Prigionieri della nostalgia

Prigionieri della nostalgia

“I ricordi diventano rimpianti e le speranze diventano illusioni” (Turgenev)

di Mauro De Flaviis

 

L’evento di rilievo del mese di ottobre della politica montesilvanese è stato il congresso Pd cittadino che ha eletto l’ex sindaco Enzo Cantagallo alla segreteria. A proposito voglio ricordare quanto accaduto nel recente passato riportando alcuni passaggi della sentenza di appello del processo ciclone, quando Cantagallo è stato definitivamente assolto dalla accusa di associazione per delinquere. «Se pure in un contesto di evidente e sconcertante malaffare che caratterizzava la vita dell’amministrazione comunale di Montesilvano non può dirsi che tutti i fatti siano legati ad un unico filo e che si tratti di illeciti da tutti programmati e voluti, al di là della commissione dei singoli fatti illeciti» … «non vi è collegamento tra essi e d’altronde vi sono imputati che rispondono solo di un episodio o di pochi episodi non avendo rivestito alcun ruolo negli altri ed in particolare Cantagallo di volta in volta nel suo agire si serviva di personaggi diversi che non risulta tra loro avessero stabili rapporti» … «vi era un clima di generalizzato malaffare, di gestione gravemente distorta della cosa pubblica, di cui vari soggetti hanno approfittato cogliendo di volta in volta le occasioni che si presentavano in relazione alla gestione di varie pratiche amministrative (specie edilizie) senza che ciò possa dirsi indice di una organizzazione che tale clima abbia realizzato».

Cristianamente ritengo la redenzione un fenomeno auspicabile e, analogamente, necessario reinserirsi in società dopo aver scontato la pena, qualunque essa sia, e anche tornare a ricoprire il ruolo precedente, ancor di più se dopo una assoluzione.

Per gli amministratori pubblici, chiamati a gestire le risorse della collettività, forse avere l’obiettivo di governare con giudizi della magistratura cristallizzati nelle sentenze come quelle riportate, credo non sia equilibrato. Ritengo questo il motivo per il quale il congresso non ha avuto una partecipazione massiccia e alcuni esponenti di spicco si sono defilati, marcando la distanza da questo ritorno al passato.

Tra l’altro, ritengo tale scelta un oggettivo elemento di futura debolezza per una forza oggi all’opposizione che deve svolgere un ruolo di contrasto propositivo molto importante. In generale stimo più importante il ruolo dell’opposizione matura in Consiglio comunale volto a migliorare i provvedimenti proposti, che il ruolo dei consiglieri di maggioranza chiamati in genere a ratificare le scelte della Giunta.

Non sono per le facce nuove, ma sono per le idee nuove, vedi pezzo di Piero D’Andreamatteo in prima. Conoscendo quali idee di sviluppo siano state il motore delle politiche di Cantagallo, tra cui la torre al curvone su viale Aldo Moro, fortunatamente mai edificata, e, rimanendo nel mio quartiere, le abitazioni realizzate durante il suo mandato nella parte terminale di via San Gottardo e via Massarenti, oggi caratterizzate da innumerevoli cartelli vendesi. Accade ciò per la scarsa attenzione prestata dal regolatore alla qualità degli spazi pubblici nella zona di intervento. Ecco, non confido in un cambio di approccio per chi ha agevolato e permesso che ciò accadesse a vantaggio di pochi e non delle collettività.

Questa sarà l’immagine evoluta della politica progressista, oggi opposizione, a Montesilvano? A me sembra il passato che non passa, l’idea che imprigiona qualsiasi velleità di rinnovamento.

Molta gente deve la coscienza tranquilla alla propria memoria debole.   (Godfried Bomans)

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