Amazon si mangerà tutti.

 

di Pierluigi Lido:    ecommercesicuro@gmail.com

Amazon è entrato in Italia nel 2010 piazzando significative perdite per i primi 5 anni di permanenza online sul mercato italiano. L’obiettivo del marketplace americano è stato da sempre quello di prendersi il mercato di riferimento ecommerce, a qualsiasi prezzo. La piattaforma ha speso ingenti somme di denaro in Italia nell’advertising multicanale (circa 800 milioni di euro) oltre che a promuovere una politica di resi finalizzata alla completa soddisfazione del cliente. Ogni nota di insoddisfazione viene placata con il completo soddisfacimento dei bisogni soggettivi dell’utente che è visto come un consumatore seriale e quindi da tutelare. Tale approccio ha fatto breccia abbastanza presto nel cuore degli acquirenti italiani che difficilmente si staccano dal marketplace per fare acquisti di ritorno su altri siti (dati Casaleggio 2016).

Dal 2010 a oggi Amazon ha scalato i fatturati di Ebay sino a superarli nell’arco di pochissimi anni e piazzando le premesse per una logistica interna (logistica di Amazon) sempre più diretta e gestita in prima linea dal colosso americano.

Amazon è un megadistributore su scala mondiale il cui management ha avuto la lungimiranza di coniugare una infrastruttura gestionale applicata al web con un impianto logistico sincronizzato senza eguali nel mondo. Amazon possiede la più grande e complessa struttura server di scambio e sincronizzazione dati presente sul web, un investimento tecnologico in grado di reggere le visite e le transazioni delle prossime generazioni di consumatori digitali.

Basti pensare che il competitor storico di Amazon (Ebay) per vendere online usa le infrastrutture server di Amazon. Nulla è stato lasciato al caso soprattutto dal punto di vista fiscale. La rete di business, la presenza commerciale di società controllate in molti Paesi e la natura stessa di Amazon ha permesso negli anni al colosso di eludere/evadere imposte nazionali legate alla vendita di prodotti in rete e a beneficiare del pagamento di tasse fisse al 4% sui servizi in Lussemburgo.

Non è una sorpresa come il governo britannico nel richiedere un refund delle imposte dovute abbia solo potuto quantificare una stima delle somme evase. È notizia di fine aprile quella dell’interesse del fisco italiano per Amazon che avrebbe evaso grazie alle vendite effettuate in Italia fino al 2015, quasi 130 milioni di euro.

Tutto questo per disegnare il biglietto da visita dello squalo del commercio mondiale, il più pericoloso per l’equilibrio delle economie reali e digitali del nuovo e del vecchio continente. Il retail classico dei piccoli commercianti offline è praticamente scomparso grazie alla presenza della GDO nel mondo reale. Ora però stiamo assistendo a una nuova guerra tra titani in una nuova fase. È notizia di fine giugno lo scontro aperto tra Amazon e Wallmart per porre le basi di una guerra per ipotecare il futuro del commercio.

Amazon fagociterà tutto quello che incontrerà sul proprio cammino e in termini web forse non è più scalabile.

Oltre al vantaggio competitivo sulla tassazione il colosso sfrutta la propria posizione di grande aggregatore per porre le basi per stringere direttamente accordi con i produttori di merci bypassando anche i piccoli e medi dettaglianti e distributori che aprono il proprio negozio su Amazon concedendo al colosso il 15% di commissioni sul valore lordo delle proprie vendite. In altre parole concedono competitività.

Lo studio dei flussi di vendita mira a inquadrare Amazon come unico grande distributore svuotando progressivamente di spazio e visibilità di vendita quei piccoli e grandi dettaglianti e distributori che lavorano attualmente sulla piattaforma.

Nel giro di pochissimo tempo Amazon è stato capace di entrare in modo significativo nel mondo del food; a breve si medita l’ingresso nel mondo dei corrieri espresso, una cavalcata impressionante verso un monopolio sul commercio in occidente.

Fagociterà tutto, prima pasteggiando dei dettaglianti (a loro volta mangiati dai distributori), poi sarà il turno dei distributori. In pochi lo capiscono davvero.

Alle aziende che lavorano nell’ecommerce e a molti dei miei clienti lascio spesso un messaggio personale semplice: tutelatevi digitalizzandovi completamente e costruendo una vostra comunità e una vostra piattaforma, sfruttando Amazon e Ebay per costruire un vostro gruppo di consumatori fidelizzati.

Si può fare davvero, tutelatevi.

Fate presto, ogni giorno in cui non agite è perso.

Il futuro si sta avvicinando rapidamente.

Forse non il vostro nella vendita online, ma sicuramente quello di Amazon.

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