proiettati su uno schermo dove basta schiacciare un tasto, fare finta di nulla e annullare la partita. Qui si gioca con la vita democratica di una comunità che non accetta più regole dettate da interessi personali: vogliamo trasparenza e partecipazione.

C’è ancora la possibilità di salvare almeno in parte la legislatura, ma ricordatevi che bisogna recuperare interesse e consenso alla politica perché altrimenti si innescherà un conflitto sociale pericoloso. Oggi il vostro primo dovere è riguadagnare le condizioni che riportino fiducia nella politica tornando a governare il territorio e le necessità a cui dare una graduatoria d’interventi con l’obbligo dell’ascolto e del confronto con i cittadini.

Avete in mano per più di un anno ancora il boccino della partita; noi disillusi sempre più attenti e presenti saremo ben lieti di essere smentiti.

Rivolgendomi ai cittadini e ai politici concludo con le parole di Indro Montanelli: “Se vi ci potete guardare senza arrossire, contentatevi”.

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